Maurizio Crozza nel mirino di Pontifex per la parodia di Benedetto XVI: ‘Si penta, fa in tempo ad evitare l’inferno’

Maurizio Crozza nel mirino di Pontifex per la parodia di Benedetto XVI: ‘Si penta, fa in tempo ad evitare l’inferno’

Maurizio Crozza nel mirino di Pontifex per la parodia di Benedetto XVI: 'Si penta, fa in tempo ad evitare l'inferno

    Questo Crozza fa ancora in tempo ad evitare l’Inferno, si penta…; dopo aver attaccato Fiorello, nel mirino di Pontifex finisce Maurizio Crozza, reo di aver imitato Papa Benedetto XVI nell’ultima puntata di Italialand dove, vestendo i panni del pontefice, ha cantato – dopo undici minuti di satiratra incenso finito e ICI sulla prima casa – la parodia di Don Verzè sulle note di Don Raffè di Fabrizio De Andrè. Un’imitazione che non è piaciuta al vescovo Emerito di Foligno, monsignore Arduino Bertoldo, nato nel 1932 e fino 2008 arcivescovo della città umbra, dove è noto per le sue intemerate, da Nichi Vendola a Nanni Moretti. E Bruno Volpe – il direttore di Pontifex – comunica di aver denunciato il comico per vilipendio a capo di stato estero, depositando atto domenica sera preso la stazione dei carabinieri di Bari.

    Crozza è ancora in tempo per evitare l’Inferno, si penta, dice il vescovo emerito di Foligno Arduino Bertoldo a Pontifex, commentando l’imitazione di Papa Benedetto XVI fatta da Maurizio Crozza, che secondo il presule quando sarà vecchio e prima di salutare questa vita o sarà ammalato, si ricorderà che un giorno aveva insultato il Papa. Adesso, quando sono giovani e forti, sono baldanzosi, se la ridono, ma quando si avvicina la morte, quando la vecchiaia cammina o la malattia li assale, si domandano: io un giorno avevo insultato il Papa. Dio non giudica, ma a volte qualche schiaffone capita e allora si impreca, ci si chiede, perché ho fatto queste cose? Crozza cambi idea – conclude il vescovo – si converta, gli ricordo che tutti quelli che come lui deridono il sacro e il Papa soffrono doppio e all’inferno, bene o male, costui pagherà

    Nel mirino la puntata di Italialand andata in onda qualche giorno fa, quando Crozza, vestito di bianco e circondato da due guardie svizzere, si mostrava impegnato nella gestione della Chiesa, tra l’ICI – che, appellandosi alle norme vigenti (in alcuni casi anche negli altri Paesi), voleva non pagare – la tassa sulla prima casa – anche su quella si pagano le tasse, gli ha risposto la guardia – e il mega conto da saldare per assolvere al suo dovere di buon cittadino, 800 milioni di euro, una cifra che la Chiesa non può pagare – scopre Benedetto/Crozza telefonando allo Ior – perché la firma sul conto è di Don Verzè, l’autore del fallimento del San Raffaele preso in giro sulle note della canzone di De André

    Gli ricordo che tutti quelli che come lui deridono il sacro e il Papa soffrono doppio e all’Inferno, come le dicevo, non ci sono panni tanto pesanti per coprirsi dal freddo della condanna. Bene o male, costui pagherà, se non rimedia, il fio di quello che combinato e da quanto sento, non è la prima volta. Chi si abbandona a queste azioni, peraltro, lo fa sempre su commissione, dice ancora monsignor Bertoldo a Bruno Volpe, direttore del blog Pontifex che aveva querelato Fiorello per aver commentato un articolo in cui a proposito di Francesco Pinna, il ragazzo morto per il collasso del palco di Jovanotti al PalaTrieste, Volpe aveva parlato di un ‘avvertimento divino‘ e di un ‘Dio non manda certamente il male che non vuole‘ riferendosi al fatto che Jovanotti aveva partecipato allo show di Fiorello in cui lo showman aveva incoraggiato l’uso del profilattico.

    Una querela che oggi si ripete, visto che – riporta Blogosfere – l’animatore del blog Pontifex comunica di aver denunciato denunciato Crozza, per l’imitazione di Papa Benedetto XVI nel corso della trasmissione Italialand, per il reato di offesa a Capo di Stato estero.

    Non è la prima volta che monsignor Bertoldo, sempre dalle colonne di Pontifex, assurge agli onori della cronaca: come ricorda Umbria24, a gennaio, commentando lo scandalo Ruby, l’arcivescovo di Foligno disse: Vendola chiede a Berlusconi di cambiare stile di vita. Ma lui si è guardato? Almeno Berlusconi nel peccato non offende la regola naturale, segue la natura. Vendola offende sia il peccato che la natura e dunque è messo molto, ma molto peggio e taccia, mentre a proposito di Habemus Papam di Nanni Moretti parlò di una colossale mancanza di rispetto verso il Papa e verso tutto quello che é cattolico, considerando che il Papa é comunque il Vicario di Cristo in terra. Non meno celebre la sua uscita – sempre su Pontifex – a proposito di donne violentate: Se una donna cammina in modo particolarmente sensuale o provocatorio, qualche responsabilità nell’evento la ha e voglio dire che dal punto di vista teologico anche tentare è peccato. Dunque anche una donna che camminando o vestendosi in modo procace suscita reazioni eccessive o violente, pecca in tentazione.

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