Maurizio Crozza a diMartedì su La7, copertina: ‘A Genova spalare è una tradizione di famiglia’

Maurizio Crozza a diMartedì su La7, copertina: ‘A Genova spalare è una tradizione di famiglia’

La copertina di Maurizio Crozza a diMartedì su La7 è interamente concentrata sull'alluvione di Genova

    Maurizio Crozza a diMartedì su La7 dedica la copertina esclusivamente a Genova, la sua città in ginocchio per l’alluvione degli ultimi giorni. Messa per un attimo da parte l’ironia giocosa, il comico non le manda a dire sottolineando la pochezza delle istituzioni di fronte al dissesto idrogeologico del capoluogo ligure al quale di contro la popolazione ha risposto con buona volontà e straordinaria energia. Tra gli esponenti presi di mira da Crozza spiccano il sindaco di Genova, il presidente della Regione ma anche Matteo Renzi, Beppe Grillo e Silvio Berlusconi. Questi ultimi, concentrati su come apparire sembrano vittime del celebre dilemma di Moretti in Ecce Bombo.

    Prevedibilmente l’esordio di Maurizio Crozza a diMartedì parte dall’ennesima alluvione che anche quest’anno si è abbattuta su Genova: ‘Ormai a Genova spalare è diventata una tradizione di famiglia, è come un rito di iniziazione. A differenza degli aborigeni che tagliano il prepuzio noi ci tagliamo direttamente i cogl****‘. L’esondazione dei torrenti si sarebbe potuta risolvere con i fondi che occorreranno oggi per i danni: ‘Il torrente Bisagno potevano svuotarlo e riempirlo di Chanel numero 5‘. Di certo però a governare la città c’era la sinistra: ‘Sono solo 40 anni che la sinistra governa a Genova, non hanno ancora avuto modo di ambientarsi. Facciamogli conoscere il territorio, è un territorio dove ogni tanto piove‘. Non senza polemizzare sui discutibili premi in denaro ai commissari sul rischio idrogeologico, Crozza rinfresca la memoria a chi ha voluto dimenticare: ‘Il ministro Ciriaco De Mita definiva il torrente del Bisagno un’emergenza nazionale nel 1974: ne è passata di acqua sotto i ponti, anche sopra e intorno‘.

    Per il comico evidentemente coinvolto dall’argomento affrontato al cataclisma si oppone la catalessi delle istituzioni in ‘un paese di gente seduta sulla poltrona che guarda la gente in ginocchio‘, in una specie di scollamento tra istituzioni e realtà. A tal proposito arriva un affondo al presidente della Regione Burlando che a Sky ha parlato di una falla del cosiddetto ‘modello matematico’ a cui ci si atteneva per monitorare la situazione a Genova: ‘Quella sera il modello matematico e la realtà coincidevano fino alle 21 poi a un certo punto io ricevo una telefonata dal modello matematico che mi dice che si sono mollati ora. La realtà è una str**** inaffidabile‘. Sembra che tutto si sia svolto seconda la legge, gli unici fuorilegge erano i ragazzi che spalavano a Genova senza pagare la tassa di occupazione di suolo pubblico.

    Tutto appare lento e inaffidabile nonostante le emergenze: ‘L’esercito è arrivato in due giorni, non si muove se non arriva l’ordine in inglese dalla Nato‘. E i politici che fanno a Genova? Renzi ha mandato un messaggio su Facebook: ‘Verrei a spalare ma non vorrei rovinarmi la camicia bianca‘, Grillo si è trovato il Vaffa Day al contrario, Berlusconi per solidarietà è andato a cena con Vladimir Luxuria. Come in Ecce Bombo di Moretti ognuno dei tre leader si è chiesto: ‘Mi si nota di più se scrivo un pippettone su Facebook, se vado a spalare due giorni dopo o se vado a cena con una ragazza che la pala la porta da sé?‘.

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