Maurizio Crozza a Di Martedì, la copertina del 25 ottobre 2016 [VIDEO]

Maurizio Crozza a Di Martedì, la copertina del 25 ottobre 2016 [VIDEO]

Il comico torna nel talk show di La7 condotto da Giovanni Floris e ironizza sulla riduzione dello stipendio ai parlamentari

    La sera del 25 ottobre 2016, a Di Martedì è andato in onda il consueto appuntamento con la copertina di Maurizio Crozza. Su La7, il comico, prima nei panni del premier Matteo Renzi, poi mettendoci la faccia in prima persona, ha fatto satira sulle priorità del governo e sulle notizia della riduzione degli stipendi ai parlamentari proposta dal Movimento Cinque Stelle.

    Crozza a Di Martedì ha aperto la copertina comica del 25 ottobre 2016 con l’imitazione del presidente del Consiglio Matteo Renzi, rappresentandolo come uomo politico incapace di pronunciare la parola ‘Sinistra’. Infatti il comico su La7 ha detto:

    ‘Guardi che il PD è un partito di si…Sinisa Mihajlovic, di si…nistrati, un partito di sì al referendum. Io, quella cosa brutta che si occupa dei poveri proprio non riesco a dirla. Mi sono anche vaccinato: ho fatto l’antinfluenzale, l’antitetanica e l’antibersanica!’

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    Poi, sempre nei panni di Renzi, a Di Martedì Crozza ha commentato così la proposta del Movimento Cinque Stelle di ridurre gli stipendi ai Parlamentari italiani:

    ‘Come fa un deputato a votare per ridursi lo stipendio? E’ come chiedere a Rocco Siffredi di tagliarsi il ca**o! Non è che gli convenga tanto! Obiettivamente sono cose innaturali! E’ come vedere Travaglio applaudire alla Boschi alla Leopolda.

    Piuttosto si taglia il ca**o anche lui!’

    crozza renzi, di martedì 25 ottobre 2016

    A parte la battuta, andata in onda senza bip nei punti che potrebbero risultare volgari, nella copertina comica ieri sera 25 ottobre 2016 interpretata a Di Martedì, Crozza ha fatto satira anche sulla Chiesa, riferendosi alla riduzione dello stipendio dei Parlamentari, ha commentato così le parole di un suo rappresentante:

    ‘Anche il cardinale Bagnasco, il capo della CEI, aveva detto che sarebbe stato un buon segnale. Certo, anche pagare l’IMU sui beni della Chiesa sarebbe stato un buon segnale, ma si vede che Bagnasco preferisce dare un buon segnale alla volta’.

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