Maurizio Crozza a Ballarò: dagli applausi per Napolitano alla disfatta del Pd

La copertina di Maurizio Crozza a Ballarò ha riguardato gli applausi dei politici dopo il discorso di Napolitano

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    Maurizio Crozza Ballaro

    Come ogni settimana, anche martedì 23 aprile 2013 Maurizio Crozza ha introdotto la sua consueta copertina nella puntata di Ballarò. Com’era prevedibile, l’intervento è stato incentrato sul discorso che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha rivolto alle Camere lunedì 22 aprile. Dopo un breve collegamento con il Quirinale e il lancio di un servizio sulla settimana politica appena trascorsa, il conduttore Giovanni Floris ha lasciato la parola al comico genovese.

    L’intervento di Maurizio Crozza ha riguardato la reazione dei politici circa il durissimo discorso tenuto dal Presidente della Repubblica, le cui parole non hanno risparmiato nessuno: Ciao Giova, da piccolo, quando mia mamma mi sgridava, io stavo con lo sguardo basso. Se provavo disgraziatamente ad applaudire, mi arrivava una manata che mi gonfiava la faccia, mi rivoltava a 360 gradi. Utilizzando la metafora della madre, Crozza ha ironizzato sulle difficoltà che, in questo momento, sta attraversando la classe politica italiana: Altro che larghe intese con mia madre, si finiva a larghe sberle. Ieri Napolitano ha detto ai parlamentari “Siete sordi, lenti, insoddisfacenti” e giù con gli applausi. In realtà, applaudivano tutti perché ognuno pensava “non sta parlando a me, ma a quell’altro”.

    Crozza, riprendendo le parole di Napolitano in merito alla riforma della legge elettorale, si è rivolto alla Lega: Calderoli, hai fatto tu quella legge, parlava di te. Battere le mani va benissimo, ma, almeno, mettici la faccia in mezzo! Dopodiché il comico ha spostato l’accento sull’età del Presidente e sull’applauso scrosciante rivoltogli quando, con la voce rotta dall’emozione, ha ricordato di essere in politica dall’età di 28 anni. Esilarante la reazione di Crozza: Napolitano è lì da quando aveva 28 anni, quindi da sessanta: che Paese, non cambia mai niente! Tutto cambi perché niente cambi! Altro che Gattopardo, ormai siamo al gatto morto. In questo Paese nessuno va mai a casa. Napolitano è stato bloccato perché avrebbe creato un precedente.

    Non è mancato, poi, il paragone con le altre potenze europee: In Francia, dopo Sarkozy, mica hanno eletto prima De Gaulle e poi Napoleone. Inoltre, ha raccontato ai telespettatori com’è avvenuto il passaggio di consegne: Adesso comunque Napolitano è il nuovo Presidente, ieri c’è stato il passaggio fra i due Presidenti: è avvenuto nella sala degli specchi.

    La copertina di questa settimana si è conclusa con una riflessione sullo stato di salute del Partito Democratico: Il Pd si è definitvamente spaccato. Serracchiani, si rende conto che appena Bersani si è dimesso, Lei ha vinto in Friuli? Lo dica a qualcuno, è un segnale. Senza guida, il Pd vince. Non deve fare le direzioni, deve improvvisare a braccio!