Maurizio Crozza a Ballarò (11/02/2014): ‘Ma siamo elettori o sommelier?’ [VIDEO]

Prende spunto dai recenti sviluppi della politica la copertina di Maurizio Crozza a Ballarò dell'11/02/2014

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    Maurizio Crozza RaiTre

    Scoppiettante copertina di Maurizio Crozza a Ballarò anche stasera. Il comico genovese non si lascia sfuggire l’occasione di commentare l’evidente momento critico vissuto dal governo Letta per dare una sferzatina specialmente al Partito Democratico. Deliziando il pubblico con un gustoso campionario di imitazioni celebri, Crozza regala un monologo divertentissimo ma dal retrogusto particolarmente amaro.

    Lo spunto per dare il via al consueto intervento di Maurizio Crozza è il commento alla recente dichiarazione del presidente del Consiglio, Enrico Letta: ‘Il mio destino e quello del mio esecutivo sono nelle mani della Provvidenza‘. Non proprio un’osservazione ottimista che potrebbe suscitare qualche reazione: ‘Pare che gli investitori arabi abbiano detto: Letta ridacci tutti i milioni che ti abbiamo dato così li giochiamo alle corse dei cammelli‘. Dimostrando maggior fatalismo persino di Noé, Crozza pone una domanda che molti italiani farebbero al premier: ‘Siamo nelle mani tue che sei nelle mani della Provvidenza e noi le mani di preciso dove ce le dobbiamo mettere? Mi sento tranquillo come Malgioglio invitato da Putin alle Olimpiadi Invernali di Sochi‘. Forse esiste un’analogia tra Letta e il curling: ‘Pulisce la strada per il passaggio di Renzi‘. L’idea della staffetta tra un politico e l’altro in cerca di quello giusto rende gli italiani più vicini ai sommelier che agli elettori.

    Dopo questa amara riflessione Crozza si esibisce in un’esilarante imitazione di Matteo Renzi, protagonista di ‘Ecce bimbo’ tanto da ricalcarne il tormentone a modo proprio: ‘Mi si vota di più se vado a fare il premier con il governo del fare o se mi metto a rompere le balle a parlare‘. Di Letta andrebbe bene solo la montatura degli occhiali e come uno stornello medievale il segretario del Pd si interroga sul da farsi: ‘Non conquistare il trono del votare o con l’arte suprema che usò D’Alema di inchi****ttare‘. L’unico a cui affidarsi per conoscere qualcosa della politica nostrana è attualmente Alan Friedman, parodiato come Ollio. Intento a intervistare i protagonisti del suo libro, Friedman/Crozza conclude con le imitazioni di Prodi, Bersani e Monti, tutti accomunati da un’uscita forzata dal circo della politica.