MattinoCinque pedina giudice Lodo Mondadori: è bufera

MattinoCinque pedina giudice Lodo Mondadori: è bufera

MattinoCinque ha trasmesso ieri mattina un servizio sul giudice Raimondo Mesiano, colui cha ha condannato Fininvest al risarcimento di 750 milioni di Euro alla Cir di De Benedetti per il Lodo Mondadori, 'pedinandolo' per le vie di Milano

    MattinoCinque ha trasmesso ieri mattina un servizio sul giudice Raimondo Mesiano, colui cha ha condannato Fininvest al risarcimento di 750 milioni di Euro alla Cir di De Benedetti per il Lodo Mondadori, ‘pedinandolo’ per le vie di Milano. Intimidazione, campagna mediatica volta a screditare un magistrato o semplice diritto d’informazione? In alto il servizio.

    Tutto inizia con Claudio Brachino che dà notizia della ‘promozione’ del giudice Raimondo Mesiano, artefice della sentenza sul Lodo Mondadori di qualche giorno fa, da parte del CSM: la notizia è tratta da Il Giornale e Brachino, direttore di Videonews e co-conduttore di MattinoCinque, ne approfitta per realizzare un servizio sul giudice definito “noto più per le sue stravaganze per le vie di Milano che per le sue sentenze”.
    Parte quindi un video ‘rubato’ per le vie di Milano, in stile pedinamento gossipparo: materiale scarno per uno scoop, visto che Mesiano approfitta del suo weekend per andare dal barbiere e per fumare una sigaretta su una panchina, ma tanto basta per mostrarlo “nervoso” (mentre attende il suo turno dal barbiere) e” stravagante” per via dei calzini turchesi che indossa, inadatti al Tribunale (e non a caso, diciamo noi, indossati nel suo giorno libero).

    Il servizio ha fatto andare su tutte le furie la magistratura e il centro sinistra. La Federazione Nazionale della Stampa (FNSI) parla di “pestaggio mediatico”, il PD di “linciaggio inquietante” , l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha immediatamente reagito con una nota stampa nella quale i giudici si dichiarano “esterrefatti e indignati per la gravissima campagna di denigrazione e di aggressione nei confronti del giudice Mesiano, da parte dei giornali e delle televisioni del gruppo Fininvest e della famiglia Berlusconi”, chiedendo l’intervento del Capo dello Stato e del Garante della Privacy, che dal canto suo ha annunciato l’apertura di un’istruttoria.

    Ma Brachino, Videonews e Mauro Crippa, Direttore generale News di Mediaset si difendono.

    Brachino si dichiara prima vittima di questo caso mediatico, limitando tutto all’uso della parola ‘stravagante’: “L’unica vittima di pestaggio mediatico sono io” ha detto alla stampa, spiegando che non c’è stato nessun pedinamento e che il pezzo “è senza epiteti né giudizi politici, ma contiene solo la parola “stravagante”, di cui si può parlare ma non mi sembra un insulto”.
    Assolutamente più netto e ‘schierato’ Mauro Crippa che diffonde nella serata di ieri un duro comunicato: “Non accettiamo bacchettate da chi negli ultimi mesi ha reso sistematica prassi giornalistica lo spionaggio a senso unico dal buco della serratura. Troppo comodo prendersela oggi con Brachino, che mostra a passeggio per strada un magistrato che obbiettivamente ha acquisito notorietà nazionale ed internazionale, quando l’informazione giornalistica è dominata da curiosità assai più morbose. Vogliamo tutti maggiore sobrietà nell’informazione? Le News di Mediaset raccolgono l’invito in attesa che lo stesso facciano quelli che così istericamente ci criticano”. Un evidente riferimento all’annosa questione Patrizia D’Addario et similia, ovvero ai ‘ presunti festini’ di Palazzo Grazioli.
    È guerra aperta, quindi: e con una dichiarazione così sembra difficile non pensare a una vendetta.

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