Matteo Cambi a Televisionando: ”A L’Isola mi sono sentito umiliato. Faccio il tifo per Giacobbe Fragomeni” [INTERVISTA]

Matteo Cambi a Televisionando: ”A L’Isola mi sono sentito umiliato. Faccio il tifo per Giacobbe Fragomeni” [INTERVISTA]

Il fondatore di Guru si racconta dopo il ritiro dal reality

    L'Isola dei Famosi 11, Matteo Cambi: 'Contento di essermi ritirato'

    Matteo Cambi non ha dubbi: Giacobbe Fragomeni ha le carte in regola per vincere L’Isola dei Famosi 2016. Ritiratosi dopo una settimana dallo sbarco in Honduras, il fondatore di Guru presenta Margherita di spine, il libro autobiografico scritto insieme a Gabriele Parpiglia e edito da Mondadori. Televisionando lo ha intervistato a Milano, a margine della conferenza stampa: nel video in apertura le sue dichiarazioni.

    Se Matteo Cambi fosse rimasto in Honduras, l’edizione 2016 de L’Isola dei Famosi avrebbe avuto qualcosa in più da raccontare, ma è andata diversamente. Alla ricerca di una seconda possibilità, l’ex patron di Guru ha trascorso una settimana su Playa Desnuda, insieme a Giacobbe Fragomeni, Andrea Preti, Paola Caruso, Gracia de Torres e Patricia Contreras, ma non ha resistito e ha deciso di ritirarsi ancor prima che il gioco entrasse nel vivo.

    Della partecipazione di Cambi a L’Isola se ne parlava già mesi prima che fosse annunciato il cast ufficiale dell’edizione 11 del reality show in onda su Canale 5 e in molti pensavano che lo sbarco in Honduras avrebbe rappresentato una nuova opportunità per l’imprenditore, che, forte del suo racconto personale, avrebbe potuto far conoscere al pubblico una fetta importante del suo vissuto: dai fasti in Sardegna al carcere per bancarotta fraudolenta, dalla dipendenza da cocaina alla rinascita.

    La verità, però, è un’altra. A ridosso della prima puntata del programma, Matteo Cambi non era più convinto di partecipare a L’Isola e, la sera prima della partenza, aveva lasciato l’albergo in cui si trovava insieme agli altri concorrenti. Dettaglio – svelato da Gabriele Parpiglia durante la presentazione del libro – che non stupisce e confermato dalla decisione di ritirarsi pochi giorni dopo l’inizio del programma.

    Di seguito le dichiarazioni di Matteo Cambi.

    In Margherita di spine ti racconti senza censure. Temi il pregiudizio?
    Sì, temo un po’ il pregiudizio, però so che può essere parte di una storia, di chi si mette in discussione, di chi decide di raccontare un’esperienza dai tratti così veri e che tocca tanti aspetti, dalla cronaca rosa alla cronaca nera.

    Cosa ti manca del mondo che hai sognato, vissuto e che ti ha abbandonato?
    Mi mancano forse alcune cose che avevo, alcune situazioni che mi permettevano di vivere una vita più agiata. Non dico l’aereo privato, ma sicuramente ero arrivato a livelli in cui la vita non aveva confini, non aveva limiti. All’inizio ho subito il contraccolpo: son tornato a non avere più nulla, senza un passaggio intermedio, veramente dalle stelle alle stalle.

    Durante la stesura del libro c’è qualcosa che hai deciso di lasciare per te?
    Sicuramente non ho raccontato tutto perché qualcosa doveva essere tenuto per me. Tutto non si può sempre dire, però ho cercato di mettermi veramente a nudo e di raccontare la storia nel modo più reale e più leale che ci poteva essere.

    Nel libro non ti fai sconti. Avere un vissuto così forte può servire? Sei contento di quello che ti è successo?
    Sì, sicuramente quello che mi è successo mi ha rafforzato e permesso di raccontare in maniera così dettagliata, senza starci male più di tanto, dandomi anche del cogl***e in tanti capitoli di questo libro. Probabilmente è stato un passaggio che ho maturato in questi anni. Prima sarebbe stato un po’ prematuro scrivere.

    Sei pentito del ritiro dall’Isola?
    Continuo a essere contento della mia scelta, non ho mai avuto un momento di ripensamento. Dico solo che poteva avere un aspetto e un risultato diversi se magari fossi stato messo nell’altra isola perché i contenuti per cui ero partito e le situazioni che volevo trasmettere lì potevano essere più forti, però alla fine è andata così. Non mi trovavo nella situazione corretta, mi sentivo umiliato. Ero in difficoltà nei confronti della mia famiglia, verso me stesso, e questo ha fatto sì che i miei contenuti non uscissero; mi sono chiuso e per me non aveva più senso restare lì.

    Chi ha le carte giuste per vincere?
    Faccio il tifo per Fragomeni, penso che possa avere le caratteristiche per vincere. E’ un amico, sicuramente una persona che mi ricorderò perché in quel periodo (in Honduras, ndr) è stato molto importante per me, abbiamo legato tanto, quindi faccio il tifo per lui.

    Strizzi l’occhio al mondo dello spettacolo?
    Perché no, è una possibilità, un’opportunità di lavoro, come doveva essere L’Isola. Oggi sarò più cinico e più deciso su quello che mi viene proposto perché devo essere convinto delle scelte che prendo.

    Matteo Cambi da grande cosa farà?
    Da grande Matteo vorrà fare ancora l’imprenditore.

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