Matrix parla della Tv di Monti ma sembra il GF: non è ora di ‘riformare’ anche la tv?

Matrix parla della Tv di Monti ma sembra il GF: non è ora di ‘riformare’ anche la tv?
da in Informazione, Matrix, Reality Show
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    Matrix tv monti

    Ieri sera Matrix si è occupato della tv nell’era di Monti: dato l’aplomb del nuovo governo e il richiamo al rigore reso necessario dalla manovra economica, anche la tv è chiamata a conformarsi? E ci sta riuscendo? Beh, più o meno questo doveva essere lo ‘spunto’ su cui sono stati invitati a ragionare ospiti decisamente qualificati in materia di comunicazione, come Giuseppe Cruciani e David Parenzo – anime de La Zanzara di Radio24 – e un indiscutibile esperto di analisi tv come Massimo Bernardini, cuore di Tv Talk. Parterre di ferro, che sulla carta neanche un Vinci in pessima forma avrebbe potuto scalfire. Ma spunta tra gli ospiti Vittorio Sgarbi, interessato solo a promuovere il suo ultimo libro e capace di ‘mandare in vacca’ un’intera trasmissione. Risultato? Un florilegio di parolacce, una discussione degna da bar di paese sui massimi sistemi televisivi e una trasmissione monopolizzata dall’arroganza di chi parla orgoglioso di non sapere nulla dell’argomento.

    Le liti in tv premiano gli ascolti, eppure ci sono tanti programmi televisivi che sopravvivono benissimo senza urla e insulti. Sarà mica che le idee ragionate stanno lasciando spazio alla televisione urlata?: questo il lancio della puntata di Matrix di ieri sera tratta dal sito ufficiale della trasmissione, che ieri ne ha approfittato per fare una panoramica sulla satira all’epoca di Monti (ottima occasione per riproporre alcuni degli interventi più cliccati di Crozza a Ballarò e Italialand) e soprattutto per parlare del successo de Il più Grande Spettacolo dopo il Weekend. Occuparsi di Fiorello aiuta tutti (chiedere a Vespa che ha dedicato ben due puntate al fenomeno Fiore) e Matrix si accoda con un po’ di ‘ritardo’ per non dare troppo nell’occhio.

    Al di là della scelta ‘gigiona’ (per dirla alla Ventura) – e tralasciando l’italiano piuttosto colloquiale della breve sinossi web – nell’impostazione della puntata di ieri di Matrix balzano agli occhi un paio di contraddizioni: in primis che la tv urlata tira poco da un po’ di tempo (il GF 12 dimostra, così come i sempre ottimi ascolti di talk come Ballarò, da sempre improntato al dialogo più che sulla rissa), in secundis che proprio perché la tendenza ha origini antecedenti all’arrivo di Mario Monti è alquanto pretestuoso collegare il presunto ‘cambio’ di rotta al nuovo governo, infine che chiamare Sgarbi a parlare di tv pacata è evidentemente un ossimoro, che rivela l’unico intento di scaldare gli animi e fare ascolti (in aperta violazione con quanto si intende sostenere). In ogni caso vi invitiamo a vedere la puntata, disponibile qui.

    La scusa dell’invito a Sgarbi è, se possibile, ancora più ‘irritante’: in tempi austeri Matrix punta a offrire qualche minuto di tv ‘alta’, lasciando al critico l’analisi di alcuni dipinti tratta, manco a dirlo, dal suo ultimo libro. Trattasi di un vero e proprio esperimento che peraltro coinvolge gli amici di Tv Talk, che sabato pomeriggio su RaiTre alle 14.45 daranno conto della curva dell’Auditel di Matrix nel corso del monologo di Sgarbi. Una sorta di ‘crossover’ aziendale, quindi, tra Matrix e Tv Talk, che in sé ci stimola, come tutto quello che va verso un abbattimento delle barriere.

    Fin qui tutto bene, direte voi. Certo, se però Matrix e il buon Vinci avessero dato almeno per un momento l’impressione di sapere di cosa stavano parlando. La tesi sul successo di Fiorello, frutto del ripiegamento sull’intrattenimento in tempo di crisi sostenuta da un servizio in cui si fa un parallelo tra i risultati dello show di RaiUno e la trama di Cabaret, è a dir poco inconsistente e a poco servono le contestazioni di Maria Volpe e di Giuseppe Cruciani, che non riescono a convincere Vinci della forzatura dello spunto, sostenendo che Fiorello avrebbe fatto comunque i suoi bravi ascolti record. Impossibile poi per Bernardini argomentare che il successo di Fiore non nasce da Monti (incaricato alla presidenza del Consiglio meno di 48 ore prima del suo debutto), ma da un certosino lavoro di scrittura e di regia, con interminabili giorni di prove e un occhio attento al taglio delle inquadrature e al gioco magnetico delle luci (e qui si ritrova tutto lo stile dei varietà della Rai monopolista cui Fiorello voleva rifarsi).

    Vinci, insomma, riesce a cancellare settimane di critica televisiva riportando la discussione sulla ‘mancanza’ di satira di Fiorello, che ‘evidentemente’ – secondo lui – ha voluto così adeguarsi ai toni ‘pacati’ del Premier.

    Poco importa che dalla vigilia Fiore abbia rivendicato con orgoglio la sua missione intrattenitiva e non satirica… Ossignore, vi renderete conto che per chi scrive di tv tutti i giorni la reazione non può che essere violenta: invece di andare avanti, il pressappochismo con cui è stata portata avanti la puntata (ci scusino i giornalisti di Matrix, ma sembra che si sia voluto intenzionalmente ignorare tutto il dibattuto su Fiore dell’ultimo mese… se poi dobbiamo prendercela solo con Vinci ci facciano sapere :D) finisce per riassumere perfettamente il male di cui soffre spesso la nostra tv, ovvero una cronica mancanza di preparazione o quantomeno una superficialità irritante che mortifica anche il telespettatore.

    Se a tutto questo si aggiunge la solita (e non certo inattesa) sparata di Sgarbi, che non manca di giocare col suo cellulare e che, d’emblée, inizia a pontificare sulla banalità dello show di Fiorello, incensato solo perché ha fatto ascolti, pur premettendo di non averne visto neanche un minuto, avrete un quadro della puntata piuttosto chiaro. Ah no, stavamo per dimenticare il meglio: Sgarbi che si mette sullo stesso piano di Fiorello, dicendo che in fondo Il Più Grande Spettacolo dopo il Weekend è stato più tutelato del suo Ora Ci Tocca Anche Sgarbi, perché posizionato nei lunedì di novembre senza concorrenza e senza diretta (sic!) mentre lui è stato lanciato nella mischia con scaletta e argomenti decisi dalla Rai, contro Chi l’Ha Visto? e Le Iene e senza le necessarie prove. Roba da Sant’Uffizio!

    Sgarbi, quindi, finisce per monopolizzare una discussione, già appiattita dalla scaletta e dal modo di trattare l’argomento, a suon di parolacce e di scatti impetuosi, più o meno come farebbe un qualunque gieffino, con l’identico risultato, riempire minuti col nulla. Un vero peccato, un vero spreco di tempo, considerato che il parterre di ospiti avesse tutte le carte in regola (e anche di più) per una riflessione davvero seria e pacata sulla tv, capace di far conoscere qualcosa in più al pubblico sulle regole (non scritte) del mezzo.

    Insomma, l’arroganza e la presunzione – unita a una buona dose di ‘strafottenza’ per il pubblico – hanno la meglio sui contenuti, in questo caso a Matrix come al GF. Ecco perché ci ‘emozionammo’ tanto nella puntata di Porta a Porta dedicata al Governo Monti, con la prima apparizione del premier e del suo esecutivo in tv: niente urla, né vacui slogan di partito, ma una spiegazione puntuale e argomentata della manovra appena presentata in Parlamento (che fosse più o meno convincente poco inerisce).

    Se, come dice Matrix - pur dandone alla fine un ‘cattivo esempio’ – il Governo Monti può influire sullo stile della tv, beh allora è davvero il caso che la si ‘riformi’ dal profondo. Basta ai programmi raffazzonati (dai talk ai talent, dalle fiction ai reality) con ospiti e conduttori che danno talvolta la sensazione di essere degli avventizi. Anche in tv, come in politica, è forse giunto il momento di puntare sulla sostanza. In genere non guasta e non mortifica gli ascolti.

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