Matrix in versione Vinci omaggia Mike Bongiorno

Matrix in versione Vinci omaggia Mike Bongiorno

E' spuntata in seconda serata una puntata speciale di Matrix dedicata a Mike Bongiorno

    Piccola sorpresa ieri sera per i telespettatori: è spuntata in seconda serata una puntata speciale di Matrix dedicata a Mike Bongiorno. Un modo per vedere in anteprima il nuovo studio e assaggiare le ‘innovazioni’ volute da Alessio Vinci, non più temporaneo sostituto di Enrico Mentana, ma ufficialmente responsabile del programma. In alto un estratto della puntata di ieri, in cui si ricostruisce il ‘caso’ Umberto Eco-Mike Bongiorno.

    La nuova stagione di Matrix sarebbe dovuta partire lunedì 7 settembre con tre appuntamenti settimanali (lunedì, appunto, mercoledì e venerdì) e invece l’inizio ufficiale è slittato a martedì 15 settembre, in contemporanea con Porta a Porta, in un giorno insolito data la finale di Miss Italia 2009 lunedì 14.

    Ieri sera, però, Alessio Vinci ha fatto capolino nel palinsesto di Canale 5 per ricordare Mike Bongiorno: in studio l’inaffondabile Barbara Palombelli, Antonella Elia (prossima protagonista di Processo a XFactor, al via sabato pomeriggio su RaiDue) nel ruolo di ex ‘irritante’ valletta de La Ruota della Fortuna, Robertina, la ormai cresciuta bambina che raccontava barzellette a Telemike, mentre in collegamento c’erano Gerry Scotti, Vittorio Sgarbi, Valeria Marini e il neo sindaco di Firenze Matteo Renzi.

    Al di là dell’edizione straordinaria dovuta al Re del Quiz, questa incursione nel palinsesto Mediaset ci ha permesso di notare il profondo cambiamento dello studio, che simboleggia, di fatto, il capavolgimento dell’impostazione del programma. Gli elementi caratteristici della versione di Mentana erano, senza dubbio, l’ambientazione scura (con il pubblico in ombra), la centralità dell’ospite sul ‘proscenio’ – su cui si focalizzavano le luci e intorno al quale campeggiavano i vidiwall con, alle spalle, l’immagine-tema della puntata e lateralmente gli eventuali ospiti in collegamento – e soprattutto la posizione ‘defilata’ del conduttore, per scelta ai margini della scenografia, davanti al pubblico, a voler sottolineare la funzione ‘mediatrice’ del giornalista tra il (tele)spettatore e l’ospite/argomento.

    Matrix versione Mentana

    Con Vinci, invece, la prospettiva cambia competamente: lo studio è decisamente più luminoso, il pubblico circonda il ‘proscenio’ creando una sorta di arena stile Annozero (non così marcata, però, da fossa dei leoni), al centro della scenografia due file parallele e frontali di poltroncine su cui vengono fatti accomodare gli ospiti, che lasciano al conduttore una sorta di corridoio che gli permettono di avanzare lungo il centro dello studio. Non cambia il vidiwall sullo sfondo, né sostanzialmente lo stile di regia, focalizzato sui primi piani del conduttore e degli ospiti.
    Una struttura che mette ‘nuovamente’ al centro il giornalista, in qualche modo privo di quell’aurea di ‘neutralità’ ricercata anche visivamente da Mentana.

    Matrix versione Vinci

    Ovviamente riconosciamo lo stile di Vinci, che può piacere o meno: guardando anche Mentana, di certo si tratta di due modi diversi di fare tv e soprattutto di fare domande, di gestire il ritmo e di stimolare il dibattito. Noi una preferenza l’abbiamo: se vi va diteci la vostra.

    633