Matrix annoia anche con i reality show

Matrix annoia anche con i reality show

Matrix parla dei reality show e riesce comunque ad annoiare

    Puntata tutta dedicata ai reality quella di Matrix andata in onda ieri sera: ospiti Vladimir Luxuria, Ferdi Berisa e Marco Baldini, insieme agli altri tre finalisti del GF9 e a Piero Sansonetti, già direttore di Liberazione e ora prossimo al varo di un nuovo quotidiano, L’Altro. Nonostante il puntatone acchiappa-pubblico il ritmo non decolla: Alessio Vinci riesce ad annoiare anche con i beniamini dei palinsesti tv. In alto il momento più ‘suggestivo’ della puntata: lo smantellamento della Casa del Grande Fratello.

    Non c’è niente da fare, Matrix senza Mentana è un’altra cosa. Il nome e il logo sono rimasti identici, gran parte della redazione, eccezion fatta per delle figure nevralgiche che hanno preferito seguire il destino di Mentana, è rimasta la stessa, ma il ritmo che era capace di imprimere Chicco ‘Mitraglia’ Mentana, non solo con la sua parlantina ma soprattutto con l’acume delle sue domande, è definitivamente scomparso.

    Ha un bel dire Vinci che “Matrix c’è” e che non è morto, rispondendo così alle critiche del predecessore e dei tanti che notano l’inevitabile calo di contenuti ed ascolti della trasmissione. Se ancora ce ne fosse stato bisogno, ieri sera c’è stata l’ennesima conferma con la puntata tutta dedicata ai reality show. Una puntata nata per acchiappare ascolti, un po’ ‘gigiona’ la definirebbe Simona Ventura, come tante altre andate in onda dopo il ‘licenziamento/dimissioni’ di Mentana, ma non basta.

    Ieri sera era ospite il fior fiore della stagione reality 2008/2009: Vladimir Luxuria, ex parlamentare transgender vincitrice dell’Isola dei Famosi 6, Marco Baldini, generoso trionfatore de La Fattoria 4, e Ferdi Berisa, ormai noto come lo ‘sdoganatore’ dei Rom con la vittoria al Grande Fratello 9. dalla casa di Cinecittà sono arrivati anche la sexy maggiorata Cristina Del Basso, Marcello Torre Calabria e Gianluca Zito. A rappresentare gli intellettuali pentiti che ora guardano con interesse al fenomeno dei reality show Piero Sansonetti, già direttore di Liberazione e ora a capo di un nuovo quotidiano, L’Altro, prossimamente in edicola.

    Esclusi i talent (di Amici si è già ampiamente parlato in casa Matrix, XFactor è praticamente ‘innominabile’ a Mediaset) e il ben poco significativo La Talpa, erano quindi riuniti i vertici dei reality italiani: ovviamente la prima cosa è stata fare un bel parallelo tra le storie di ‘disagio’ e diversità incarnate dai tre vincitori.

    Baldini esponente del tracollo causa scommesse, divenute un libro e un film, Luxuria e Ferdi vittime del razzismo imperante contro la ‘diversità’ sessuale ed etnica.

    Si condanna il pregiudizio costruendo una puntata tutta ‘fondata’ sui pregiudizi. Facciamo il caso di Ferdi, che continua a essere rappresentato come il rom che ce l’ha fatta, un vero simbolo per i nomadi che vivono nei campi e che adesso sperano di vedersi legittimati e ben visti dagli italiani. Difficile per Ferdi prendere le distanze da tutto questo senza essere ‘offensivo’ o a propria volta definito razzista. Eppure la sua storia è un’altra e anche Matrix la dimentica, puntando su un aspetto di sicura presa televisiva ma lontano dalla realtà. Essere rom non vuol dire essere geneticamente modificato: la sua non è la storia di un rom ‘illuminato sulla via di Damasco’, ma è quella di un bambino nato nella povertà più totale, trascinato nel baratro da un padre incosciente e delinquente (aveva 16 anni quando Ferdi è nato), cresciuto e perfettamente educato dall’Istituto Don Orione che ha saputo guardare avanti, rimboccarsi le maniche e costruirsi un futuro, a prescindere dalle telecamere del GF, arrivato molto dopo a celebrare un cambiamento, non a determinarlo.

    Ma tutto questo scompare: solo a mezz’ora dall’inizio Vladimir Luxuria ricorda il potere e il valore dei reality, ovvero far conoscere al grande pubblico le persone scisse dalle categorie di appartenenza. Se Ferdi non fosse stato un’ottima persona, se non si fosse comportato ‘bene’, non sarebbe stato votato dal pubblico. Certo, la sua storia ha avuto un peso, ma solo perché ha aiutato il pubblico (almeno lo speriamo, nel pubblico abbiamo fiducia) a capire quanto lavoro ci sia stato per Ferdi prima del suo arrivo al GF. Quella di Ferdi non è una storia di ‘pietà’, ma di coraggio e di lavoro, di carattere e di onestà. Possibile che la tv non voglia arrendersi a tutto questo?
    In basso due estratti della puntata, comprensivi di un ‘fondo’ di Gianluca Nicoletti, come sempre densissimo. Per il resto giudicate voi.




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