Matrimonio William e Kate, dirette tv da dimenticare

Matrimonio William e Kate, dirette tv da dimenticare

Disastroso il bilancio delle dirette italiane del matrimonio di William e Kate: improvvisazione, gaffes, commenti discutibili che hanno condito una cerimonia praticamente perfetta

    william nozze smorfia

    William e Kate sono finalmente sposi e mentre i 650 invitati si godono il buffet (per la prima volta nella storia della Corona Inglese rigorosamente in piedi) noi tiriamo le somme di una diretta infinita, partita sulle principali emittenti tv italiane già dalle 9.00 di questa mattina. Un disastro: mentre il fido Caprarica su RaiUno cercava di mantenere un minimo di sacralità – risultando più ingessato e spaesato del solito -, Canale 5 distruggeva l’abito di Kate definendolo praticamente dozzinale, per il puro piacere di essere ‘controtendenza’. Ma la palma del disastro a va Sky Tg24: sono riusciti a confondersi sulla scaletta del matrimonio, dimenticando la differenza di fuso tra Londra e Roma. Nello scatto più bello delle nozze, che vi proponiamo in alto, anche William sembra perplesso.

    Come spesso si dice, la quantità non fa la qualità: se nel 1981 la Rai – ancora monopolista per l’informazione – mise in campo due attenti giornalisti, che sebbene lontani dalle cronache reali si misero a studiare puntigliosamente press book, dinastie, rami genealogici, tendenze, per offrire una telecronaca del matrimonio di Diana e Carlo all’altezza dell’ammiraglia Rai, nel 2011 i giornalisti, commentatori, inviati, registi, traduttori, opinionisti et similia si sono letteralmente ‘buttati’, con risultati decisamente infausti.

    RAIUNO

    Partiamo da RaiUno: non si può dire che l’ammiraglia Rai sia stata molto lucida nel predisporre il palinsesto. La diretta è iniziata solo alle 11.30 per lasciare spazio a un’inutile puntata di Verdetto Finale (mentre Sky è partita alle 9.00 e Canale 5 alle 10.30, con diretta già nel corso di Mattino Cinque) e si è persa tutto il corteo degli invitati che entrava a Westminster: praticamente ha bucato il picco di maggior interesse per le ‘casalinghe di Voghera’ e i numerosi life-stylist che ormai abbondano fuori e dentro la tv, pronti a criticare l’abbigliamento dei 1900 privilegiati ospiti alle nozze. Lo si fa in tutti i matrimoni e diventa fondamentale per un matrimonio reale inglese, dove i cappellini e le mise orrende la fanno da padrone!

    La telecronaca di Caprarica è stata quanto mai ‘spaesata’ e ‘spaesante’: il sempre brillante e acuto giornalista esperto di ‘cose inglesi’ ha dato l’impressione di perdersi tra la scaletta del matrimonio (pur rispettata al secondo) e i tanti contributi video predisposti dalla redazione del TG1, che più di una volta hanno oscurato gli arrivi in Abbazia dei membri della famiglia reale. Un eccesso di ‘istituzionalità’, evidenziato anche dalla presenza al suo fianco di un reverendo anglicano, che ha spento la verve ‘gossippara’ del giornalista, dilungatosi invece sulla liturgia con dettagli talvolta pedanti che l’hanno distratto perfino dall’omelia dell’officiante, totalmente persa.

    CANALE 5

    Mediaset non si salva: l’aplomb di Cristina Parodi, ‘maitresse à penser’ del bon ton made in Italy, sempre attenta e precisa nel cadenzare i momenti salienti dei cortei e della cerimonia, nulla ha potuto contro la voglia di ‘presenzialismo’ di Alfonso Signorini ed Enzo Miccio. Proprio il guru dei wedding planners tv meriterebbe a nostro avviso una bella tirata d’orecchie: possibile che indossi sempre lo stesso abito? La mise era la stessa di quella sfoggiata per il promo di Wedding Night. Decisamente più rapida e attenta la telecronaca rispetto alle lungaggini di RaiUno, ma la sensazione che la tv non riesca a reggere più un istante di silenzio e patisca di un patologico horror vacui è fin troppo evidente. E che dire dell’intervista a Flavio Briatore? Ancora ci domandiamo a che titolo sia stato coinvolto…

    SKY TG24

    E arriviamo all’apoteosi: due giornalisti in studio, una pletora di commentatori in studio e in collegamento, inviati a manetta per le strade di Londra e nessuno che sapesse che cosa stesse facendo. L’inviata da Buckingham Palace continuava a sottolineare i ritardi nel cerimoniale (rendendosi conto solo a fine diretta di aver fatto riferimento agli orari inglesi e non al fuso italiano, avanti di un’ora); uno dei conduttori in studio ha addirittura sospettato che metà degli invitati delle case reali straniere avessero disertato le nozze semplicemente perché si era evidentemente distratto (e pure parecchio, visto che le telecamere hanno indugiato non poco sui vari ospiti) e non aveva visto entrare in chiesa Sofia di Spagna con Felipe e Letizia, Alberto di Monaco e Charlene; e la cosa bella è che le persone in studio con lui non l’hanno corretto, anzi hanno sottolineato le assenze.

    Inutile dire che nessuno di loro aveva la minima idea di come fossero fatti i reali di Svezia o Norvegia, giusto per citare i più noti al gossip internazionale.

    Tutti poi a scovare gaffes e errori di protocollo inesistenti, che hanno finito per rivelarsi dei terribili boomerang. Una chicca? Beh, il mezzobusto chiede a un ospite la differenza tra il saluto ‘a dita aperte’ da quello a dita chiuse (tipico dei reali e oggetto per Kate di un ‘serrato’ allenamento) e ovviamente l’esperto chiamato a commentare l’evento non aveva la minima idea di cosa stesse parlando. Sorge spontanea la domanda ‘e che ti hanno chiamato a fare?’. Ma se lo sanno tutti (almeno quelli che hanno letto almeno una volta una pagina di gossip reale da un parrucchiere) che il saluto è uno dei punti ‘forti’ dell’etichetta reale!
    E come ignorare il sondaggio per i telespettatori: “Con il matrimonio di William e Kate vi è tornata la voglia della monarchia?”. Pregooo??? E perché mai dovremmo volere la monarchia? Non è meglio vedersi in tv le loro nozze piuttosto che ‘tradire’ un referendum costato lacrime e sangue? Invitiamo il direttore Emilio Carelli a una seria riflessione sulla diretta…

    La lunghissima diretta di Sky Tg24 è stata inconsistente, ridondante (di sciocchezze), condotta da un gruppo di allegri ‘giovanotti’ senza alcuna ‘competenza’ sull’argomento, lontana da una qualsiasi forma di informazione, con quesiti degni di Pomeriggio Cinque (“Che fine farà il bouquet della sposa?” []!]). Tutto molto distante da una telecronaca curata da uno dei principali network europei. L’impressione è che si siano anche guardati bene dallo ‘studiare’ il dettagliato press book diffuso via internet dalla Casa Reale Inglese – scaricabile da internet e quindi disponibile per chiunque – dando così la sensazione di essere solo un gruppo di improvvisati (e neanche volenterosi) giovanotti. E che dire poi della grafica sempre drammaticamente invasiva (e kitch) del canale? Non si è riusciti a vedere per intero l’abito della sposa neanche per caso!

    Piccola notazione anche per la regia internazionale, offerta dalla BBC e curata dal regista di X Factor: nonostante le centinaia di telecamere, non c’è stata una ripresa davvero pulita. Certo, il protocollo di corte non prevede pose sul red carpet, ma la sensazione di qualche camera posizionata male non ce la toglie nessuno. In diversi casi si è rischiato di perdersi qualche momento decisivo a causa di stacchi abbastanza discutibili che più di una volta hanno ‘oscurato’ dettagli rilevanti, come ad esempio l’attesa riverenza a fine cerimonia della sposa a Sua Maestà la Regina, da sempre indice del rapporto presente e futuro tra le due.

    Insomma, una tristezza infinita: rimpiangiamo l’asciuttezza, l’attenzione, anche i commenti di colore e di costume del giovane Enrico Mentana e del suo collega, che seguirono il matrimonio di Carlo e Diana senza tanti orpelli, ma con competenza e preparazione. Se la corona inglese ha dimostrato di aver capitalizzato e sfruttato al meglio i media digitali e le nuove piattaforme tv, la tv italiana non è stata all’altezza dell’evento: livello davvero basso a fronte di una cerimonia praticamente perfetta.

    Ah, consigliamo a tutti loro di andarsi a rivedere la diretta della BBC: nessuna grafica invasiva sulle immagini, commenti ridotti all’osso – giusto per presentare gli inni, i mottetti, e introdurre i momenti salienti della cerimonia -, audio in presa diretta dalla chiesa, commentatori che non si sono mai sovrapposti nel fare commenti (mai inutili). Una lezione di sobrietà tv – in linea con la calma e la solida organizzazione britannica che ha gestito l’evento del secolo senza una sbavatura – che ha restituito la solennità dell’evento.
    Noi vi lasciamo al video ufficiale delle nozze, rilasciato dalla casa reale: potrete partecipare alle nozze senza ‘disturbatori’.

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