Mastella ancora contro la fiction: dopo La Vita Rubata vorrebbe sospendere Il Capo dei Capi

Mastella ancora contro la fiction: dopo La Vita Rubata vorrebbe sospendere Il Capo dei Capi

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    Clemente Mastella

    A Clemente Mastella la fiction non piace, è evidente. Dopo aver fatto sospendere il film tv di RaiUno La Vita Rubata lancia, per par condicio, accuse alla miniserie di Canale 5 Il Capo dei Capi che, secondo lui, “manca di quell’aspetto educativo che rimanda ai valori di una società sana”. E il sindaco di Corleone risponde per le rime: “Il ministro dovrebbe occuparsi di fare funzionare i processi o degli effetti dell’indulto, piuttosto che pensare alle fiction”.

    Sante parole, verrebbe da aggiungere, considerato che nella serata di ieri il ministro ha anche provveduto a chiarire, a mezzo stampa, che la sospensione de La Vita Rubata non è dipesa da lui, ma che si è limitato a fare da “postino” e a “inoltrare” la richiesta giuntagli dal presidente della Corte d’appello di Messina al Csm, al Presidente della Commissione di Vigilanza Rai e

    al Direttore Generale della Tv di Stato che ha deciso, sua sponte, la cancellazione dal palinsesto. A volte le spiegazioni sono peggiori delle azioni e in questo caso si potrebbe ben parlare di excusatio non petita, accusatio manifesta (ovvero Scusa non richiesta, accusa manifesta).

    Non soddisfatto, evidentemente, di fare da portalettere, Mastella ha deciso di proporre di persona una sospensione e ha scelto, per non far torto a nessuno, la miniserie di Canale 5 Il Capo dei Capi. “Non credo che la tv, neppure quella privata, possa inneggiare al capo dei capi. Andrebbe fermata. Il capo dei capi è un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori nella società. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa“, queste le parole del Guardasigilli.

    Peccato che il Ministro non sia stato adeguatamente avvertito dai suoi consiglieri che ormai siamo al gran finale e che giovedì verrà trasmessa l’ultima puntata. Un po’ tardi per accorgersi dello scarso contenuto “valoriale” del programma, considerato, inoltre, che fin dall’esordio la fiction è stata duramente criticata anche dalle alte sfere della giustizia e della politica italiana. Già alla vigilia della seconda puntata – più di un mese fa -, infatti, il presidente della commissione Giustizia della Camera, Pino Pisicchio, accusava la fiction di voler “giustificare” il boss più sanguinario della Mafia, come riportato in un nostro articolo. Allora era stato Pietro Valsecchi, presidente della Taodue, produttrice della fiction, a rispondere. Questa volta scende in campo direttamente Mediaset, che in una nota si difende e contrattacca: “Il Capo dei Capi rispetta scrupolosamente i principi dell’Azienda riguardo i prodotti che raccontano pagine drammatiche della vita del Paese e non fa altro che ricostruire fatti di cronaca col massimo rigore“. E conclude: “La cronaca e la storia, per quanto scomode, non si possono ignorare“.

    In tutto questo il giovane sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, ha organizzato per domani una marcia per dimostrare che Riina non è un modello: iniziativa pleonastica, ma ecomiabile.

    Contro cosa si scaglierà la prossima volta il buon Mastella?