Massimo Ghini, la confessione: ‘Sono stato un bullo, ero in una banda’

Massimo Ghini, la confessione: ‘Sono stato un bullo, ero in una banda’

Massimo Ghini è stato un bullo, era addirittura in una banda

da in Attualità
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    Massimo Ghini è stato un bullo. Non è un’accusa lanciata da qualche vecchio compagno di scuola, ma una vera e propria ammissione. L’attore ha raccontato le sue burrascose esperienze di studente nel corso di una intervista rilasciata a La Stampa. Scherzi pesanti, violenza fisica, tentativi di sopraffazione: il presentatore di Delitti Rock si è macchiato di questo e di altro ancora. A dare il la all’intervista, il tragico episodio che ha coinvolto un ragazzo di un liceo nel cuneese. Un episodio di bullismo, durante il quale la vittima è stato umiliata e addirittura seviziata per più di due ore.

    A guardarlo oggi non si direbbe. Massimo Ghini è un attore affermato, i suoi modi – dentro e fuori dal set – sono sobri. Raramente dalla sua bocca sono partite polemiche. Eppure la sua esperienza da studente è piena di ombre. Non c’è alcun dubbio: Massimo Ghini durante gli anni del liceo ha recitato la parte del bullo. Il termine – rivela – non era ancora diffuso ma le meccaniche erano le stesse di oggi.

    Ricordare quelle vicende gli avrà fatto un certo effetto, dal momento che oggi – da padre – è costretto a trattare con quegli stessi insegnanti con cui ha avuto un rapporto complicato.

    L’elenco delle ‘malefatte’ di Massimo Ghini è ben nutrito. Ha raccontato, per esempio, di aver fatto a cazzotti con un suo compagno originario di Terni, nel bagno della scuola. Di quella esperienza si ricorda soprattutto un particolare: ‘Ci facemmo molto male e fummo puniti entrambi’.

    Degna di essere menzionata è anche la bravata che nel 1968 lo vide protagonista insieme a quella che lui definisce ‘la mia banda’. ‘Sono stato io, insieme ai miei amici a cementare un orinatoio del liceo Kennedy di Roma. Dovettere distruggere il sanitario a martellate e i colpevoli sono rimasti ignoti per 47 anni. Eravamo una banda’.

    Ma cosa lo spingeva a comportarsi da bullo? Le ragioni vanno ricercate in quella particolare smania di potere che talvolta travolge gli adolescenti. ‘Si trattava di comandare, di imporsi nella comitiva o nei gruppi. A scuola il bullismo nasce dall’affermazione di arroganza e superiorità fisica’.

    Insomma, proprio come oggi. Una cosa però è cambiata da allora: il rapporto tra i genitori e i ragazzi. All’epoca, nessuno – e nemmeno lui – si sarebbe sognato di andare a lamentarsi con i genitori per una punizione ricevuta. Nessuna protezione, anzi: spesso alla sanzione della scuola seguiva quella, forse più severa, della propria famiglia.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Attualità Ultimo aggiornamento: Martedì 07/04/2015 15:04
     
     
     
     
     
     
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