Mario Monicelli è morto: l’annuncio di Fazio a Vieni Via con Me (video)

Mario Monicelli è morto: l’annuncio di Fazio a Vieni Via con Me (video)

Morto Mario Monicelli, suicidatosi questa sera: a dare l'annuncio in diretta Fabio Fazio durante Vieni Via con Me

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    Triste fuori programma nell’ultima puntata di Vieni Via con Me: interrompendo per un attimo la liturgia degli elenchi, Fabio Fazio annuncia al pubblico di RaiTre la scomparsa del regista Mario Monicelli. Ne tace, però, le sconvolgenti circostanze: il regista si è suicidato lanciandosi dal quinto piano del reparto di urologia dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato. Evidentemente ha scelto di non arrendersi alla malattia ma di affrontare la morte.

    Tocca a Fabio Fazio in diretta tv dare la notizia della morte di Mario Monicelli, lanciatosi dal quinto piano dell’ospedale San Giovanni di Roma dov’era ricoverato da ieri per un tumore alla prostata in fase terminale nel reparto di urologia. Un lungo, spontaneo e doveroso applauso è seguito all’annuncio che ha lasciato tutti senza parole, anche se Fazio ha taciuto le circostanze dell’evento. Immaginiamo la difficoltà di procedere tra canti e comici per Fazio e per gli autori tutti: la morte del maestro della commedia all’italiana e soprattutto il modo in cui è avvenuta non può certo lasciare indifferenti ed essere trattata come una tragica fatalità.

    Stando alle prime testimonianze, Monicelli sarebbe apparso provato e insofferente per a malattia che l’aveva colpito e intorno alle 21.00, dopo aver terminato il ciclo quotidiano di terapie, avrebbe deciso di togliersi la vita come già nel 1946 aveva fatto il padre Tommaso, noto scrittore e giornalista. Nessun biglietto è stato trovato nella stanza del regista.

    Mario Monicelli aveva 95 anni: ripercorrere la sua carriera è come scorrere la storia del cinema e del costume italiano. Come dimenticare I soliti ignoti (nomination all’Oscar), La Grande guerra (1959), L’Armata Brancaleone, che ha vinto il Leone d’Oro a Venezia nel 1965, Amici Miei.

    Tutti grandi capolavori, rimasti nella storia del nostro Paese e conosciuti in tutto il mondo. 66 i film diretti, più di 80 sceneggiature firmate e nella sua filmografia sconfinata e costellata di perle ricordiamo Guardie e ladri con Totò e Aldo Fabrizi (due premi a Cannes nel 1951), La ragazza con la pistola (1968) – con il quale ‘inventa’ e scopre Monica Vitti -, Un borghese piccolo piccolo (1978), Speriamo che sia femmina (1985) – spaccato post femminista in un’Italia ricca di contraddizioni -, Parenti serpenti (1993), mentre la sua ultima faticosa opera è del 2006, Le rose del deserto, liberamente ispirato a Il deserto della Libia di Mario Tobino e a Guerra d’Albania di Giancarlo Fusco.

    Un elenco sconfinato, per rimanere in tema di Vieni Via con Me, una vita densa, premiata dal genio e da una lucidità invidiabile: una lucidità che lo ha evidentemente spinto a non arrendersi al disfacimento del corpo con un ultimo, disperato, atto di volontà. Che lascia tutti profondamente attoniti, come ha dichiarato poco fa Carlo Verdone.

    ‘Sono attonito’ ha commentato Carlo Verdone.

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