Maria Luisa Busi: il Tg1 di Minzolini non racconta il Paese

In una lunga intervista a Vanity Fair la giornalista Maria Luisa Busi ha rivelato i retroscena legati al suo abbandono della conduzione dell'edizione serale del TG 1

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    Il caso di Maria Luisa Busi, che circa un mese fa ha scelto di lasciare la conduzione del Tg 1, arriva sulle pagine di Vanity Fair, che le dedica la copertina del nuovo numero in edicola. Nell’intervista esclusiva al magazine l’ex anchor-woman del notiziario di Rai Uno rivela alcuni retroscena della sua clamorosa, discussa e polemica decisione di lasciare l’ambita conduzione dell’edizione serale del Tg diretto da Augusto Minzolini. Ma non è vero che ha lasciato prima che fosse allontanata: già due mesi dopo l’insediamento di Minzolini fu la Busi a chiedere di essere tolta dalla conduzione perché non condivideva l’andazzo del giornale che “ogni giorno, pur di non dare conto della realtà” dedica “spazio a notizie che dire leggere è poco”.

    In una lunga intervista esclusiva a Vanity Fair Maria Luisa Busi spiega finalmente i motivi che circa un mese fa l’hanno portata alla drastica scelta di lasciare la conduzione del Tg 1 e a pensare di non presentare mai più un telegiornale per il resto della sua carriera, che sia in Rai, a Sky o a La7.

    Già nella famosa lettera del 21 maggio risultava chiarissimo che chiedeva di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell’edizione delle 20 perché non condivideva la linea editoriale del direttore Augusto Minzolini, ma ora la Busi sottolinea anche che il suo non è stato un atto di coraggio ma un atto doveroso di responsabilità del giornalista verso il pubblico.

    E questo perché “il problema è che nella scelta delle notizie, di fatto, il giornale di Minzolini sceglie di non raccontare più il Paese. Ogni giorno, pur di non dare conto della realtà, viene dedicato spazio a notizie che dire leggere è poco” ha spiegato la Busi negando di essere contraria a uno svecchiamento della redazione come qualcuno vorrebbe far credere.

    Già “due mesi dopo l’insediamento di Minzolini, allarmata dall’andazzo, fui io ad andare a chiedergli di togliermi dalla conduzione. E fu lui a dirmi di restare, perché il marketing della Rai non avrebbe mai approvato una cosa simile” ha rivelato la bionda giornalista smentendo di fatto le voci su un suo inevitabile allontamento.

    Le perplessità sono iniziate con l’editoriale sulla vicenda D’Addario e la notizia scorretta su Mills, ma la goccia che ha poi fatto traboccare il vaso sono stati il servizio realizzato L’Aquila e la presa in giro del Trio Medusa sulle famose notizie leggere: “Mi fa vergognare come un’assassina. Non mi era mai successo nulla di simile a quello che mi è capitato a L’Aquila, in febbraio. Sono stata insultata al grido di ‘vergogna, vergogna’, da normali e pacifici cittadini, perché ero lì a rappresentare il Tg1. Lì ho capito che la misura era colma”.

    Per ora comunque la Busi ha deciso di restare in Rai con la qualifica di inviato per proporre servizi Speciali, anche se pure in questa veste i problemi non mancano: “Va detto che la maggior parte delle mie proposte, da settembre a oggi, sono state ignorate. Niente da fare per servizi sulla crisi, sui precari della scuola, su Termini Imerese, sul Sulcis, sulle donne costrette ad andare all’estero per fare la fecondazione assistita. Mi hanno bocciato anche una storia, con una testimonianza fortissima, sull’eutanasia. Prenderei in considerazione altre offerte, si capisce. Ma credo che cercherò di fare altro” ha concluso la giornalista.

    E a chi l’ha accusata di fare un uso privato della tv pubblica per aver commentato qualche notizia in diretta invece di limitarsi a leggere il gobbo come avrebbe voluto Minzolini, risponde: “L’uso privato della tv pubblica è ben altro: è accettare compensi e regali da parte di aziende private per indossare gioielli o andare a presentare convention, tutte cose che io ho sempre rifiutato perché lo considero un preciso dovere del giornalista del servizio pubblico”.