Marco Paolini porta in diretta tv il ritiro de “Il Sergente” dalla campagna di Russia

Marco Paolini porta in diretta tv il ritiro de “Il Sergente” dalla campagna di Russia

Marco Paolini di nuovo in tv con il suo teatro civile: su La7 Il Sergente tratto dal libro di Mario Rigoni Stern sulla sua esperienza nella campagna di Russia

    Marco Paolini porta in diretta tv il ritiro de “Il Sergente” dalla campagna di Russia

    Il 30 ottobre, alle 21.30, La7 trasmetterà in diretta Il Sergente di Marco Paolini, tratto dal libro autobiografico di Mario Rigoni Stern “Il Sergente nella neve”, che ripercorre il viaggio delle truppe italiane sconfitte nella Campagna di Russia del 1943. Ancora un titolo di impegno politico e sociale per un autore che si è fatto conoscere al grande pubblico televisivo con le serate evento dedicate alla tragedia del Vajont e di Ustica (I-Tigi racconto per Ustica era il titolo della pièce, dalla sigla del Dc9 Itavia precipitato nel 1980) trasmesse dalla Rai nelle scorse stagioni.
    Questa volta è La7 a portare Marco Paolini sul piccolo schermo, in una serata particolare senza interruzioni pubblicitarie, eccezionale caratteristica del teatro in tv di Paolini.
    In apertura il video promo di La7, che introduce alle ambientazioni e i temi del suo spettacolo non-stop.

    Nel desolante ed essenziale scenario di una cava di pietra bianca e fredda, non solo da un punto di vista cromatico, l’autore/attore fa rivivere ai 500 spettatori live e al pubblico televisivo l’estenuante ritorno a casa dei soldati impegnati sul fronte russo attraverso la Taiga siberiana, tra privazioni e riflessioni sull’utilità di quella guerra lontana che costò migliaia di morti in battaglia e altrettanti nell’interminabile viaggio nell’inverno russo.
    Un percorso che Paolini ha ricostruito riprendendo il racconto del sergente Rigoni e dei suoi compagni, realmente esisititi e di cui non tutti ebbero la fortuna di riabbracciare i propri cari, e tornando di persona sui luoghi di quell’epopea, in un recupero di emozioni personali e di compenetrazione nella vita di quegli uomini che si rinnova da 3 anni. E’, infatti, dal 2004 che Paolini ha nel suo repertorio questo spettacolo che ha già emozionato i teatri italiani.

    Non so qual è l’attualità del soggetto, ma non è importante. Questa storia che racconto in televisione è una tragedia ma la ragione del perché la racconto non è la storia, ma l’uomo che l’ha raccontata. Perché incrociava mille ragioni personali” – afferma l’autore, aggiungendo che delle parole del libro è rimasto ben poco – “Ci ho messo un po’ di anni per imparare a cucinare quelle parole. La prima cosa che mi ha detto Rigoni Stern è che loro non ridevano così tanto“.
    Paolini ci è mancato.

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