Marco Liorni: ‘La Vita in Diretta è una magia. I talent? Hanno ancora da dare’ [INTERVISTA]

Marco Liorni: ‘La Vita in Diretta è una magia. I talent? Hanno ancora da dare’ [INTERVISTA]

Marco Liorni è il conduttore, insieme a Cristina Parodi, de La Vita in Diretta, stagione 2014-2015

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    Terzo appuntamento con La Vita in Diretta: è il turno oggi di Marco Liorni, compagno di avventura di Cristina Parodi. Liorni è al timone della stagione 2014-2015, ma il suo debutto nel programma risale al 2011, quando la rete gli chiese di sostituire Lamberto Sposini, colpito da un’emorragia cerebrale, poco prima andare in onda, il 29 aprile 2011. Nell’intervista che potrete leggere dopo il salto, scoprirete qualche retroscena sul programma e sul suo rapporto con Cristina Parodi, ma scoprirete anche cosa pensa dei reality – e talent – show l’ex inviato più famoso d’Italia.

    Ci può tracciare un bilancio di questa nuova stagione de ‘La Vita in Diretta’?

    Per i bilanci è un po’ presto; in questa prima parte abbiamo fatto meglio del previsto, nel senso che il programma ha trovato una sua fisionomia e siamo contenti soprattutto per questo, per aver trovato un’identità. Con Cristina va benissimo, ci troviamo bene, anche dietro le quinte c’è un clima molto sereno.

    Vi siete ritrovati a distanza di 17 anni, dopo l’esperienza a Verissimo. Com’è andata?

    E’ stata una magia che si è completata anche con l’arrivo di altre persone, come Gregorio Paolini, il capo autore; mi è sembrato una specie di allineamento di pianeti, quasi un segno divino! Scherzi a parte, ci conoscevamo e sapevamo già come intendiamo la televisione e questo è stato molto importante.

    Entrambi, infatti, avete una cifra stilistica molto simile, una conduzione pacata, sobria, elegante

    Sì, da questo punto di vista, sì; poi, siamo anche molto diversi.

    E’ questo, forse, il mix giusto per trovare la chiave del successo?

    Assolutamente sì. Per esempio, lei è sempre in anticipo e io arrivo sempre in ritardo! A parte questo, è divertente, abbiamo personalità diverse e, per fortuna, perché la diversità è un arricchimento! Poi, abbiamo un modo simile di intendere la televisione, a partire dal grande rispetto per il pubblico.

    E’, infatti, molto amato dal pubblico, è sempre stato abbastanza seguito ed è un volto riconoscibile. Le è stato già proposto tutto o aspetta la grande occasione?

    E’ stata una grande occasione il mio programma dell’anno scorso su Rai Premium, si chiamava ‘I love you! Ama!…e fa’ ciò che vuoi’ ed è anche andato in replica su Rai Uno: ogni cosa è una grande occasione, dipende da quanto ci puoi mettere dentro; non bisogna aspettare ‘la grande occasione’, perché ogni giorno è un bel momento per fare bene il proprio lavoro, per raccontare le storie, per dare il meglio ed è quella la grande occasione. Ho citato ‘I love you! Ama e fa’ ciò che vuoi’ perché, benché fosse un programma piccolo, ho avuto l’opportunità di crearlo e di condurlo e per me è stata una grande opportunità.

    Nel 2011 ha sostituito un volto molto forte e altrettanto amato dai telespettatori, Lamberto Sposini: è stato facile o sentiva un po’ di pressione addosso?

    Avevo tantissima pressione addosso, ma, anche se la pressione è tanta, che devi fare? In un caso o nell’altro, devi essere un po’ gelido su queste cose, non è facile e devi cercare di dimenticare ogni cosa che ti disturba e concentrarti su quello che vuoi fare, metterci il gusto, la voglia, la passione; tutto il resto è solo di disturbo.

    Pensando a Marco Liorni non si può non pensare al primo inviato del Grande Fratello. A distanza di 14 anni dalla prima edizione, cosa pensa dei reality o dei talent show?

    Il talent è un’evoluzione dei reality. Chiaramente nel reality abbiamo visto persone mettere in scena la loro normalità quotidiana e, a un certo punto, ci si è chiesti ‘Che altro sai fare, oltre a interagire con gli altri?’, da qui i talent show. Mi sembra che i talent abbiano ancora da dare, però penso che ci sarà presto una nuova ‘next big thing’, è il momento di altro, penso che uscirà presto qualcosa di molto grande e di molto forte.

    E sarà Lei a condurre?

    Speriamo! Tutto ciò che è nuovo mi piace.

    Se Le proponessero di condurre un talent show, accetterebbe o sceglierebbe comunque il daytime?

    Dipende da qual è il talent e da quale talento si tratta.

    Cosa pensa della televisione generalista? L’intrattenimento va bene o si può migliorare?

    La televisione vive un momento fantastico: ci sono tantissimi canali, per qualsiasi gusto e a qualsiasi ora. Penso che l’espressione migliore della televisione sia quella generalista: quando qualcosa accade in diretta, sai che una parte di pubblico è lì a guardare; altri programmi, per carità, vanno benissimo, vengono anche replicati più volte al giorno, però sono una cosa diversa. La TV generalista è, da questo punto di vista, quella che mi appartiene di più per vocazione: la diretta, il confronto, il racconto della realtà, l’agorà. In un mondo così in evoluzione, così veloce, una TV generalista che dia i codici di lettura penso che sia centrale.

    La funzione educativa del racconto esiste ancora?

    Sì, però, più che educativa, è una funzione di decodificazione del cambiamento, la televisione decodifica la realtà. Poi, ognuno si deve fare le sue idee, ma la televisione ha un ruolo che non può dimenticare di avere: c’è una grandissima realtà fuori che non è soltanto multietnica e veloce, ma anche multiculturale, e in tutto questo la TV, secondo me, serve a trovare i punti comuni. Può farlo anche attraverso i programmi di approfondimento e talk show, ma, a volte, lo fa meglio con l’intrattenimento, con programmi leggeri e giocosi.

    Marco Liorni, non solo volto televisivo, ma – fino a qualche mese fa – anche conduttore radiofonico su RDS. Qual è il Suo rapporto con la radio?

    La radio è il primo amore, è passionale, come anche la televisione, però la prima ha un grande fascino: è tutto basato sulla parola, è emozionante quello che si dice; poi, ha un altro grande elemento: è basata sulla musica. Essendo basata sulla musica, almeno RDS, ti apre alle emozioni, al ricordo, alle sensazioni che vivi; la radio ti permette di allargare, di andare in là con i contenuti, cosa che in televisione non potresti fare.

    Se dovesse scegliere, riuscirebbe a farlo o sono due mezzi di comunicazione per Lei fondamentali?

    In generale no, non riuscirei a scegliere, poi dipende dalle fasi. Dallo scorso agosto, ad esempio, ho dovuto interrompere con RDS perché purtroppo era incompatibile con La Vita in Diretta. In questa situazione ho preferito la TV, al contrario dell’anno scorso, ad esempio, dove c’era la possibilità di condurre un programma in giro per il mondo per due o tre mesi e avrei dovuto lasciare la radio; in quel caso non l’ho fatto e ho preferito proseguire.

    Quindi ha detto no alla TV?

    Sì, il titolo del format era ‘Love is in the air’, un programma che avrei dovuto fare in prima serata su Rai Uno; poi, il programma non è stato più fatto e adesso c’è ‘Così lontani così vicini’. Il direttore Leone mi aveva parlato a settembre di questa possibilità che, però, comportava portare famiglie intere dall’Italia ai parenti in Argentina, in Australia o altrove, e quindi anche due o tre mesi fuori: ho parlato con la radio e non era compatibile; in quel caso ho preferito proseguire con la radio. In quest’altro caso, invece, si trattava di fare una cosa nuova, nel pomeriggio di Rai Uno, con questo gruppo di lavoro e ho preferito venire qua.

    Sarebbe pronto a una seconda stagione a ‘La Vita in Diretta’ sempre con Cristina Parodi?

    Con questo gruppo di lavoro sicuramente sì. L’idea in generale mi piace, ma siamo a dicembre, ne riparliamo a maggio!

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