Marco Columbro: i reality affossano i professionisti

Marco Columbro: i reality affossano i professionisti

Era da tempo che non si sentiva parlare di Marco Columbro: ora interviene su Novella 2000 per unirsi al coro di quanti accusano i reality di aver imbastardito la tv e di aver 'immesso' sul mercato del lavoro una serie di improvvisati conduttori

    Era da tempo che non si sentiva parlare di Marco Columbro: ora interviene su Novella 2000 per unirsi al coro di quanti accusano i reality di aver imbastardito la tv e di aver ‘immesso’ sul mercato del lavoro una serie di improvvisati conduttori. “E’ un malcostume tutto italiano“, dice Columbro. E non ha torto. In alto il suo ritorno a Paperissima, nel 2002.

    E’ stata una delle colonne dell’intrattenimento Mediaset degli anni Ottanta e Novanta, soprattutto grazie al fortunato connubio con Lorella Cuccarini, con cui condivise non solo l’esperienza delle prime Paperissime ma anche i primi esperimenti di contenitore domenicale di Canale 5 con le prime edizioni di Buona Domenica. I più ‘maturotti’ lo ricordano anche come voce del pupazzo animato Five, che con Uan resta uno dei tanti ricordi delle origini del Biscione.
    In questi tempi estivi di magra tv, poi, fa un po’ nostalgia risentire i suoi commenti ai video storici di Paperissima (sempre gli stessi, ci venga concesso) trasmessi nell’access prime time di Canale 5. Ci domandavamo che fine avesse fatto dopo il drammatico ictus che lo ha colpito nel 2001: di fatto da tempo impegnato in teatro (l’ultima tournée è di quest’anno, Romantic Comedy con Mariangela D’Abbraccio) quando è comparsa questa sua intervista a Novella 2000, nella quale fotografa la situazione della tv di oggi.

    Da conduttori ad attori passando per un reality. È un malcostume italiano e si toglie lavoro a quei professionisti che fanno questo mestiere da 30 anni. Per fare l’avvocato bisogna studiare, poi fare il praticantato e infine si esercita la professione. Non capisco perché per l’attore o il conduttore si può prescindere da questa strada.

    La logica è risparmiare, ma una volta che queste persone sono riuscite a fare qualcosa, diventano meteore e rischiano danni psicologici”: colpisce duro Marco Columbro che non nasconde il suo astio verso i concorrenti dei reality desiderosi di diventare subito star del piccolo schermo. Continua, infatti: “Quelli che partecipano a un reality pretendono di fare gli attori e i conduttori. Potrebbero fare il biologico e aumentare i terreni dedicati all’agricoltura biologica”.

    Li definisce, quindi, braccia rubate all’agricoltura, e dati i tempi che corrono non sarebbero certo contenti di lasciargli un po’ di spazio per permettergli un ritorno in tv. Lui, comunque, non sembra interessato, a meno che non gli offrano un programma “divertente e intelligente”. Per ora, però, dichiara di non guardarla neppure la Tv: “Rispecchia il periodo che viviamo. Con la crisi si fanno cose a basso costo. Ormai abbiamo una Tv fotocopia“.
    Nonci sembra che abbia proprio tutti i torti.

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