Marco ‘BAZ’ Bazzoni, da Colorado a Comedy Central con ‘Revolutions’: l’intervista

Marco ‘BAZ’ Bazzoni, da Colorado a Comedy Central con ‘Revolutions’: l’intervista

Marco BAZ Bazzoni, da Colorado a Comedy Central con Revolutions, il suo spettacolo teatrale, in onda venerdì 26 settembre 2014

    Marco Bazzoni, il celeberrimo BAZ di Colorado, sbarca su Comedy Central (canale 124 di Sky) con Revolutions, lo spettacolo teatrale di cui è protagonista, in onda in anteprima assoluta questa sera, venerdì 26 settembre 2014, alle 21.00 e in replica domenica 28 alle 14.00. Dopo la première della diciottesima edizione di South Park trasmessa ieri sera, Revolutions è la prima grande novità della stagione televisiva 2014-2015 di Comedy Central. Dopo il salto l’intervista integrale a Marco Bazzoni.

    Questa sera debutti su Comedy Central con Revolutions: di che si tratta?

    Revolutions è lo spettacolo che sognavo di fare da tempo, ho avuto il tempo giusto per prepararlo e grandi professionisti con cui collaborare. Credo che sia lo spettacolo che, per ora, mostra al meglio tutte le cose che probabilmente ancora non sono riuscito ad esprimere in televisione. Nello spettacolo inizialmente cerco di spacciarmi per un serio attore di prosa, ma purtoppo la compagnia non si presenta e sono costretto a tirare fuori tutto il mio repertorio in attesa del ritorno degli altri attori. Musica, monologhi, parodie e personaggi per quasi 2 ore!

    Con la tua tournée hai registrato il sold out in tutta Italia e adesso riproponi lo spettacolo in televisione: che cosa si prova?

    Questo è il terzo spettacolo che approda a Comedy Central subito dopo una tournée teatrale, diciamo che ormai è diventato quasi un rito. Questa volta, però, l’upgrade sicuramente riguarda i mezzi con il quale è stato realizzato: la regia di Marco Beltrami, la scenografia, un importante disegno luci…insomma, non ci siamo fatti mancare niente da questo punto di vista!


    Nasci attore teatrale, ma è con la televisione che hai raggiunto la popolarità: che ricordo hai di Colorado?

    Un ricordo vivo, ancora ne faccio parte!

    Quanto cambia – se cambia – l’approccio con il palcoscenico a seconda che si tratti di uno spettacolo teatrale o di uno show televisivo?

    Sono sicuramente due linguaggi diversi, quindi bisogna prepararsi in maniera diversa: sicuramente il live e il teatro sono l’ambiente dove riesco ad esprimermi al meglio.

    Si parla di crisi della comicità: sei d’accordo?

    Probabilmente se ne parla per colpa della sovraesposizione dei comici e dei programmi comici, e questo purtoppo fa sì che le nuove generazioni di artisti tentino direttamente il salto alla televisione, a volte senza essere veramente preparati.

    La comicità in Italia gode di ottima salute?

    Direi di no: c’è una forte carenza di contenuti e c’è una censura importante, ma ci solleveremo!


    Oltre ad essere attore, sei anche cantante e scrittore: uno showman a tutto tondo.

    Qual è il tuo sogno nel cassetto?

    Diventare una rockstar basta?

    Chi è o chi è stato il tuo comico di riferimento?

    Più di uno: a casa ho un hard disk pieno di spettacoli di artisti da tutto il mondo e non saprei proprio chi scegliere… Se devo fare qualche nome direi George Carlin e Bill Hicks.

    Cosa vorresti che la tua comicità raccontasse?

    Vorrei che facesse stare bene le persone, con un sorriso si può affrontare anche il peggiore dei drammi.


    Su Facebook hai due milioni di fans: che rapporto hai con loro e con i social network?

    Attivissimo! Seguo i social di persona e cerco di interagire il più possibile con chi mi segue.


    Dopo Revolutions ti rivedremo sul palco di Colorado?

    E chi lo sa, è presto! Fammi andare via l’abbronzatura, poi ci penso!

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