Marc Brilleman (Pauper to Princess) arrestato per “detenzione abusiva”

Marc Brilleman (Pauper to Princess) arrestato per “detenzione abusiva”

Marc Brilleman (Pauper to Princess) arrestato per “detenzione abusiva”

    (La foto segnaletica dell’uomo diffusa dalla polizia di Apopka)

    In Francia i partecipanti ai reality show vogliono essere equiparati agli altri lavoratori, in America la polizia della Florida (precisamente di Apopka, cittadina ad ovest di Orlando) arresta un aspirante regista di reality per “detenzione abusiva”.

    L’uomo, secondo l’accusa (ed il sito internet Pauper to Princess – Da povera a principessa, ndr), si era autoproclamato sceneggiatore e regista del ‘programma’, che avrebbe dovuto aiutare 8 giovani donne di umili origini a crescere “fisicamente, mentalmente e spiritualmente”. Alla vincitrice sarebbero stati dati 50.000 dollari, e come in molti altri reality, le 8 donne hanno vissuto, dallo scorso Febbraio, in una casa, presso cui erano girate le scene che poi sarebbero state vendute a qualche tv (alle donne era stato detto che sarebbe andato in onda sulla Fox, ndr); nei giorni scorsi però quattro delle concorrenti hanno provato a ‘scappare’, anche perché non erano state pagate per le cinque settimane di riprese, ma Brilleman le ha bloccate e chiuse a chiave. L’uomo, interrogato dalla polizia, ha inizialmente negato il racconto delle cinque concorrenti rimaste, per poi affermare che le donne non potevano uscire perché “dovevano essere ‘discliplinate’, ed avevano firmato un contratto”. Brilleman (che è originario del Sudafrica ed il cui stato di immigrato non è chiaro) è stato comunque rilasciato dietro pagamento di 3.000 dollari. I particolari sul caso sono quei pochi forniti dalla polizia, visto che, secondo i media americani, al numero che compare sul sito non risponde nessuno, e neanche a quelli della Dream House Productions Inc., casa di produzione del reality registrata lo scorso gennaio; uno dei produttori esecutivi dello show, tale Jim Johnson, ha però dichiarato all’Orlando Sentinel che “tutto quello che le concorrenti hanno detto è assolutamente falso, alle donne che volevano andarsene (due, ndr, mentre una è stata eliminata) è stato permesso di farlo. Nessuno è stato trattenuto contro la sua volontà, anche perché questo show era un reality dai nobili fini: le abbiamo portate all’opera, le abbiamo portate a vedere show ‘fashion’, abbiamo dato loro corsi di buone maniere.

    Gireremo una seconda stagione con altre partecipanti, perché questo reality è per una buona causa, aiutare le giovani donne a farsi una vita migliore”. L’uomo anche ha anche ammesso che sì, le partecipanti erano senza cellulare, ma solo perché così prevedeva il contratto che avevano firmato, in cui tra l’altro era scritto che il reality/corso sarebbe durato 13 settimane. Non ci risulta che in Italia si siano mai verificati casi di concorrenti rinchiusi contro il loro volere e per di più a causa di un reality ‘truffa’, ma in ogni caso…occhio ai casting!

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