Mai Dire Grande Fratello: la Gialappa’s chiede scusa per i luoghi comuni sugli ebrei

Mai Dire Grande Fratello: la Gialappa’s chiede scusa per i luoghi comuni sugli ebrei

La Gialappa's Band ha chiesto scusa per aver usato dei luoghi comuni sugli ebrei nell'ultima puntata di Mai Dire Grande Fratello

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    La Gialappas’ Band è finita nel mirino dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane per aver usato impropriamente il termine Rabbino nel corso dell’ultima puntata di Mai Dire Grande Fratello andata in onda su Canale 5. Il trio comico, accusato di aver adoperato il più classico dei pregiudizi sugli ebrei per indicare la tirchieria di uno dei concorrenti del Grande Fratello 12, si è prontamente scusato.

    Francamente, ci siamo stancati. D’ora in poi non avremo più alcuna tolleranza nei riguardi di gente che continua imperterrita a usare pregiudizi volgari e irreali nei confronti degli ebrei. Mi riferisco questa volta alla Gialappa’s che lunedì sera su Canale 5 nella consueta presa in giro degli inquilini del Grande Fratello ha usato la parola ‘Rabbino’ trasformandola in un epiteto per stigmatizzare la tirchieria di uno dei concorrenti. Il più classico dei pregiudizi antisemiti, ha fatto sapere in una nota il consigliere dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Vittorio Pavoncello sottolineando come l’affermazione sia aggravata dal fatto che il programma ha un largo seguito tra i giovani e dunque potrebbe amplificare un luogo comune che ha portato a nefandezze terribili.

    Ci domandiamo se sappiano cosa significhi la parola ‘Rabbino’.E qualora lo sapessero, dovrebbero riflettere a lungo. A loro, oltre la nostra esaurita pazienza, va tutta la nostra disistima e un invito ad un approfondimento sul piano culturale. E anche una risata in meno ha concluso Pavoncello.

    La Gialappa’s Band non ha provato a cercare scuse, ma anzi ha ammesso di aver sbagliato e per voce di Marco Santin ha prontamente chiesto scusa alla comunità ebraica per la frase incriminata: Abbiamo usato un luogo comune, cosa che facciamo raramente e ci dispiace molto – ha dichiarato Santin –. Ovviamente sappiamo benissimo cosa sia un rabbino e per questo siamo ancora più avviliti. È un termine che, impropriamente, abbiamo usato durante una diretta. E in 25 anni di lavoro non è mai successo. Lungi dall’essere una scusa ma questo dovrebbe chiarire il nostro modo di pensarla. Siamo dispiaciuti e per questo chiediamo nuovamente scusa.

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