Mai dire Gialappa’s: tutta la storia della storica band ripercorsa nei programmi di successo

La storia della Gialappa's Band attraverso i video delle loro trasmissioni più note

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    La Gialappa’s Band è senza dubbio una delle colonne del divertimento in tv. Approfittiamo della ‘celebrazione’ dei primi 25 anni di successi, passata attraverso la pubblicazione di una collana di dvd con il meglio dei loro programmi e una trasmissione dedicata alla loro storia, Mai Dire Gallery in onda su Italia 2, per ricostruire la loro carriera tv attraverso una serie di video tratti dai loro programmi cult, da Mai Dire Banzai a Mai Dire Grande Fratello. In alto il trio agli esordi su Radio Popolare, dove conducevano Bar Sport: era la metà degli anni ’80.

    La Gialappa’s Band nasce un po’ per caso con la complicità delle frequenze di Radio Popolare e dal successo del programma Bar Sport, una sorta di commento caotico alla giornata calcistica alimentato dalle telefonate del pubblico che debuttò nel 1983 e condotto da Sergio Ferrentino. Tra gli assidui ascoltatori e fertili commentatori da casa c’era Carlo Taranto: i suoi interventi piacquero talmente tanto da essere invitato a far parte del programma. Fu lui a coinvolgere Marco Santin, conosciuto poco tempo prima, mentre Giorgio Gherarducci entrò nella redazione del programma grazie ai rumors che diffondeva nelle sue telefonate, raccolti nell’ufficio stampa dell’Inter presso il quale lavorava e alle news che ‘carpiva’ dal padre, noto giornalista sportivo. Qui potete ascoltarne un estratto audio.

    I tre si trovarono particolamente a proprio agio e conquistarono un proprio programma, il commento dei Mondiali di Calcio in Messico del 1986, che portarono avanti con la partecipazione di Ferrentino.

    I quattro arrivarono così alle orecchie di un dirigente Fininvest che li ‘arruolò’ subito per Un fantastico tragico venerdì, show di Rete 4 nel quale il quartetto ebbe una rubrica nella quale commentava ironicamente i momenti clou delle telenovelas sudamericane (all’epoca di gran moda) con lo stile che poi li rese celebri. In basso un ‘reperto’ dell’epoca.

    Fu allora che venne chiesto loro un ‘nome d’arte’ di gruppo, visto che si facevano chiamare Dedo, Bubu, Popi e Gierso: optarono così per Gialappa’s Band, omaggiando così anche il loro primo impegno radiofonico: Gialappa, deriva proprio da una pianta tipica del Messico con forti poteri lassativi, che divenne un must del loro esordio in radio, visto che molti calciatori furono colpiti da disturbi intestinali. Dopo questo primo assaggio alla corte del Biscione, Ferrentino tornò a Radio Popolare e il trio continuò da solo.

    Da lì , però, è iniziato tutto…

    MAI DIRE BANZAI

    La Gialappa’s esordisce con un proprio programma tv solo nel 1989, su Italia 1. Si tratta di Mai Dire Banzai, in onda per due stagioni, un vero ‘spartiacque’ nella programmazione del Biscione, che da quel momento si arricchì di un marchio di successo, quel ‘Mai Dire…’ che battezzò da allora tutti i programmi della Gialappa’s (e che fu registrato dal Biscione, mica fessi!). L’intuizione fu quella di portare sulla rete giovane di Fininvest un programma assolutamente inedito per l’Italia, Takeshi’s Castle, una sorta di folle Giochi Senza Frontiere ideato per la tv giapponese da Takeshi Kitano. Le prove surreali e masochiste cui si sottopongono i concorrenti e il commento ancor più assurdo del trio hanno reso il programma un cult della programmazione italiana. La valletta Cippalippa è nella memoria di tutti noi…

    MAI DIRE MONDIALI

    E’ l’estate del 1990: reduci dal successo di Mai Dire Banzai, il trio propone a Mediaset una versione tv dell’esperienza radiofonica già testata nel 1986 a Radio Popolare. Nasce così Mai Dire Mondiali, perfetta peraltro per condire l’approdo della Coppa del Mondo di Calcio in Italia, che tornò in tv anche nel 1994, con la partecipazione di ospiti e comici, tra cui Antonio Albanese, Teo Teocoli e Marco Milano. Sulla scia del successo registrato si ricorda anche Mai Dire Mundial, dedicato al meglio delle prededenti edizioni dei Mondiali.

    L’esperienza della Gialappa’s con i Mondiali di Calcio è continuata in radio: dopo l’esordio del 1986 a Radio Popolare fu la volta di Radio 2 (dal 1998 al 2006) dove il programma prese il nome di Rai Dire Mondiali, visto che ‘mai dire…’ era stato registrato da Mediaset. Per diverse edizioni coprirono anche gli Europei con Rai Dire Gol. Nel 2006 commentarono anche le partite per Sky, grazie a una collaborazione con Radio2.

    Poi la rottura con la Rai ha portato nel 2010 la Gialappa’s a Radio Deejay e a RTL (per la cui pubblicità Santin è stato costretto a pagare i danni alla Rai).

    MAI DIRE GOL

    E siamo al non plus ultra: Mai Dire Gol è andato in onda dal 18 novembre 1990 al 2001 e ha cambiato per sempre il modo di seguire e raccontare il calcio in tv. Portando sulle reti Mediaset l’esperienza di Bar Sport di Radio Popolare, con l’aggiunta delle immagini e delle chicche dai campi di calcio e dalle paludate trasmissioni sportive, Mai Dire Gol ha segnato una vera e propria rivoluzione nell’offerta televisiva.

    Come dimenticare i Gollonzi (di cui vi proponiamo un assaggio nel video in alto e che sono ufficialmente entrati nel vocabolario della Lingua Italiana) o le ‘Interviste Possibili‘ in cui vengono messi alla berlina calciatori, allenatori e giornalisti, portando alla nascita di veri e propri personaggi tv. Una delle vittime più celebri resta Giovanni Trapattoni (“Non dire quattro se non ce l’hai nel sacco” non si scorda più”), ma in basso vi proponiamo l’allora presidente del Genoa, Bellomo, sicuramente ‘Un Uomo, Un Perché’.

    Le telefonate del radioascoltatori, vero must di Bar Sport, vengono qui ‘sublimate’ dalla partecipazione di comici più o meno noti ai telespettatori, che però grazie al programma acquistano una popolarità incredibile. E’ il caso di Antonio Albanese, Francesco Paolantoni, Raul Cremona, Claudio Bisio, Paola Cortellesi, Luciana Littizzetto, Fabio De Luigi, Bebo Storti, Ugo Dighero, Maurizio Crozza, Neri Marcorè, Luca & Paolo, Lucia Ocone, Natalino Balasso, Ale e Franz, senza dimenticare Aldo, Giovanni e Giacomo, veri mattatori di diverse edizioni. In basso l’esordio di Tafazzi (e ‘tafazzismo’ è un altro termine ormai lecito nella lingua italiana) e un estratto dalla saga della Terna Arbitraria (che dire poi di Nico, del cammello, dello struzzo, dei Bulgari e chi più ne ha…).

    Soprattutto agli inizi contribuiscono al successo del programma comici già affermati, come Teo Teocoli, Gene Gnocchi, Gioele Dix, Corrado Guzzanti, ospiti fissi o guest delle varie edizioni che hanno visto succedersi alla conduzione volti giovani e meno giovani, da Simona Ventura e Alessia Marcuzzi a Claudio Lippi. Riassumere 11 anni di successi è praticamente impossibile e ce ne rammarichiamo…

    MAI DIRE TV

    Altro vero cult della produzione della Gialappa’s Band, Mai Dire Tv si può considerare una vera e propria chicca di meta-televisione, con la quale il trio prese di mira il peggio dell’offerta tv delle emittenti internazionali e soprattutto locali. Purtroppo ne furono realizzate solo due stagioni, la prima in onda nel 1991/1992 e formata da 39 episodi, la seconda l’anno dopo (stagione 1992/1993) con soli 20 episodi.

    Il trio si esibiva in un folle zapping tra le emittenti tv (con segnalazioni del pubblico tramite Videotel, una sorta di avo di internet… erano avanti) commentando soprattutto le mille televendite, i tanti maghi assurdi, le fiction più inguardabili (chi dimentica Sogni d’Amore, telenovela fatta in casa in onda su Rete 3 Manila/TF9) che offrivano le reti tv più disparate. Non mancavano inserti dagli archivi della Fininvest e dell’antesignana di Canale 5, ovvero Telemilano 58, in cui si fecero le ossa molti dei volti celebri del Biscione, mostrati senza pietà ai loro esordi (Claudio Lippi su tutti). Ma furono soprattutto i personaggi minori ad assurgere al rango di cult, da Concetta ‘Mobili’ al Mago Gabriel, dal Mago Anubi a Gianni Drudi, autore del tormentone Fiky Fiky, che risentiamo in basso.

    Beh, una versione riveduta e aggiornata con il meglio del digitale terrestre è fortemente caldeggiata. Peccato che ormai la Gialappa’s abbia rotto anche con Mediaset.

    MAI DIRE GRANDE FRATELLO

    Con buona pace del reality più longevo della storia della tv italiana, non sono pochi quelli che conoscono le vicende del Grande Fratello grazie alle ‘sintesi’ e alle immagini commentate dalla Gialappa’s Band, che fin dalla prima edizione del reality (quella che consacrò Taricone) ha fatto la fortuna dei concorrenti presi di mira. Un soprannome della Gialappa’s o una parodia di Guzzanti/Cortellesi/Ocone sono valse a molti gieffini un viatico per la popolarità, se non per un duraturo successo: pensate a Ottusangolo (Sergio Volpini, GF1), Medioman (Francesco Maria Gaiardelli, GF2, diventato poi protagonista di una striscia a parte con Fabio De Luigi) o alle imitazioni di Mascia Ferri (GF 2) e Man-Lo (GF 6) per rendervi conto di come alcuni di questi concorrenti siano rimasti nella memoria dei telespettatori più per la celebrità raggiunta con la Gialappa’s che per il reality in sè.

    Il successo della formula ha portato a diversi spin-off, come Mai Dire Grande Fratello & Figli (2004; 2006) in cui oltre al GF si prendono di mira altri reality in onda come L’Isola dei Famosi e Campioni, che diventa Mai Dire Reality nel 2006). Seguono Mai Dire Pupa (2010, incentrato su La Pupa e il Secchione) e Mai Dire Amici (2011), forse il punto più basso del genere. Ne approfittiamo però per dare un’occhiata a un estratto da Campioni: protagonista assoluto Ciccio Graziani.

    RAI DIRE SANREMO

    Come per i Mondiali, la Rai ‘assolda’ la Gialappa’s per commentare le serate dell’evento tv più importante dell’anno. Rai Dire Sanremo è andato in onda dal 2001 al 2009 su Radio2: con l’arrivo alla direzione di Radio2 di Flavio Mucciante, la Gialappa’s è stata estromessa dall’incarico, portando alla cancellazione del programma nel 2010. Nel 2011, poi, la Rai ha affidato il commento di Sanremo a Pupo, mentre la Gialappa’s è approdata a RTL come Noi Dire Sanremo.

    Vero ‘contro-festival’, Rai Dire Sanremo è sempre stato un punto di riferimento per artisti, ospiti, addetti ai lavori, sempre ben lieti di collaborare con il trio e in ogni edizione la Gialappa’s è riuscita a portare la ‘radio all’Ariston’: nel 2001 i Sottotono regalarono a Raffaella Carrà il perizoma di Flavia Cercato, l’inviata nel retropalco della trasmissione; nel 2002 Fiorello anticipò che avrebbe toccato gli ‘zebedei’ di Baudo; nel 2003 fecero del vizio di Sergio Cammariere di ripetere la parola ‘situation’ un vero tormentone che gli artisti in gara non mancarono di ripetere sul palco. Lo vediamo in basso.

    Insomma, la Gialappa’s è sempre riuscita a ricreare nel pur convulso backstage del Festival un clima di disincantata goliardia che ha sempre coinvolto l’intero Ariston, ad esclusione forse dei conduttori, sempre in balìa degli scherzi del trio. L’anno scorso, ad esempio, fu l’anno del Gufo con gli Occhiali, in omaggio a Morandi. Memorabile fu l’attacco di ridarella di Carlo Taranto prima dell’esibizione di Giacomo Celentano, figlio del Molleggiato, a Sanremo 2002, che vi abbiamo proposto nel video in alto.

    Il trio a Sanremo ha anche una ‘colpa’: sono stati loro, infatti, a fare per primi di Rudy Zerbi un personaggio tv. L’ex presidente della Sony ha poi abbandonato la discografia per seguire la carriera ‘accademica’ ad Amici di Maria De Filippi.

    MAI DIRE DOMENICA/ MAI DIRE LUNEDI’

    Parallelamente ai veri ‘spin-off’ in onda in radio e in tv, la Gialappa’s cerca di continuare la tradizione di Mai Dire Gol, anche se priva di un suo elemento sostanzale, il calcio. Per una serie di problemi legati a diritti e sponsor ece progressivamente di scena, lasciando spazio invece al ‘cabaret’ in salsa Gialappa’s, con parodie e personaggi nuovi (da Olmo all’ingegner Cane, progettista del Ponte sullo Stretto, di Fabio De Luigi, da Vanette alla Moratti della Cortellesi) e inserti dal Grande Fratello. Nasce così Mai Dire Domenica in onda su Italia 1 al 2002 al 2004, che prese poi il titolo di Mai Dire Lunedì quando fu spostato nella prima serata del lunedì, appunto.

    Torna Antonio Albanese, che fa esordire qui Cetto La Qualunque, arrivano Marcello Cesena, ex Broncovitz, che dà vita alla saga di Sensualità a Corte, e Maccio Capatonda con i suoi trailer parodistici e i suoi folli cortometraggi. Nel cast anche volti ormai di famiglia, come Fabio De Luigi e Paola Cortellesi, ma anche Lucia Ocone e Neri Marcorè. In basso De Luigi nella celebre parodia di Blu Notte, con la partecipazione di Carlo Lucarelli.

    MAI DIRE LE IENE/ MAI DIRE CANDID

    Dalla fusione di Mai Dire Domenica e Le Iene nacque l’ennesimo spin-off della saga ‘mai dire’, ovvero Mai Dire le Iene. Siamo del 2004 e il format nasce come crossover dei due programmi, con la Gialappa’s e il Mago Forest a condurre con Alessia Marcuzzi e Luca e Paolo l’ultima puntata de Le Iene. Visti i buoni risultati si provò a fare un programma nuovo, con la Gialappa’s a commentare i servizi de Le Iene. L’esperimento non andò benissimo, anche se poi nel 2007 ebbe una sorta di sequel con Mai Dire Candid, con il trio impegnato a commentare candid camera e alla conduzione Ilary Blasi e il Mago Forest.

    MAI DIRE MARTEDI’

    Chiudiamo con Mai Dire Martedì, che debutta su Italia 1 nel 2007. La formula è quella di Mai Dire Lunedì, con la partecipazione di gran parte del cast del precedente format. Ci sono il Mago Forest, Marcello Cesena, Ubaldo Pantani, Caterina Guzzanti, Virginia Raffaele, Fabio de Luigi, Maccio Capatonda e le new entry Gigi e Ross. Molte le imitazioni musicali che puntellano la seconda edizione.

    Negli ultimi anni, il ruolo della Gialappa’s nel palinsesto Mediaset si è progressivamente ridotto, tanto da portare alla rottura tra il trio e il Biscione, che però mette a frutto la fortunata carrellata di ‘Mai Dire…’ riproponendone un best of nella seconda serata del sabato di Italia 2 dal titolo Mai Dire Gallery. Noi speriamo che prima o poi la Gialappa’s torni in tv con un nuovo programma.