Mai Dire Amici, la stroncatura di Aldo Grasso

Mai Dire Amici, la stroncatura di Aldo Grasso

    Amici10, Gialappa's in Mai dire amici

    Diciamoci la verità, la prima puntata di Mai Dire Amici – andata in onda mercoledì 9 febbraio alle 23.10 – non è stata un granché: poco ritmo, pochi filmati divertenti (e dire che di materiale non ne manca) fin troppi inserti registrati all’interno della scuola, con Diana Del Bufaloe Rudy Zerbi protagonisti. Poca verve da parte dei Gialappa’s (che sembrano confermare la ‘costrizione’ di trovare un ‘posto’ a Diana), mentre Diana - incastrata in un format in cerca d’identità – finisce per perdere quel poco di ‘spontaneità che era tanto piaciuta alla De Filippi. La conferma alle nostre sensazioni viene addirittura da Aldo Grasso, che sul Corriere della Sera non ha esitato a stroncare il programma.

    Che pena e che tristezza vedere i Gialappi immolarsi alla causa di Maria De Filippi, applicare il loro consunto format al cinismo televisivo, per redimere con un sussulto d’ironia ciò che redimibile non è“: così Aldo Grasso commenta l’ultima creatura della Gialappa’s Band, che riescono a redimere perfino il Grande Fratello 11 e che invece, almeno nella prima puntata, non sono riusciti (del tutto, a nostro avviso) a offrire uno sguardo diverso sul talent di Maria De Filippi.

    Qualche spunto, a dire il vero c’è, come il ritratto di Marco Garofalo, visto (finalmente) nella sua dimensione meno ‘artistica’ e più voyeristica, ma non basta.
    Mai dire Amici è sicuramente il punto più basso della loro pur folgorante carriera, segna la loro incapacità di crescere, di trovare proposte differenti, di sottrarsi alle logiche più retrive della tv commerciale” continua impietoso Grasso. “Per anni sono andati avanti a fare la morale a tutti (a ribadire una loro superiorità canzonatoria) e adesso si trovano nella condizione dell’innaffiatore innaffiato. Ci risparmino almeno la giustificazione che è colpa di Mediaset, che loro avrebbero progetti interessanti regolarmente bocciati, che…” aggiunge il critico del Corriere.

    Ho visto le menti migliori – i Chiambretti, i Luca e Paolo, le Iene, i Gialappi e tanti altri – entrare nel mondo dello spettacolo per migliorarlo, per marcare la loro diversità, per inondarlo della loro graffiante ironia e poi comportarsi come noi, fare i conti della serva per conciliare ipocrisia e mercede. C’è qualcosa di antropologico, di carattere profondamente italiano, in questa nostra attitudine a nascere incendiari e a diventare, day by day, pompieri.

    A coltivare l’indifferenza come tratto stilistico. A trovare argomenti, nascano essi dal nostro rigore o dai nostri capricci, per giustificare qualsiasi scelta. Forse è stato solo un incubo. Forse Mai dire Amici non è mai andato in onda…“, chiosa fin troppo crudelmente Grasso.

    Noi preferiamo pensare che il format richieda ancora un po’ di rodaggio, ma ci auguriamo che si riducano le ‘scenette’ intra moenia scolastiche: effettivamente così si perde quel tocco di scanzonata acidità che da sempre contraddistingue la Gialappa’s, quel distacco necessario perché si possa guardare con ironica lucidità un programma che ha la pecca di prendersi troppo sul serio. Per ora la Gialappa’s non aiuta ad alleggerirlo.

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