Mad Men 5 in ritardo, Matthew Weiner: “Non è una questione di soldi”

Mad Men 5 in ritardo, Matthew Weiner: “Non è una questione di soldi”

Matthew Weiner interviene in prima persona sulle complicate trattative che non ci permetteranno di vedere la quinta stagione di Mad Men prima del 2012

    jon hamm matthew weiner

    Matthew Weiner interviene in prima persona sulle complicate trattative che non ci permetteranno di vedere la quinta stagione di Mad Men prima del 2012: l’autore, in una serie di interviste a diversi siti web ma anche in un lungo comunicato, afferma che non sono veritiere le cifre – 30 milioni di dollari in tre anni – girate sul suo compenso e che gli intoppi non sono dovuti al suo compenso, ma al fatto che, per tagliare i costi di produzione, AMC e Lionsgate vogliono che l’autore elimini non due personaggi e basta, ma due personaggi ogni anno.

    Dopo essere passato per il cattivo della situazione – Damon Lindelof ha twittato “Non che sia invidioso, ma 10 milioni di dollari all’anno per una serie di 13 episodi mi sembrano un compenso adeguato, no?”, mentre Kurt Sutter, creatore di Sons of Anarchy noto per essere uno che non le manda a dire, ha scritto “Non puoi chiedere 10 milioni di dollari a una rete e poi lamentarti perché vogliono più pubblicità e guadagni. Santo o p***ana, bisogna scegliere” – Matthew Weiner racconta la sua verità ai fan, ancora sotto choc per dover aspettare fino al 2012 per vedere le avventure di Don Draper e soci.

    Secondo un insider, AMC vuole “uno show più corto e meno costoso, con meno attori e più pubblicità, il risultato è che le trattative stanno colassando”, in una dichiarazione ufficiale a The Wrap Weiner conferma parzialmente la storia, spiegando che “i tagli farebbero di Mad Men uno show diverso. Non capisco perché, con tutto il successo dello show, sentano improvvisamente il bisogno di doverlo cambiare. Io voglio continuare a fare il mio show, nella maniera in cui voglio e con le persone con cui voglio lavorare”.

    Come dicevamo, sono tre i motivi del contendere, un taglio di due minuti per aggiungere più spot (due anni fa la cosa fu risolta facendo sforare Mad Men – peraltro uno degli show più lunghi, come durata, sulle reti via cavo – dopo le 11), inserire più product placement (tipo inquadrare sempre il logo Lucky Strike) e – secondo quanto ha rivelato lo stesso Weiner – tagliare due membri del cast regolare all’anno, perdendo in totale sei persone.

    L’autore però non ci sta a passare per il cattivo, martedì scorso aveva spiegato di amare lo show e di avere tutte le intenzioni di “raggiungere un accordo, perché questa è la mia esperienza più soddisfacente. Ma non abbiamo avuto una vera trattativa fino a tre settimane fa”, ha aggiunto poche ore fa in un suo comunicato stampa. “Voglio che i fan – ha aggiunto Weiner – sappiamo direttamente da me che non ho niente a che fare con il ritardo, e che questo non è dovuto ai soldi. Sto combattendo per il cast e per lo show, e apprezzo la gentilezza e l’interesse dei fan”.

    A ferirlo è la querelle sui costi di produzione, oltre a ribadire che le cifre fatte (30 milioni di dollari) sono false, l’autore ricorda di essere stato un buon produttore, “ho sempre tenuto lo show entro limiti di budget, e tutte le persone che hanno lasciato lo show, non lo hanno fatto per soldi. Mi hanno fatto un’offerta, e io ho risposto che avrei preso meno soldi per salvare il cast e la durata dello show, e più io combattevo – ha concluso Weiner – più loro mi offrivano soldi”.

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