M – Michele Santoro su Rai 2: il 22 e il 29 giugno 2017 due puntate dedicate ad Adolf Hitler

Michele Santoro propone un nuovo progetto televisivo intitolato M che andrà in onda su Rai 2 il 22 e il 29 giugno 2017. Il conduttore ha ideato un format che fonde tv, cinema e teatro e che dedicherà due puntate ad un'inchiesta su Adolf Hitler, interpretato dall'attore Andrea Tidona.

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    M – Michele Santoro su Rai 2: il 22 e il 29 giugno 2017 due puntate dedicate ad Adolf Hitler

    Due puntate con M – programma sperimentale di Michele Santoro – che andrà in onda su Rai 2 il 22 e il 29 giugno 2017 con un’inchiesta su Adolf Hitler. Il conduttore torna in tv proponendo una sorta di fusione tra cinema, teatro e piccolo schermo per una trasmissione che Ilaria Dallatana – direttrice della seconda rete della tv di Stato – definisce un ‘percorso innovativo’. Il programma, nato dall’idea di Michele Santoro e realizzato in collaborazione con Alessandro Celli, Dario Buzzolan, Walter Molino, Francesco Priano e Maddalena Oliva, è stato pensato come un progetto che potrebbe essere destinato a ripetersi.

    Chi sono i signori ‘M’? Michele Santoro torna su Rai 2 il 22 e il 29 giugno 2017 con due puntate dedicate ad Adolf Hitler, ma non esclude altre inchieste su personaggi della ‘storia recente o remota che appartengono al presente’. I signori ‘M’, infatti, sono coloro che ‘entrati nell’immaginario collettivo, sono diventati argomento di una discussione che non ha fine, tanto che anche chi non possiede particolari conoscenze storiche, in un moto puramente istintivo, si pone delle domande profonde su questi personaggi e sul ruolo che hanno ricoperto’. Così, il conduttore di questo format sperimentale che punta alla fusione di cinema, teatro e televisione, descrive il programma nato da una sua idea e proposto dalla rete diretta da Ilaria Dallatana.

    Michele Santoro torna su Rai 2: ‘A M avremo in diretta Adolf Hitler’

    Dopo ‘Italia’, dunque, Michele Santoro propone su Rai 2 un nuovo progetto che, durante la conferenza stampa del 14 giugno 2017, ha descritto come ‘un progetto complesso, un tentativo di fusion, di mettere insieme diversi linguaggi: cinema, teatro e televisione’.

    Al momento, M prevede due sole puntate – il 22 e il 29 giugno prossimi – incentrate sul personaggio di Adolf Hitler. Si partirà da una domanda ben precisa: ‘Si tratta di una mostruosità irripetibile, la parabola straordinaria di un folle, un demone che non apparirà più, oppure di un fenomeno che in presenza di determinate circostanze potrebbe anche ripetersi?’.

    Negli studi di M, spiega Michele Santoro, ci sarà Adolf Hitler interpretato dall’attore Andrea Tidona, ma non si tratterà di un processo, bensì di un viaggio attraverso la personalità complessa del personaggio storico.

    Il tutto si svolgerà all’interno di uno studio dove è stata allestita una scenografia e in cui agiranno degli attori davanti ad un pubblico che, a differenza di quello del teatro, avrà la possibilità di interagire e partecipare alla discussione.

    Hitler – Andrea Tidona – risponderà anche alle domande pronunciando ciò che venne realmente detto dal Führer quando era in vita.

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    Michele Santoro sul tetto ai compensi Rai: ‘I compensi delle star sono gossip’

    Definite le caratteristiche di M, Michele Santoro ha espresso il suo parere sul tetto ai compensi Rai.

    Il CdA di Viale Mazzini ha approvato le deroghe per gli artisti, mentre il conduttore e giornalista di Rai 2 ha ritenuto le discussioni semplice gossip: ‘In Rai le risorse vanno in minima parte per il prodotto, questo è il primo problema strutturale in Rai’ – ha dichiarato in conferenza stampa – ‘Il vero problema per il DG è in che modo spostare verso il prodotto una maggior quota delle risorse. I compensi delle star sono una parte infinitesimale di questo ragionamento, sono gossip’.

    Michele Santoro, così come Bruno Vespa, ritiene che ‘le distinzioni tra artisti e giornalisti siano ridicole’ e il vero problema non sono ‘i compensi delle star, ma i costi reali industriali dei programmi’.

    L’obiettivo e la speranza del conduttore Rai, dunque, è quella riuscire a resistere ‘all’invasione dei format ‘americani’ e all’affermarsi di un pensiero unico televisivo’ per ‘fare quello che il mercato non riesce a fare da solo. E mai come oggi c’è bisogno di una grande Rai perché anche la concorrenza, che un tempo generava del dibattito e degli stimoli, si è molto affievolita con la crisi economica’.

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