L’ultimo papa re, Gigi Proietti torna in TV con la fiction ispirata al film di Magni

L’ultimo papa re, Gigi Proietti torna in TV con la fiction ispirata al film di Magni

L'ultimo papa re, Gigi Proietti torna in TV e reinterpreta il ruolo che fu di Nino Manfredi nel quasi omonimo film di Manzi

    L'ultimo papa re, Gigi Proietti torna in TV in un remake del film di Manzi

    Gigi Proietti torna in TV: l’attore e comico romano è il personaggio principale della fiction L’ultimo papa re, ispirata al film diretto da Luigi Magni e interpretato da Nino Manfredi In nome del papa re. Le riprese si sono già concluse e si inizia a parlare della fiction prodotta dalla Dauphine Film Company e che vedrà Proietti riprendere il ruolo di monsignor Colombo da Priverno, ma Proietti non teme e non ama il confronto con l’attore scomparso nel 2004.

    Il regista e attore teatrale romano torna in TV dopo il suo ultimo ruolo ne Il signore della truffa, riprenderà il ruolo del monsignor Colombo, uno dei migliori interpretati da un altro grande del nostro cinema Nino Manfredi. A dirigere Gigi Proietti in L’ultimo papa re c’è proprio Luca Manfredi, il figlio di Nino. Manfredi nel “doppio ruolo” di figlio e regista ha incoraggiato molto Proietti: ‘Da semplice spettatore so che era grandissimo. Dunque non azzardo confronti. Anche se il figlio Luca, regista della miniserie, in proposito m’ha incoraggiato molto‘, ha detto al Giornale. Anzi per Proietti i paragoni sono del tutto inutili: ‘Se ci fermassimo ai soli ricordi, finiremmo per dimenticare storie magnifiche che, invece, meritano invece di essere ancora raccontate‘.

    Una scena del film di Manzi

    L’ultimo papa re riprende la trama di In nome del papa re, secondo capitolo della trilogia di Luigi Magni dedicata alle relazioni fra il popolo e l’aristrocrazia romana e il potere del pontefice.

    Le riprese, fra Belgrado e Roma, si sono concluse già qualche mese fa. Il film è ispirato a sua volta al libro I segreti del processo Monti e Tognetti di Gaetano Sanvittore: la vicenda segue monsignor Colombo (Proietti) che scopre che il proprio figlio, Cesare Costa, è stato accusato insieme a due amici di aver commesso un attentato che colpì Roma nel 1867, quando ancora mancano solo tre anni alla breccia di Porta Pia che separerà per sempre la città dal potere pontificio. Una storia meravigliosa secondo lo stesso artista romano: ‘È un meraviglioso gioco tra cronaca d’epoca -l’esplosione che, nel 1867 a Roma, provocò la morte di ventitrè zuavi pontifici- dramma storico -il passaggio della Chiesa dal potere temporale al solo spirituale- e tormenti personali -la crisi umana d’un cardinale, monsignor Colombo, che del tutto inaspettatamente si scopre padre d’uno dei patrioti italiani autori dell’attentato. In questa storia c’è tutto: passione, avventura, psicologia. E ironia dal tipico sapore romanesco‘. Gigi Proietti condivide la scena con Paolo Calabresi, Paola Tiziana Cruciani, Sandra Ceccarelli, Lino Toffolo, e l’attore polacco-francese Jerzy Stuhr, già protagonista di Habemus Papam.

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