Lucy Lawless arrestata per furto: l’ex Xena ha ‘occupato’ una nave della Shell

Lucy Lawless arrestata per furto: l’ex Xena ha ‘occupato’ una nave della Shell

Lucy Lawless arrestata per furto: l'ex Xena - da sempre nota per la sua attenzione ai temi ambientalista - ha 'occupato' una nave della Shell

    lucy lawless shell

    Le star della tv dimostrano sempre più un animo ambientalista, per il quale sono disposte anche a finire nei guai: è il caso della star di Spartacus Lucy Lawless, arrestata (e poche ore dopo rilasciata) insieme ad altre sei persone mentre stava protestando in Nuova Zelanda contro una spedizione di una nave-trivella della Shell. Lawless e i suoi compagni sono stati accusati di abbordaggio illegale di una nave, la Noble Discoverer, che ora salperà per trivellare tre pozzi petroliferi di esplorazione nel mar di Chukchi al largo dell’Alaska.

    Fortuna che aveva detto che essere arrestata era l’ultima delle sue preoccupazioni: Lucy Lawless, nota ai più per il ruolo di Xena che negli anni ’90 le regalò notorietà mondiale, oggi star di Spartacus, è stata arrestata insieme ad altri sei attivisti di Greenpeace mentre protestava contro la trivellazione petrolifera in Artide: l’attrice si era accampata da 77 ore sulla cima sulla torre di trivellazione di 57 metri di una nave della Shell nel porto di Taranaki, per cercare di impedirle di salpare verso i mari artici alla ricerca di petrolio.

    Parlando per telefono dalla cima della torre, la Lawless (che nel 2009 era stata nominata anche ambasciatrice di Greenpeace) aveva detto di ‘manifestare per conto del pianeta e dei miei tre figli‘, raccontando ‘la difficoltà e la paura‘, nel trascorrere tre notti in cima alla torre tra freddo e forte vento, ma ha aggiunto di sentirsi ‘in dovere di prendere posizione‘. Prima di essere arrestata per abbordaggio illegale di una nave – il processo si svolgerà domani – l’attrice ha fatto in tempo a rilasciare Us Weekly una breve dichiarazione.

    Si è chiuso un capitolo, ma la storia della battaglia per salvare l’Artide è appena cominciata, sette di noi sono saliti sulla torre, ma ne sono scesi 133.000 (il riferimento è al numero di persone, hanno mandato email ai dirigenti della Shell per protestare contro l’esplorazione petrolifera nell’Artide). Continueremo a combattere per solidarietà con quelle comunità e quelle specie che dipendono dall’Artide per vivere – ha concluso l’attrice – finché Shell non cancellerà i suoi piani per trivellare questo mondo magico e non si dedicherà ad energia pulita e sostenibile‘.

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