Luciana Littizzetto: “Voglio restare in Rai”

Luciana Littizzetto: “Voglio restare in Rai”

Luciana Littizzetto vuol restare in Rai: l'intervista di Televisionando

    Seconda ospite tv della 41ma edizione del Giffoni Film Festival, Luciana Littizzetto è arrivata alla Cittadella del Cinema frizzante e pungente così come abbiamo imparato a vederla in tv al fianco di Fabio Fazio. E la prima domanda non può che riguardare il suo futuro a Che Tempo Che Fa. Lo rifarà? “Sì, anche se ancora devo firmare il contratto. Ma si sa in Rai ci vuole tempo…devono trovare la biro, il pezzo di carta…“. Ad andare altrove non ci pensa per ora: “Voglio restare in Rai! Faccio male?“. Televisionando l’ha intervistata per voi.

    Con un’estate così spumeggiante sul piano politico, televisivo e gossipparo non poteva mancare una raffica di commenti di Luciana Littizzetto, che prende subito di mira il neosposo Renato Brunetta (“Gran gnocca la moglie di Brunetta“), che riesce a citare anche riferendosi all’ultimo film di Harry Potter, visto ieri in anteprima con i figli (“Non ci capisco nulla, ho visto solo il primo e ogni tanto chiedevo ‘Ma quello è Brunetta’?“) e commenta l’attuale situazione politico-economica. “I politici di oggi? “Presuntuosi, con tanta sicumera” dice sorridendo Luciana, che commenta anche l’accordo bipartisan sulla Finanziaria: “Beh, meno male, anche perché quando arrivi con l’acqua alla gola una soluzione la devi trovare.

    E’ già positivo che si siano resi conto che siamo con l’acqua alla gola… magari dicevano che era tiepida, buona per un bagno…“.

    E poi c’è, ovviamente la tv: la sua opinione non è propriamente lusinghiera: “Dove sta andando la tv? Beh, meglio che non lo dica…” dice tra il serio e il faceto, e non esita a dipingerla come un mezzo che “rimbesughisce, ti fa stare immobile su un divano e ti rimbecillisce“. Ma è’proprio per questo che intende fermamente restare in Rai , nonostante una situazione che con ottimismo (ma, giura, senza diplomazia) definisce un’inevitabile fase di trasformazione. “Il che va anche bene – precisa Luciana – il problema sono i modi, nulla è chiaro”.

    Ma si prepara alla prossime edizione di Che Tempo che Fa, che dovrebbe partire alla fine di settembre. Per ora, quindi, non si lascia tentare dalle sirene di La7, porto franco per gli esuli di Viale Mazzini (Santoro escluso). Niente contro La7, per carità: “Penso che La7 sia una realtà in fermento, potentissima, abbastanza libera, con la voglia e la possibilità di sperimentare, cosa che manca a Rai e Mediaset“. “Ma io voglio rimanere in Rai… faccio male? – sembra chiedere ai giornalisti, spiegando però le sue ragioni – Voglio restare in una tv vista dalla gente normale’; il pubblico tv non è ancora abituato a schiacciare il 7. Per i miei, ad esempio, esiste l’1, il 2 e il 3, stop“. Certo, mai dire mai: “Magari un giorno ci andrò a La7, ma incontrare la signora al mercato che mi dice ‘Mi sono tanto divertita ieri sera’ è una gratificazione alla quale non voglio rinunciare“. E poi, rispolverando il suo pungiglione, aggiunge: “Voglio restare in Rai anche perché la gente paga il canone e merita di vedere altro, non solo ‘boiate’… per carità, anche io sono una ‘boiata’, ma in un contenitore che non lo è affatto“.

    Per ora quindi, si guarda alla nuova edizione di Che Tempo Che Fa: il binomio con Fazio funziona anche perché davvero lui non sa cosa Luciana dirà nella sua ‘finestra’ domenicale, di cui è completamente autrice: “Come funziona? Beh, il lunedì riposo e il martedì inizio a scrivere, ma le cose devono venirti da dentro, con quella che a Napoli si chiama ‘cazzimma’. Poi arrivo in studio alle 18 e a Fabio dico solo ‘Questa è la prima news, questa è la seconda’ e via così. Per cui è davvero preoccupato, anche perché poi al lunedì le telefonate se le becca lui, soprattutto per il linguaggio. Ma penso che la comicità debba usare la lingua comune“.

    E in una tv che sembra soffrire di eccessiva ‘deferenza’ lo stile acuto e senza freni della Littizzetto è davvero un unicum. Ma spiega bene che in Rai non gode di uno status ‘privilegiato’, che le permette di dire quel che vuole senza conseguenze: “Il problema non è la censura… Io intanto dico Beh io intanto dico quello che mi pare e poi mi becco le querele, ma va bene così: se hai paura non vai da nessuna parte, in tv (e non solo) bisogna avere coraggio“. Un ottimo consiglio per i giurati del GFF, per i pubblico, per i giornalisti, i telespettatori, i cittadini, Ci sembra davvero una bella chiosa.

    782