Luca Ward, l’intervista: “Io inviato all’Isola 8? Me lo dovrebbero…”

Luca Ward intervistato da Televisionando: dalla situazione del doppiaggio al dopo Isola dei Famosi 7

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    Televisionando ha intervistato Luca Ward, cresciuto tra teatro e sale di registrazione e senza dubbio detentore del titolo di voce più bella e intensa del doppiaggio italiano. Suo in buona parte il merito del successo di Russell Crowe in Italia, esploso con Il Gladiatore, di cui però Ward non ha potuto doppiare l’ultimo film perché impegnato con l’Isola dei Famosi 7. E per la prossima si è candidato come inviato: “Dopo cinque vertebre rotte me lo dovrebbero quasi…“. Di doppiaggio in Italia, anche quello seriale, e del reality di RaiDue abbiamo parlato con lui nell’intervista realizzata al Giffoni Film Festival 2010: non perdetevi i saluti finali del video, da brivido.

    Luca Ward conferma la sua tempra da Generale (questo il soprannome datogli per la precisione e la disciplina che impega e richiede in sala di doppiaggio) e la fama di uomo che non le manda a dire. Nell’affollata conferenza stampa che ha tenuto al Giffoni Film Festival non si è certo trattenuto dal fare un quadro davvero tragico del doppiaggio in Italia (scuola che ormai sta perdendo il suo primato nel mondo), sempre più soffocato dai tagli al budget e dai tempi ristretti. Una situazione che attraversa in egual misura cinema e Tv, come racconta ai giornalisti: “Pensate che in Lie To Me (di cui è direttore del doppiaggio, n.d.r.) lo incidiamo a volte senza guardare lo schermo, non c’è ne il tempo. Ma per doppiare la voce di Tim Roth ho voluto Massimo Popolizio, uno che sa lasciare il segno anche se il tempo per la lavorazione è poco“. Ma per approfondire lo stato del cinema e del doppiaggio italiano visto da Luca Ward, vi rimandiamo a VivaCinema.

    Inevitabile un riferimento all’Isola dei Famosi 7: “E’ stata un’occasione sprecata e credevo che il programma fosse diverso: avevo visto Survivors e mi aspettavo qualcosa del genere e invece era una situazione del tutto diversa. Un’opportunità persa anche per la produzione, che all’inizio non credeva neanche che mi fossi fatto male e che mi ha pregato a un certo punto di rimanere… ‘Il cast è debole, non te ne andare’ mi dicevano. E poi se n’è andato anche Aldo Busi, e da lì…“. E dire che aveva un suo progetto ‘didattico’ da portare avanti durante l’Isola: “Contavo di insegnare le basi del doppiaggio, magari giocando con i pesci che pescavo. Ma non ne ho avuto il tempo“.

    Ma vi lasciamo all’intervista, da vedere fino in fondo…