Luca e Paolo tornano a Le Iene: “A Sanremo 2011 aggirata la censura”

Luca e Paolo tornano a Le Iene: “A Sanremo 2011 aggirata la censura”

Luca Bizzarri parla della sua esperienza sanremese e racconta i retroscena sul contratto, sulla censura e sui vertici Rai ("Masi rideva ma temeva di essere inquadrato")

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    Luca e Paolo nel backstage di Sanremo2011

    Sopo il gran successo registrato a Sanremo 2011, Luca e Paolo tornano stasera alla guida de Le Iene (Italia 1, 21.10). Ma prima di chiudere la parentesi in Rai, Luca Bizzarri parla della sua esperienza al Festival di Morandi in un’intervista a Il Fatto Quotidiano. Non è stato facile chiudere l’accordo con la Rai, non proprio disponibile a garantire contrattualmente carta bianca ai due comici: per portare all’Ariston Ti Sputtanerò e tutti i loro monologhi c’è volutà l’abilità di Caschetto e la ‘rinuncia’ al contratto. “Diciamo che il nostro agente ha trovato una soluzione transitoria per andare in onda garantendoci autonomia editoriale” ha detto Luca: la censura è stata aggirata.

    Lunga e interessante l’intervista rilasciata da Luca Bizzarri a Il Fatto Quotidiano all’indomani di Sanremo 2011: un viaggio dietro le quinte del Festival e dietro la loro brillante esperienza all’Ariston, palco capace di stroncare i migliori. “Molta gente che lavora con noi ci aveva consigliato di non andare. La prima tv veramente nazional-popolare che abbiamo fatto è stata Sanremo: siamo partiti dal gradino più alto. Io ho pensato solo al Festival per sei mesi. Mi rendo conto che ci sono altri problemi nella vita, ma per uno che fa il mio mestiere non è dato sbagliare all’Ariston. Potevamo bruciarci. Ho perso 5 chili. Ho pianto 10 ore, dopo” racconta Luca, svelando la grande ansia che poi sul palco si è trasformata in apparentemente serenità. Di certo si sono dimostrati capacissimi di tenere il palco, al di là della bravura emersa nei propri pezzi.

    Di certo interessa il rapporto tra Luca e Paolo e la Rai e partiamo dal capitolo censura.
    Fatto salvo l’escamotage adottato per aggirare i vincoli contrattuali di Mamma Rai (“il punto di frizione riguardava l’approvazione dei testi“), Luca conferma l’assoluta libertà di cui hanno goduto. “La Rai non ci ha censurato nulla, solo di un pezzo ci è stato detto: ‘questo non lo potrete mai fare’, quello di Saviano (qui il video, n.d.r.). Nel nostro team c’era chi aveva dubbi. Perché? Bisognerebbe chiederlo a chi non fa l’imitazione di Saviano. Lui è un personaggio molto positivo, ma a me fanno paura le beatificazioni, soprattutto in questo Paese che in un attimo ti santifica e un secondo dopo ti crocifigge. E poi essere presi in giro fa bene…“.

    Ma il vero successo è stato Ti Sputtanerò, diventato in poche ore un cult: “Non è vero che doveva intitolarsi Ti Processerò (come circolato nelle ore immediatamente precedenti all’esibizione, n.d.r.), è stata cambiata solo l’ultima strofa. Prima finiva così: ‘Ti Sputtanerò e continuerò, tanto il mio paese si è sputtanato già’. Al mattino abbiamo letto i giornali e abbiamo aggiunto la frase sul 6 aprile. Mentre cantavamo i centoni di Morandi, dietro il palco c’era Martino uno dei nostri autori, con il testo. E Gianni sbirciava per controllare che non sbagliassimo la metrica“.

    Peraltro, rappresentando le contraddizioni del costume italiano – obiettivo prefissosi e dichiarato più volte in conferenza stampa – hanno cercato di smarcarsi da etichettature politiche, cosa difficile in un Paese come il nostro, spaziando dal duello Fini/Berlusconi (con Ti Sputtanerò) alle debolezze del CentroSinistra (Uno su Mille, l’Uomo di Sinistra) e portando sul palco il qualunquismo italico (col monologo ‘Berlusconi ha avuto sfiga’), contrapposto alla consapevolezza dell’impegno rappresentato con il richiamo a Gaber e a Gramsci. Risultato? Chi ha voluto attaccarli per forza li ha definiti cerchiobottisti, altri paraculi.

    Essere paraculi vuol dire cercare di acquistare i favori di qualcuno – ribatte Luca – Non ne abbiamo bisogno. Non dobbiamo convincere nessuno: abbiamo un contratto di sei anni con Mediaset. (…) Ci hanno chiamato in tanti da Mediaset per dirci ‘bravi’, non credo pensino che abbiamo sputato nel piatto in cui mangiamo“.
    Ovviamente respinta anche l’etichetta di anarchico: “Anche quella è una categoria. Ho delle idee, non le nascondo. Poi il filtro della comicità le fa venir fuori. Facendo ridere le persone di se stesse, non di Berlusconi. Io sono solo un cittadino che crede nelle istituzioni. Per questo vado a votare (…) Io sono diffidente verso le manifestazioni di piazza, hanno veramente significato solo nei regimi. L’Italia non è l’Egitto o la Libia. E poi, dal ’94 a oggi, le manifestazioni contro Berlusconi non sono servite a nulla. Il voto invece sì, eccome, se serve“.

    Luca non nasconde qualche perplessità sulla serata di giovedì 17 febbraio, dedicata all’Unità d’Italia: “Il monologo di Benigni mi ha stupito, perché prima guardavo alla serata dell’Unità in maniera diversa -confessa Luca – Dopo, mi è sembrata molto più importante. È stato bravissimo: ha convinto me, uno che pensava fosse una pomposa vaccata. E con me, immagino, moltissimi altri“.

    Chiudiamo tornando sulla Rai. Con Sanremo, Luca e Paolo hanno fatto una vera full immersion nei meccanismi (spesso perversi) della dirigenza Rai, che li hanno poi visti oggetto (più o meno diretto) degli strali del
    Il voto più alto alle facce della prima fila – piena di dirigenti e consiglieri Rai – Luca lo dà a Masi: ” Rosicava da pazzi ma rideva perché aveva paura che lo inquadrassero” racconta il comico; nonostante questo Masi ha garantito che domani la ‘questione satira’ a Sanremo sarà portata in Cda e Bizzarri non si stupisce: “Ci si occupa di tutto tranne che del Festival. Si usa il festival per parlar d’altro. Sanremo è una trasmissione televisiva di canzoni che fanno una gara“.

    In quest’ottica va sicuramente letta la ‘condanna’ giunta dal consigliere di maggioranza Antonio Verro, probabilmente in cerca di crediti politici, che ha definito il loro “un umorismo che divide”.
    Sono sciocchezze – risponde Luca – Se qualcuno si fa dividere da Luca e Paolo stiamo a posto. Mi pare che abbia diviso più Verro. Sabato sera un consigliere Rai, che stava vicino a Verro, uno di una certa età, è venuto a farmi i complimenti. Mi è sembrata una bella cosa“.

    Ormai lasciatisi alle spalle l’esperienza sanremese – che li ha svelati ai più nelle vesti di attori e autori comici di primo piano - Luca e Paolo si preparano a tornare a Mediaset per condurre da stasera la nuova edizione de Le Iene Show, dove ritroveranno Ilary Blasi. E immaginiamo già il fiume di battute sul paragone con Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis. L’appuntamento è su Italia 1 questa sera alle 21.10 e domani, giovedì, alle 00.40 con la versione ‘adatta’ alla seconda serata: prevediamo record d’ascolto.

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