Luca Barbareschi torna con “Zodiaco”

Zodiaco, la nuova miniserie prodotta da Luca Barbareschi, dal 30 gennaio su RaiDue

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    Luca Barbareschi (foto Lovino)

    E’ da poco terminato Nebbie e Delitti 2 e sta andando in onda la seconda serie di Giorni da Leone, ennesima fiction maltrattata nella scorsa stagione dalla Rai e recuperata, come Crimini, in queste feste natalizie. Ora Luca Barbareschi si prepara a tornare in tv, in veste di produttore, con un’altra miniserie, Zodiaco, nel cassetto da un paio d’anni e della quale si sta già lavorando al secondo capitolo. Com’è nel suo stile, Barbareschi non tace le proprie critiche nei confronti della Rai e a RaiFiction, colpevoli di sottovalutare e svilire la produzione nazionale.

    In una lunga intervista a Fiction Tv, Luca Barbareschi non perde occasione per esprimere francamente il proprio pensiero circa la gestione dei titoli fictional italiani da parte delle emittenti nazionali e rivendicare la qualità delle proprie produzioni. Di certo è un uomo che non ha lesinato l’impegno personale nel campo televisivo: vale la pena di ricordare che è stato uno dei pochi a vendere se stesso e il proprio format (parliamo di Tra moglie e marito) agli Usa nei primi anni ’90. La trasmissione, dal titolo That’s amore, andò in onda per 110 puntate su Fox e fu realizzata dalla Four Point Entertainment, casa di produzione da lui fondata a Los Angeles. Da venti anni, invece, presiede la Casanova Entertainment, società fondata con Aureliano Lalli-Persiani e Susanna Bolchi, che sforna le sue produzioni fictional, da Nebbie e delitti a Graffio di tigre, da Giorni da Leone a Zodiaco, miniserie gialla-esoterica, che, stando a Fiction Tv, dovrebbe andare in onda su RaiDue dal 30 gennaio, di mercoledì.

    Prodotti realizziati con cura artigianale, mira a sottolineare Barbareschi, in cui la produzione ha un rapporto stretto e diretto con gli attori, i registi, i montatori, gli sceneggiatori. Questa una delle principali differenze con le produzioni appaltate dall’emittenza pubblica: “La regia, la caratura degli attori, le luci, le musiche. Su queste cose, la responsabilità vera non è di chi si propone per fare l’attore dopo avere partecipato al Grande Fratello e non avere mai calcato, per esempio, il palco di un teatro. E’ da imputare ai responsabili delle grandi emittenti televisive, che non sempre hanno la preparazione e la capacità per comprendere dove deve andare la nostra televisione”.

    Altro grande danno, per Barbareschi, la spinta all’industralizzazione del genere fiction, rivolta sempre più alla lunga serialità di scarsa qualità artistica, che danneggiano l’intero panorama fictional italiano, facendo allontanare i telespettatori: “Non ci dobbiamo lamentare se molti telespettatori, guardando certe idiozie prodotte in Italia sull’onda del successo della velina o del vincitore dell’Isola del famosi di turno, riceva l’impressione che quella è la fiction italiana, condannando e bocciando così l’intera categoria, non solo il singolo prodotto. Mi si dice che lo standard europeo per le fiction è di 50 minuti, e quindi che tutte le produzioni dovrebbero convergere verso quel formato, ma è evidente che con le proposte che ho in cantiere io questo formato risulta del tutto inadeguato. Del resto, posso capire per quale motivo ci siano pressioni di questo genere: in Italia il vero business è nel campo degli acquisti, per cui si cerca di uccidere il prodotto nazionale a favore di un incremento delle importazioni (anche di robaccia) dall’estero”.

    La sua offerta, in questo senso, è davvero “controcorrente”: per il 2008 la Casanova ha in preparazione titoli come Italo Balbo, Lo smemorato di Collegno, Flaiano, Nebbie e delitti 3 e Zodiaco 2. Tutte produzioni, come le precendenti, che non hanno mai potuto contare su un adeguato supporto da parte della Rai, con cui spesso Barbareschi ha avuto contrasti. Basti ricordare la lunga polemica derivata dalla collocazione di Nebbie e Delitti al venerdì, ma anche i ritardi di programmazione patite dalle sue miniserie, e non solo dalle sue, slittate di stagione in stagione. Circa sei mesi fa (si veda il nostro articolo) sbottò contro le emittenti nazionali, soprattutto la Rai, rivendicando il ruolo dei produttori indipendenti, maltrattati dalle resti a favore della grandi case di produzione (Endemol e Grundy in testa) che possono contare su una programmazione contrattualizzata, a differenza delle piccole produzioni che invece devono attendere le decisioni dei responsabili di palinsesto o, peggio, dei direttori di rete. La goccia che fece traboccare il vaso fu proprio il mancato inserimento di Zodiaco nel palinsesto autunnale della Rai e il mancato recupero di Giorni da Leone 2, trasmesso nel settembre 2006 e sospeso dopo una sola puntata per mancanza di ascolti (ripescato e trasmesso, come detto, solo durante queste vacanze natalizie).

    Adesso è il turno di Zodiaco, un remake, in quattro puntate, del thriller francese – dal sapore “parapsicologico” – Zodiaque: sceneggiato da Mimmo e Nicola Rafele e diretto da Eros Puglielli, vede tra gli interpreti Antonia Liskova e Massimo Poggio. Zodiaco dovrebbe partire mercoledì 30 gennaio su RaiDue, al posto delle previste prime serate di Pyramid (risultato troppo debole negli ascolti), per scontrarsi con il serale di Amici; niente venerdì questa volta, lasciato alla 13ma serie di E.R., ma di certo la collocazione non sembra, sulla carta, affatto migliore delle precedenti. Staremo a vedere.