Lost 6, arriva William Atherton; altre anticipazioni da Cuse e Lindelof

Lost 6, arriva William Atherton; altre anticipazioni da Cuse e Lindelof

Mancano 47 giorni al ritorno di Lost (in cui vedremo William Atherton), e mentre spunta un rumors secondo cui il fighissimo promo di Cuatro potrebbe andare in onda anche in America ridoppiato da Terry O'Quinn, il Chicago Tribune ha intervistato per oltre un'ora Carlton Cuse e Damon Lindelof

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    Mancano 47 giorni al ritorno di Lost 6 (in cui vedremo William Atherton), e mentre spunta un rumors secondo cui il fighissimo promo di Cuatro sui Perdidos potrebbe andare in onda anche in America ridoppiato da Terry O’Quinn, il Chicago Tribune ha intervistato per oltre un’ora Carlton Cuse e Damon Lindelof. La giornalista Maureen Ryan proporrà tutta l’intervista tra qualche settimana (aaaaargh!) ma intanto annuncia qualche succosa novità che vi postiamo qui sotto (ovviamente…non leggete se non volete rovinarvi la sorpresa!)

    Nella sesta stagione Lost – 18 episodi (premiere di due ore, tredici episodi e un finale da tre ore che però andrà in onda in due settimane) in cui vedremo uno dei personaggi cantare tipo Glee – svelerà una nuova tecnica narrativa, diversa da quelle adoperate nelle passate stagioni: nessun dettaglio su cosa ci aspetta, ma sarà audace ed è stata paragonata ai viaggi del tempo nella quinta stagione, “pensavamo che molti non l’avrebbero digerito – ha spiegato Cuse – ed invece è piaciuta“. Cuse ha però assicurato che Lost 6 riprenderà esattamente da dove Lost 5 è finito.

    La notizia più importante è che ovviamente Cuse e Lindelof saranno gli sceneggiatori delle ultime due ore di Lost, Jack Bender il regista. Il finale della serie è stato concepito già da tempo, “è come avere un regalo di Natale nascosto per lungo tempo e farlo aprire solo ora” – hanno detto i due, aggiungendo che per loro è molto eccitante dare una conclusione ai loro telespettatori.

    E Cuse e Lindelof confermano quanto emerso nei mesi scorsi, i due hanno in programma di sparire dalla circolazione per evitare di dover dare spiegazioni esaustive sul finale di Lost, che gli sta mettendo molta pressione addosso. “Ma alla fine faremo ciò che ci dirà il fegato, il nostro unico barometro sarà avere una fine che sia soddisfacente per noi e per gli altri sceneggiatori, se raggiungeremo questo, avremmo fatto tutto quanto potevamo e dovevamo fare“, hanno detto al Chigago Tribune.

    Cuse ha comunque aggiunto consapevole che Lost ha molti elementi ambigui ed aperti a molteplici interpretazioni, “ognuno ci vede ciò che vuole, Lost è aperto alle interpretazioni e alla discussione e crediamo di fare un torto a i fan dicendo che un certo aspetto vada visto solo in un certo modo. Nella serie ci sono elementi di mistero e magia, che sono inspiegabili, ogni tentativo di spiegazione metterebbe a rischio, secondo noi, la serie e la sua eredità. Quindi stiamo cercando la miscela giusta di risposte, ma sempre lasciando nel mistero le cose che dovranno restare misteri“.

    Sia Cuse che Lindelof sono stati chiari sul fatto che non vogliono continuare lo showal cinemain tv, potrebbe però esserci un libro sul making of, “l’unica promessa che possiamo fare – hanno concluso Cuse e Lindelof – è che non faremo in modo che tra due anni o giù di lì qualcuno possa riprendere lo show e farne un’altra serie tv o un film, daremo un senso di fine. Quando rompi con qualcuno non puoi pretendere di vivere ancora a casa sua e di andarci a letto insieme: se una cosa è finita, è finita“.

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