L’Ordine dei Medici di Roma si oppone a Crimini Bianchi e querela Cecchi Paone

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Da sx, Pietro Valsecchi e Alessandro Cecchi Paone

I medici italiani amano la tv, almeno si deduce dall’attenzione che i vari Ordini di categoria mostrano verso le tramissioni tv. Dopo il caso di Lina Carcuro del GF8, l’Ordine Provinciale di Roma si scaglia contro la fiction di Taodue Crimini Bianchi, ancora in lavorazione. “La fiction nasce dal desiderio di vendetta del produttore Valsecchi, vittima di un errore sanitario”, il succo del comunicato diffuso dall’Ordine e pubblicato sull’ultimo numero del Bollettino. Ma ce n’è anche per Cecchi Paone, querelato per diffamazione a seguito di alcune dichiarazioni rese durante una puntata di Buona Domenica.

Abbiamo già parlato della miniserie Crimini Bianchi, 6 puntate prodotte da TaoDue per Mediaset interpretate da Ricky Memphis, Daniele Pecci, Christiane Filangieri e Michaela Ramazzotti per la regia di Alberto Ferrari, che dovrebbero arrivare sul piccolo schermo nella prossima stagione tv.

Come riportato dalla presentazione, “dietro ad un tragico evento di malasanità c’è spesso un mistero da scoprire e una menzogna da svelare. Un medico è pronto a mettersi in gioco, andando contro le potenti lobby della sua categoria pur di giungere alla verità”: questo il tema portante della fiction, argomento decisamente scottante e necessariamente foriero di polemiche, cui Pietro Valsecchi, presidente della TaoDue, era già preparato. E infatti non sono tardate ad arrivare, anticipando addirittura la messa in onda. Nel numero di febbraio del proprio Bollettino, messo on line in questi giorni e scaricabile qui, è stato pubblicato un comunicato stampa con il quale l’Ordine Provinciale dei Medici di Roma è sceso in campo per difendere l’operato del SSN, continuamente oggetto di ingiustificate ed ingiuste accuse, avallate dalla tv e dai mezzi di comunicazione e figlie di scelte politiche errate e finanziamenti sbagliati. “Nel nostro Paese si sono avuti per decenni brillanti risultati nella tutela della salute dei cittadini italiani attraverso il Servizio Sanitario Nazionale pubblico e solidale con l’indispensabile contributo di operatori sanitari, ed in particolare medici, tra i migliori del mondo. L’allungamento progressivo della vita media, che è sotto gli occhi di tutti, ne è uno degli esempi” scrivono con ammirevole spirito di squadra i medici di Roma, stanchi - a quanto affermano – “di avere lusinghieri riconoscimenti esclusivamente da parte di importanti organizzazioni internazionali quali l’OMS”. Da qui la decisione di ricordare (“sommessamente”) a Pietro Valsecchi che “non si aiuta il proprio Paese animati da spirito di vendetta, visto che tra le motivazioni della programmazione della fiction inserisce il fatto di essere stato anche lui vittima di un errore medico”. Il comunicato fa riferimento a un caso che lo stesso produttore ricorda così: “Avevo un capillare rotto, in un certo ospedale romano volevano sottopormi a un’operazione invasiva, per bloccare addirittura l’arteria. Per fortuna mi sono spostato in un altro ospedale e lì mi hanno semplicemente detto che avevo solo bisogno di riposo”.

Il Corriere della Sera, in un articolo pubblicato ieri, ha prontamente raccolto le reazioni del produttore, che ovviamente ribatte senza esclusione di colpi, com’è nel suo stile. “Ma quale vendetta? – ha dichiarato a Emilia Costantini – Mi sorprende che sparino a zero contro un prodotto che non hanno ancora visto. Segno evidente che abbiamo toccato un nervo scoperto“. E aggiunge: “La nostra serie non è contro i medici italiani, ma a favore di quelli bravi e onesti. I ‘baroni’ vanno abbattuti. E finiamola con primari e primarietti raccomandati dal partito: lavorano sulla nostra pelle e abbiamo diritto di andare in un ospedale senza paure ma con serenità. Poi basta con gli sprechi: studi di settore dimostrano che circa 100 miliardi di euro sono distribuiti annualmente tra le regioni, ma solo il 50% viene utilizzato realmente per i servizi ai pazienti, il resto alimenta la corruzione del sistema clientelare. Insomma, noi raccontiamo la realtà nel bene e nel male, compresa la storia vera di un medico che confessa pubblicamente di assumere cocaina prima di entrare in sala operatoria”.

Dell’intenzione di premiare i buoni e condannare i cattivi Pietro Valsecchi aveva già parlato, peraltro, in occasione della presentazione del progetto, quando sottolineò l’intenzione di mettere in luce le eccellenze del nostro sistema sanitario, come riportato nel nostro precendente articolo. Insomma, la reazione iperprotettiva della categoria sembra rispondere al famoso detto latino excusatio non petita accusatio manifesta. Valsecchi, del resto, non è certo nuovo alle polemiche, subite o cercate: basti ricordare gli ultimi casi de Il Capo dei Capi o di Aldo Moro, la fiction che ripercorre il rapimento dello statista democristiano slittata a maggio per la concomitanza delle elezioni politiche.

Dalla furia dei medici romani non si è salvato neanche Alessandro Cecchi Paone, querelato dall’Ordine per “i pesantissimi attacchi che sono stati rivolti ai medici ed ai loro Ordini Professionali, assolutamente falsi, nel corso della trasmissione Buona Domenica trasmessa da Canale 5 in data 27 gennaio 2008″. Lo scorso 11 marzo è arrivata da parte del Consiglio direttivo dell’Ordine il via libera per l’azione legale che coinvolge anche il responsabile della trasmissione domenicale. Per il conduttore, scampato alle tempeste honduregne dell’Isola dei Famosi e pronto a tornare in tv con una nuova edizione di Scommettiamo Che, si profila un risarcimento, ma siamo convinti che sia noi che lui dormiremo sonni tranquilli in proposito, magari evitando le corsie di un ospedale.

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Giuseppe Ricciardo 20 aprile 2008 16:44
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CECCHI PAVONE A PIENAMENTE RAGGIONE !!!
LA CHIAMANO MALASANITA’
I POLITICI, (E NON SOLO LORO) discutono su Leggi per le vittime del lavoro, e giustamente e giusto fare Leggi e norme per evitare infortuni sul lavoro, perché i morti sono troppi ogni anno e non si può, e non si deve morire per lavorare!.
Discutono anche Leggi per inasprire le pene degli incidenti stradali; e anche questo e giusto, non si può permettere che degli ubriachi al volante, (e non solo) mettano a rischio la vita degli altri, e uccidono, rovinando intere famiglie!
Ma perché nessuno dei nostri politici (e non solo) parla e mette in atto Leggi e norme per combattere quella che chiamano malasanità, dove ogni anno i morti raggiungono cifre spaventose da genocidio? Anche queste sono vittime di reati ignobili in un paese che si definisce “civile” non si può morire, è non si deve! morire per mano della “medicina” perché si va in ospedale. In ospedale (e non solo) non si va per divertirsi… ma per farsi curare!! La vita, e la salute e un diritto, e non può essere calpestato!! Ma nessuno per questo fa nulla, e tanto meno i mass media che trattano molti argomenti, tra cui quelli citati sopra, se ne guardano bene di prendere veramente iniziative concrete su questo scottante argomento. E quelle notizie che si danno sono poche, e quasi sempre dopo qualche caso di cronaca. Forse e un argomento che fa poco odiens, rispetto ad altri casi di cronaca. Mi CHIEDO PERCHE’ ? VORSE E VERAMENTE SCOTTANTE ALLORA TOCCARE I CAMICI BIANCHI. Ma anche questi casi non sono tragedie che rovinano intere famiglie che rimangono nel dolore più assoluto, con una vita che non sarà mai più come prima ?!? Vi sembrano pochi per diventare argomento di discussione 90 morti al giorno ?. Anzi direi 90 atti criminali al giorno. Eppure queste cifre nessun ministero a mai smentito, anzi se ne guardano bene di parlare dell’argomento !.
POI DOPO QUESTI CRIMINI COMMESSI DA CHI A IL DOVERE (ED E PAGATO) DI TUTELARE LA SALUTE E LA VITA; ARRIVA LA “GIUSTIZIA” PER DARE ALMENO DIGNITA’ A CHI NON C’E’ PIU’, E CHI RESTA QUI A SOFRIRE. E’ QUI ARRIVA L’ALTRA INGIUSTIZIA E QUEL LUNGO CALVARIO! PERCHE’ LA GIUSTIZIA NON ESISTE IN QUESTO PAESE!!. DICONO CHE LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI….MA IO DICO CHE LA GIUSTIZIA NON E UGUALE PER TUTTI. QUESTA E LA CRUDA REALTA’.
DICONO CHE LA NOSTRA COSTITUZIONE A COMPIUTO I 60 ANNI. MA I DIRITTI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE ITALIANA, (E I DIRITTI DELL’UOMO) VENGONO VIOLATI!! DI CONTINUO, DA CHI INVECE A IL DOVERE DI FARLA RISPETTARE!!!
E’ MENO MALE CHE LA NOSTRA COSTITUZIONE E D’EFENITA LA MIGLIORE DEL MONDO!
E SE FOSSE STATA LA PEGGIORE, COME SAREBBE LA VITA DEI CITTADINI ITALIANI ?
QUESTO SAREBBE IL MIO MESSAGGIO LANCIATO A QUEI POLITICI ONESTI (AMMESSO CHE C’E’ NE SIANO) E’ ANCHE CHI A IL DOVERE DÌ INTERVENIRE IN QUESTE TRAGGEDIE. MA VORREI SPERARE CHE I MASS MEDIA DIANO VOCE, A CHI NON NE HA.
QUESTO SAREBBE STATO IL MIO MESSAGGIO ELETTORALE PER QUESTE ELEZIONI SE FOSSI UN CANDIDATO : IL MIO OBBIETTIVO E LA MIA MISSIONE? LA SANITÀ, E IL DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA VITA!!!
PER UNA SANITÀ SANA E SICURA PER TUTTI A MISURA DÌ ESSERE UMANO. La salute, e la vita è un Tuo diritto è non vanno violati, nel rispetto dei diritti dell’Uomo e la Dignità Umana.
Lo sai quanti sono i morti ogni giorno (in Italia) quella che qualcuno chiama “malasanità”? ebbene sono più di 90 morti al giorno (un bollettino di guerra) quelli che si sanno e in un anno sono la spaventosa cifra di 32.850!! E questo non ti sembra un genocidio legalizzato con licenza di uccidere? Tu credi che non si possa mettere un freno a questo? Io invece credo che si possa fare moltissimo su questo. E’ stata messa la patente a punti gli incidenti stradali e morti sulle strade sono diminuiti? Ebbene allora perché non mettere la professione “medica” a punti (o laurea a punti)? (con una Legge) e quando un medico viene accusato di un reato grave perché per prima cosa non viene subito mandato a casa, o messo in galera! è sospeso? Ma invece se la cavano sempre. (MA IL MEDICO BRAVO VA PREMIATO!) DIREI CHE LA PROFESSIONE A PUNTI ANDREBBE MESSA ANCHE IN MOLTE PROFESSIONI. ALLORA FORSE QUESTO PAESE FUNZIONEREBBE MEGLIO!
Tutto questo io l’ho vissuto sulla mia pelle, e lo vivrò per sempre. Quindi chi meglio di me può capire.
Vuoi dire basta a tutto questo? E allora Vota ………. anche per la difesa di questi diritti.
Questa sarà la mia missione e il mio compito per il rispetto di questi diritti!, e la libertà di scelta di terapie, è dire basta! all’uso di terapie e pratiche assassine, e sperimentazione clinica selvaggia; il diritto all’informazione corretta.
Basta alle tasse sulla salute, e alle liste d’attesa. Io sarò un anello di congiunzione per Voi per far giungere le Vostre voci a chi ha il dovere di far rispettare I DIRITTI UMANI.
LA VITA E’ UN DIRITTO… ED E’ SOLO TUO È NO DEGLI ALTRI!
NON BISOGNA TAPPARE LA BOCCA A CHI DICE LA VERITA’ COME FANNO TANTI CHE FANNO SOLO PROMESSE!!
Se anche tu credi in questi valori, e credi in me allora sai cosa devi fare . ………… NON PERDERE QUESTA OCCASIONE!
———————————————
Già candidato al senato elezioni Politiche 2006 con partito pensionati, e amministrative Liguria 2007 consiglio comunale.
———————————————-
La chiamano “malasanità” è una delle vittime di questo crimine perpetrato da assassini e stata mia moglie Adriana usata come cavia da laboratorio senza consenso, da criminali in camice bianco, e uccisa a soli 33 anni da un aggressivo chimico da guerra, (ciclofosfamide mostarda azotata e azatioprina Usate OFF-LABEL) solo per scopi scientifici !! che non aveva bisogno !!
Il mondo deve sapere!! chi e l’ultima vittima in tempi dì “pace” dì sostanze chimiche che venivano usate nel passato per la distruzione dì massa.
questa e una storia realmente accaduta! in un paese che si definisce “civile” !.
Uno stato (L’italia) che si definisce civile, ma non sa tutelare il diritto alla vita, è non sa dare dignità e giustizia ai sui morti vittime dì gravi reati non e degno neanche dì esistere su questo pianeta.

Per sapere di più si può consultare il mio sito sotto al link in questa pagina e il forum )
http://www.vitarubata.com

mail: vitarubata@vitarubata.com Forum Rassegna stampa

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Giuseppe Ricciardo 21 aprile 2008 00:48
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Cara Carmen (o no so come ti chiami) rispondo al tuo commento, ma certamente non o intenzione eventualmente di continuare con te altre polemiche.
Penso che non valga la pena perdere tempo con persone come te che hanno gli occhi tappati.
Che il mio Italiano possa far discutere mi pare che in questo caso a poca importanza visto l’argomento in questione. Ma forse tu questo non l’ho capisci sei come tanti che guardano solo in una direzione, magari posso anche pensare che tu appartieni a quella casta di camici bianchi mafiosi. Piuttosto che commentare quello che io ho scritto preferisci offendere.
Direi che forse per capire certe esperienze li dovresti vivere anche solo in minima parte.
Rispondo alla tua domanda: certamente che se sono stato un candidato avevo i requisiti di età.
Ma visto che tu sei cosi brava dovresti sapere quali sono i requisiti di età per essere candidati sia alla camera, che al senato.
E in ultimo ti dico che questo Paese va avanti cosi perché purtroppo ci sono troppe Persone che pensano come te!, che siete nate/i solo per criticare invece di andare al nocciolo del problema reale, aspettate solo che il riconoscimento di certi diritti siano gli altri a combatterli. Voi che le pensate cosi chiedete solo e vi lamentate.
Con questo mi fermo qui anche come detto sopra non vale la pena perdere tempo con te anzi ti o dedicato abbastanza.
Giuseppe Ricciardo Tel 349-6044246

E PER FINIRE DICO CHE SARÒ AL FIANCO DÌ CECCHI PAVONE PERCHE E GIUSTO QUELLO CHE A DETTO A BUONA DOMENICA, E NON SARÒ SOLO IO CON LUI.

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Giuseppe Ricciardo 22 aprile 2008 23:56
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La chiamano “malasanità” è una delle vittime di questo crimine perpetrato da assassini e stata mia moglie Adriana usata come cavia da laboratorio senza consenso, da criminali in camice bianco, e uccisa a soli 33 anni da un aggressivo chimico da guerra, (ciclofosfamide mostarda azotata e azatioprina Usate OFF-LABEL) solo per scopi scientifici !! che non aveva bisogno !!
Il mondo deve sapere!! chi e l’ultima vittima in tempi dì “pace” dì sostanze chimiche che venivano usate nel passato per la distruzione dì massa.
questa e una storia realmente accaduta! in un paese che si definisce “civile” !.
Uno stato (L’italia) che si definisce civile, ma non sa tutelare il diritto alla vita, è non sa dare dignità e giustizia ai sui morti vittime dì gravi reati non e degno neanche dì esistere su questo pianeta.

POI DOPO QUESTI CRIMINI COMMESSI DA CHI A IL DOVERE (ED E PAGATO) DI TUTELARE LA SALUTE E LA VITA; ARRIVA LA “GIUSTIZIA” PER DARE ALMENO DIGNITA’ A CHI NON C’È PIÙ, E CHI RESTA QUI A SOFRIRE. E’ QUI ARRIVA L’ALTRA INGIUSTIZIA E QUEL LUNGO CALVARIO! PERCHE’ LA GIUSTIZIA NON ESISTE IN QUESTO PAESE!!. DICONO CHE LA LEGGE E UGUALE PER TUTTI….MA IO DICO CHE LA GIUSTIZIA NON E UGUALE PER TUTTI. QUESTA E LA CRUDA REALTÀ.
DICONO CHE LA NOSTRA COSTITUZIONE A COMPIUTO I 60 ANNI. MA I DIRITTI DELLA NOSTRA COSTITUZIONE ITALIANA, (E I DIRITTI DELL’UOMO) VENGONO VIOLATI!! DI CONTINUO, DA CHI INVECE A IL DOVERE DI FARLA RISPETTARE!!!
E’ MENO MALE CHE LA NOSTRA COSTITUZIONE E D’EFENITA LA MIGLIORE DEL MONDO!
E SE FOSSE STATA LA PEGGIORE, COME SAREBBE LA VITA DEI CITTADINI ITALIANI ?

PER NON DIMENTICARE
La protagonista di questa storia e Adriana vittima ignara di criminali (mafiosi) in camice bianco uccisa a soli 33 anni, con dei “farmaci” (ciclofosfamide e azatioprina) (Nel caso specifico sono stati utilizzati per una fibrosi polmonare (secondo quei criminali) che in realtà non cera, se la sono solo inventata. Ma erano invece quei “farmaci” che come potenziale effetto collaterale principale portano proprio a fibrosi polmonare cronica, è polmoniti interstiziali gravissime oltre a tutti gli altri effetti collaterali devastanti sul sistema immunitario) il principio attivo di questi veleni e l’iprite aggressivo chimico usato in passato per la costruzione di armamenti bellici per la distruzione di massa. Cose L’iprite? (Tipico gas vescicante è l’iprite.) Mostarda azotata Chim. e Farm. Mostarda azotata: denominazione di alcune sostanze vescicanti di formula all’iprite (detto gas mostarda, per il suo odore simile alla senape), Aggressivo chimico usato per la prima volta durante la prima guerra mondiale dai Tedeschi, in bombardamenti d’artiglieria, sul fronte tenuto dalle truppe alleate a Ypres, nelle Fiandre, il 20 luglio 1917. Adriana vittima ignara, usata come cavia da laboratorio senza il suo consenso solo per scopi scientifici; PRIVATA DEL SUO DIRITTO ALLA VITA. La triste storia di Adriana si può riassumere sul sito internet: http://www.vitarubata.com

Un ricovero per un banale incidente in motorino e d’un tratto la vita cambia, completamente. Passiamo in rassegna una storia che ha inizio il 6 luglio del 1999, quasi nove anni fa, e non ha un lieto fine. E’ l’introduzione ad un dossier informativo, che si propone di analizzare, nel più imparziale dei modi, le vicende che hanno coinvolto Adriana Trevisani in Ricciardo, spentasi a soli 33 anni. Nessun giudizio di sostanza sarà esplicitato, seppur la pubblicazione avrà lo scopo, oltre a rendere noti i fatti, di dare spazio a qualunque autorevole voce coinvolta nella vicenda. E’ pur vero che propenderemo a difendere un più alto fine, non ce ne vogliano gli interessati, che riguarda ben più di una persona, competente od incompetente che sia in campo medico: il diritto alla vita. Da qui il titolo di questa sezione, che coglie un’opportunità, l’esistenza, che va salvaguardata e che ovviamente riguarda chiunque, al netto di logiche individualiste, incoerenti, territoriali od interessate. Ogni cittadino dovrebbe avere accesso a concrete possibilità di ricevere cure, qualora stesse male, e chiunque deve poter essere informato, in assoluta trasparenza, circa il buon andamento del complesso sistema atto a garantire la valorizzazione della salute. Far riferimento alla storia di Adriana Ricciardo può essere un tramite per cogliere spunti di riflessione ed eventuali falle che riguardino il sistema sanitario. Questa frase, di per sé, può apparire pericolosa, soprattutto se proposta in ambito medico.
Spesso si cerca di deviare l’analisi della qualità del servizio sanitario nazionale, considerandolo nel suo complesso di successi e fallimenti, sottovalutando le realtà locali e/o specifiche. A rigor del vero, è il caso di chiarirlo già da subito, qualunque informazione che sarà di seguito riportata, non vuol appannare il servizio sanitario nazionale, bensì vuol ravvisare i metodi per poterne usufruire nel migliore dei modi, eventualmente creando qualche spunto per salvaguardarsi da strutture inadeguate o da situazioni di scarsa professionalità, che possono mettere a repentaglio la ottimale risoluzione di una degenza. Forse dovrebbe essere un dovere di tutti, medici inclusi, il setaccio e l’isolamento di situazioni dubbie, ove possano germinare anche interessi che, e questi sarebbero il vero grave danno per il servizio sanitario, se lasciati germinare, travolgerebbero pure indubbi professionisti e limpidi enti, che non meritano d’essere infangati. Non siano tacciati di stregoneria, però tutti coloro che ritengono necessaria la difesa dei propri cari, del diritto alla vita, del miglioramento della stessa ed della dignità di chi, malato, merita il medesimo riguardo, se non di più, degli addetti ai lavori. Ecco perché diviene importante il caso di Adriana e la testimonianza del marito, Giuseppe Ricciardo, che ritiene errata, è volutamente, la diagnosi (con prove inquietanti) espressa da alcuni medici. Ancor peggio, la legge sarebbe stata brutalmente calpestata, (forse volutamente, o perchè la magistratura e stata sviata da chi invece aveva il dovere di mettere in condizioni i magistrati di capire ?) così come al suo tempo non sono state prese le più semplici misure di prevenzione batteriologica a protezione per infezioni opportuniste visto lo stato di immunodepressione causato da quella terapia tossica, che distruggeva il sistema immunitario, e il midollo osseo. La primaria causa del decesso sono state proprio le infezioni polmonari.
A tutt’oggi le inchieste che dovevano far luce su quanto avvenuto sette anni fa, quando ad Adriana era ricoverata, non hanno consentito di giungere ad una soluzione del caso, (perché il caso forse scotta troppo e questa verità farebbe male a molti potenti) e stridenti controversie hanno aperto scenari solcati da crepe inquietanti sorte su un terreno ricco di contraddizioni: l’esistenza di un consenso informato mai venuto alla luce, né mai firmato, come risulta da accertamenti del ministero della salute.
È stato invece tanto acclamato ufficialmente dalla direzione del reparto che all’epoca dei fatti ospitò la degente. Ma perché tale scritto, ammesso che esista, non è ancora stato sbandierato? Perché non e mai esistito come lo stesso ministero a accertato.
Questo e un omicidio a tutti gli effetti. Ma perché allora questi criminali sono ancora liberi con licenza di uccidere?
Altre discrepanze (forse perpetrati prima) potrebbero far ritenere che i farmaci utilizzati facessero seguito alla necessità di sperimentare sostanze che causano tra l’altro, proprio la Fibrosi polmonare a cui sopra si è accennato. Dove sta la verità? E, ancora più inquietante, la verità calpesta forse l’inviolabile diritto alla vita? Tale sapere non è di proprietà intellettuale, né giuridica, di pochi eletti. La conoscenza è un bene di tutti e la collettività ne deve essere tenuta al corrente, anche solo per affidarsi con fiducia alle strutture sanitarie.
Adriana Trevisani è deceduta il 29 novembre del 1999, dopo strazianti sofferenze ed inquietanti trasferimenti. Era in cura con farmaci come azatioprina, ciclofosfamide, (non necessari) in quantitativi estremamente severi, e risultava refrattaria a quella terapia assassina. Destano dubbi i metodi di rilevazione della malattia (ad esempio, non è mai stato svolto un bronco-lavaggio od analisi dell’espettorato e tutti gli accertamenti diagnostici come da protocolli, e linee guida) e pertanto il trattamento della stessa.
Nella storia che vide protagonista Adriana sono stati commessi troppi “errori” una serie interminabile è completamente fuori da ogni logica. “Se errori qualcuno li vuole chiamare”. A mio avviso non possono essere chiamati errori per molte ragioni. L’errore è umano… ma perseverare e assolutamente diabolico!!.
Quello che e chiaro e che prima che gli iniziassero quei “farmaci” le condizioni di salute erano buone. Ma poi inizio veramente a stare male giorno dopo giorno fino alla fine del diritto alla vita.
Dove sta la verità? La vita e un diritto e va sempre rispettata.
Ognuno di Voi che legge questa triste storia e libero/a di dire la propria: io Vi consiglio di riflettere molto prima di scrivere e pensare quanti casi simili ci sono ma non si sanno perché nessuno va fino infondo (come in questo caso) e nessuno li denuncia. Pensate se ognuno di Voi (o dei vostri cari) un giorno si trovi vittima ignara di questi crimini e abusi? Sarebbe forse meglio che ognuno di Voi che legge dà più voce possibile a questa brutta storia affinché si conoscano certi crimini che per molti di Voi forse sembrano incredibili. Ma ormai non c’è più da meravigliarsi di nulla, e questo. La povera sfortunata e stata Adriana vittima di alcuni uomini che si fanno chiamare “medici”.
Ritengo anche importante far giungere tutte le Vostre voci a tutti gli organi istituzionali e in primis al Ministro della salute; e Ministro di grazia e Giustizia affinché intervengano perché Loro hanno il compito e il dovere di fare “giustizia e verità perché un caso del genere e scandaloso e inaccettabile. E ritengo anche opportuno far giungere le nostre voci anche al Presidente della repubblica. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire e non chiudersi nel silenzio, o peggio diventare complici.
Perché purtroppo la “giustizia” in questo paese non esiste per chi non conta, e per chi non a denaro per permettersi avvocati di grido, e consulenze. E questo succede in un paese che si definisce civile dove si parla tanto di diritti umani e rispetto della dignità. tutto questo e scritto solo sulla carta ma in realtà per chi non conta tutto questo viene brutalmente calpestato…dopo tutto il male che ti hanno gia fatto. È i morti hanno una colpa: quella di non potersi difendersi dalle menzogne!!! è questa e l’Italia paese definito civile?
Tutti Noi Cittadini abbiamo il diritto…. Ma anche il dovere di aiutarci fra di noi se e possibile. Non dimentichiamolo mai questo.
È vorrei che ognuno di Voi si domandasse dove sta scritto che alcune categorie di “persone” che si fanno chiamare “medici” si possono arrogare il diritto gratuito di somministrare aggressivi chimici da guerra (vietate da convenzioni internazionali) alle persone. E’ veramente grave e agghiacciante solo pensarlo. Eppure e successo ma nessuno fa nulla.
QUANTE SARRANO ANCORA LE VITERUBATE ??

Spero che dopo aver letto questa triste storia riflettete.
Non c’è bisogno di combattere le guerre come quella in Iraq per impedire a Saddam Hussein di usare armi di distruzione di massa…ma le sostanze, e i veleni di distruzione di massa “vengono usate legalmente” tutti i giorni nei nostri ospedali, e in tanti altri posti, e basta andare in farmacia per comprarli, (con la ricetta). Sembra un paradosso tutto questo ma purtroppo è cruda verità! Se non credete a tutto questo documentatevi e vedrete con i vostri stessi occhi.
Viene da chiedersi quanti nostri soldati sono morti in Iraq il nome della pace, e impedire l’uso e la costruzione di sostanze del genere? Basta ricordare la strage di Nassiriya dove morirono 19 nostri militari, (e tutti gli altri che li hanno seguiti) che hanno lasciato nella totale disperazione le Loro famiglie!.
Questi sono i nomi degli Eroi Caduti per la Pace per colpa dele sostanze chimiche di distruzione di massa a Nassiriya:
· Enzo FREGOSI, Sottotenente dei Carabinieri
· Alfonso TRINCONE, Sottotenente dei Carabinieri
· Giovanni CAVALLARO, Sottotenente dei Carabinieri
· Filippo MERLINO, Sottotenente dei Carabinieri
· Massimiliano BRUNO, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri
· Alfio RAGAZZI, Maresciallo A.s. U.p.s. dei Carabinieri
· Daniele GHIONE, Maresciallo Capo dei Carabinieri
· Giuseppe COLETTA, Brigadiere dei Carabinieri
· Ivan GHITTI, Brigadiere dei Carabinieri
· Domenico INTRAVAIA, Vice Brigadiere dei Carabinieri
· Andrea FILIPPA, Appuntato dei Carabinieri
· Orazio MAIORANA, Appuntato dei Carabinieri
· Massimiliano FICUCIELLO, Capitano dell’Esercito
· Silvio OLLA, Maresciallo Capo dell’Esercito
· Emanuele FERRARO, Caporal Maggiore Capo scelto dell’Esercito
· Sandro CARRISI, 1°Caporal Maggiore dell’Esercito
· Pietro PETRUCCI, Caporal Maggiore dell’Esercito
· Stefano ROLLA, civile
· Marco BECI, civile
Italia, 19 novembre 2003
Per quali ideali Noi abbiamo perso questi nostri Fratelli quando le sostanze chimiche di distruzione di massa li abbiamo sotto casa (e negli ospedali) e ogni giorno vengono uccise centinaia di persone ?!?.
________________________________________
IL CASO DI ADRIANA uccisa con aggressivi chimici da guerra la “ciclofosfamide, e azatioprina” che come principio attivo contengono l’iprite, cosi dette mostarde azotate sostanze vescicanti) commesso “da mafiosi in camice bianco” che si fanno chiamare “medici” che invece di tutelare la vita (il bene più grande!) si arrogano il diritto di sopprimerla solo per scopi di ricerca scientifica!! Questa storia sembra incredibile… ma purtroppo e vera!! esisterà la “giustizia” ora che finalmente la magistratura a riaperto il caso? maaa.
Non esiste il delitto perfetto; ma esiste una “giustizia” imperfetta, che in tanti casi (come la malasanità) viene messa in condizioni di non capire, da chi invece a il dovere di fargli capire. Ma come accade in questi casi chi viene nominato consulente appartiene alla stessa cupola mafiosa, e tra di loro non si pestano i piedi. Per La magistratura ci vorrebbe un organo indipendente da questa cupola di mafiosi. Forse cambierebbe? Maaa.
Giuseppe Ricciardo

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