Londra 2012, spot polemico in Argentina dedicato alle Isole Falkland [VIDEO]

Londra 2012, spot polemico in Argentina dedicato alle Isole Falkland [VIDEO]

L'Argentina lancia uno spot per rivendicare la sovranità di Buenos Aires sulle Isole Falkland in polemico spot collegato con le Olimpiadi di Londra 2012

    Fra Argentina e Gran Bretagna potrebbe (ri)scoppiare il caso diplomatico, tutto a causa di uno spot. La campagna ideata dalla presidenza dell’Argentina reclama la sovranità di Buenos Aires sulle isole Falkland, o Malvinas, teatro trent’anni fa di un conflitto.Il 2 aprile scorso si è celebrato il trentennale della guerra: l’Argentina attaccò le Malvinas – così le chiamano a Buenos Aires – per riconquistarle dal dominio inglese che vige dal 1833, ma dopo solo due mesi l’esercito sudamericano si arrese. Nonostante tutto per gli argentini quelle isole battono bandiera albiceleste e in molti nel Paese e all’estero aspettavano una protesta in terra in inglese durante i Giochi di Londra 2012. La risposta è arrivata in questa polemica campagna pubblicitaria con protagonista un atleta argentino si allena alle Falkland e lo slogan alla fine lascia poco spazio all’immaginazione: ‘Per prepararci a competere in suolo inglese, ci alleniamo in terra argentina’. Lo spot non è piaciuto né all’agenzia Young & Rubicam né agli stessi abitanti delle isole.

    La Young & Rubicam ha condannato fermamente lo spot della presidenza argentina e ha chiesto che si ritiri la campagna ideata proprio dagli uffici dell’agenzia di Buenos Aires: ‘Abbiamo notato che la nostra agencia in Argentina ha realizzato un annuncio che ha offeso profondamente a molti abitanti del Regno Unito e il resto del mondo. Condanniamo fortemente questo lavoro e chiediamo al governo argentino che lo ritiri’, hanno scritto in un comunicato. I pubblicitari della Y&R hanno messo le mani avanti e hanno sottolineato che non era loro intenzione offendere le vittime del conflitto o ‘profanare un monumento di guerra’ (nello spot si intravede anche il cimitero dei soldati) e che ‘si sono comportati in modo inaccettabile per la nostra compagnia’ anche perché l’agenzia non produce nessun tipo di annuncio che abbia al suo interno ‘motivazioni politiche’. Come se non bastasse lo spot va contro lo spirito olimpico e non è un caso se già il Comitato olimpico argentino ne aveva preso le distanze.

    Le Olimpiadi si sa sono apolitiche e come tali devono rimanere, e il Comitato ‘non ha nessuna opinione su questo spot, né su altri fatti politici. La nostra unica preoccupazione è rispettare la carta olimpica e il regolamento del Cio per permettere la partecipazione di tutti i nostri atleti a Londra 2012’, hanno dichiarato al quotidiano argentino La Nación. La Y&R ha rincarato la dose: ‘Questo spot è contrario a tutto ciò che la nostra compagnia difende. Ci scusiamo se abbiamo causato dolore e chiediamo perdono a tutti quelli che si sono sentiti turbati’. Anche nelle Isole Falkland, o Malvinas, non l’hanno presa benissimo.

    Il pastore e membro dell’Assemblea legislativa delle Isole, Ian Hansen, si è detto profondamene deluso dall’atteggiamento dell’ufficio di presidenza di Cristina Fernández de Kirchnerpoliticizzare così i Giochi olimpici a servizio di ambizioni territoriali. Questo video è stato girato senza l’autorizzazione territoriale delle Falkland’, ha dichiarato il politico inglese.

    A far arrabbiare, e non poco, le autorità delle Isole britanniche anche il fatto che nello spot l’atleta si arrampichi su un monumento dedicato alle vittime del conflitto. Fernando Zylberberg, capitano della nazionale di hockey sul prato già qualificato per Londra 2012, ha registrato lo spot senza sapere chi l’avesse commissionato. Zylberberg non è molto conosciuto in patria, ma pratica uno sport amatissimo in Argentina e ha girato lo spot lo scorso 18 marzo quando partecipò a una maratona di ex combattenti (nel conflitto durato appena 74 giorni morirono 650 soldati argentini e 255 britannici senza contare i numerosi sopravvissuti che si tolsero la vita una volta ritornati a casa) e si era fatto passare come un ex soldato, ma non sapeva che la campagna era stata commissionata proprio dalla presidenza della nazione. La questione fra i due Paesi sembra essere infinita, ancora non conosciamo la reazione di Londra a questo video, ma sappiamo che non si farà attendere.

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