Lo spot della Tim scuote il Parlamento

Lo spot della Tim scuote il Parlamento

Pronta un'interrogazione parlamentare contro lo spot Tim sul sesso libero

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    Dopo il Moige anche il Parlamento italiano scende in campo contro lo spot TimDiventerò Padre“, accusato di immoralità e al centro di una prossima interrogazione parlamentare.

    A promuovere la crociata contro il messaggio deviante e immorale tre parlamentari di peso del centrodestra, Alessandra Mussolini, Gabriella Carlucci e Manuela Di Centa, che hanno annunciato un’interrogazione urgente alla Commissione Cultura della Camera per bloccare lo spot estivo della Tim.

    A guidare la delegazione, che raccoglie così il sasso lanciato due giorni fa dal Moige, Alessandra Mussolini, in veste non solo di onorevole del PdL ma soprattutto di presidente della commissione parlamentare per l’Infanzia. “Un’immagine fuorviante e mortificante della maternità” quella che emergerebbe dallo spot, una rappresentazione di certo poco responsabile, visto che “il nascituro viene ridotto al prodotto del gioco di una notte” e peraltro legato ad una visione della sessualità ormai retrò, figlia degli anni Settanta e ora ‘fuori moda’. “Mettere al mondo un figlio è un atto di amore e di responsabilità che non può essere svilito e offeso per mere speculazioni commerciali” chiosano le parlamentari che dunque hanno assunto l’onere di farsi potavoce della lotta intrapresa dal Movimento Italiano dei Genitori.


    In attesa di capire se lo spot verrà sospeso e se ci saranno sanzioni a carico dell’azienda committente, siamo pronti a scommettere che la pubblicità incriminata andrà in onda sempre più spesso. Le polemiche, si sa, incurioscono, con effetti spesso contrari a quelli attesi: alla fine diventerà un cult.

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