Lo sciopero? Un’opportunità per tornare in contatto con i telespettatori, parola di Greg Garcia

Gli sceneggiatori tornano al lavoro, e anche se c’è il rischio che i telespettatori americani si siano “assuefatti” all’assenza di serie tv (e relativa overdose di reality), il problema non si pone per il creatore di My Name Is Earl, Greg Garcia

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    Gli sceneggiatori tornano al lavoro, e anche se c’è il rischio che i telespettatori americani si siano “assuefatti” all’assenza di serie tv (e relativa overdose di reality), il problema non si pone per il creatore di My Name Is Earl, Greg Garcia.

    Lo sciopero degli sceneggiatori e il relativo stop alla produzione che ne è derivato è servito infatti a Garcia per riprendere “il contatto diretto” con i telespettatori, in un modo alquanto strano: il creatore della fortunata serie della NBC ha passato il mese di gennaio portando avanti un mestiere, quello di inserviente e cassiere in un ristorante non meglio precisato, che forse è più congeniale al protagonista della sua serie, Earl Hickey (Jason Lee). Il “divertissement” di Garcia è durato trenta giorni, durante i quali, ha rivelato lo sceneggiatore, ha tenuto segreta la sua vera identità: “Volevo scrivere un libro che parlasse del fare differenti lavori, ha spiegato Garcia, e sul come farli. L’inserviente/cassiere era il primo, e ci vorrà un po’ prima di fare il secondo. Ma il fatto è che vivendo e lavorando ‘dietro i cancelli’, perdi il contatto con il pubblico, e cominci a scrivere di cose che non stanno né in cielo né in terra”. L’avventura lavorativa non dovrebbe aver fornito a Garcia idee per la serie comica della NBC, ma è stata comunque l’occasione per scoprire come un’avventura al salario minimo possa diventare “sorprendente. E ne ho tratto persino una buona idea dei fast food, posti puliti, con grandi persone che ci lavorano. E anche il lavoro in sé è divertente. Ho lavorato duro, ma a loro sono piaciuto così tanto che mi hanno chiesto di unirmi al management. E quando me ne ne sono andato, ho lasciato al cassiere un assegno di 10.000 dollari”.