Lo sciopero incombe ancora sulla cerimonia degli Oscar, ma i Grammy non verranno picchettati (fotogallery)

se le trattative - quelle informali sono cominciate ieri, e dovrebbero portare al più presto ad un negoziato vero e proprio - salteranno come già avvenuto lo scorso dicembre, gli sceneggiatori hanno promesso di boicottare la cerimonia, e - se questa dovesse tenersi nostante la non concessione di una deroga - anche di portare i picchetti sul red carpet (assieme agli attori)

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    Giuseppe Tornatore, già premio Oscar con il film “Nuovo Cinema Paradiso”, non è riuscito a entrare nella cinquina del miglior film straniero, dove era stato selezionato per rappresentare l’Italia con La sconosciuta. L’Italia è comunque in lizza con Dario Marianelli, (miglior colonna sonora con il film “Espiazione”), già vincitore ai Golden Globes e candidato nel 2005 per le musiche di “Orgoglio e pregiudizio”, e con Marco Beltrami candidato per la colonna sonora di “Quel treno per Yuma”. Gonfalone rosso-bianco-verde sul versante scenenografia (Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo per le scenografie di “Sweeney Todd” di Tim Burton, già vincitori nel 2005 con “The Aviator”), e su quello dei corti, grazie ad Andrea Jublin ed al suo “Il supplente”.

    Ma l’ottantesima edizioni dell’Academy Awards in programma il 24 febbraio rischia di essere ostacolata dallo sciopero degli sceneggiatori: se le trattative – quelle informali sono cominciate ieri, e dovrebbero portare al più presto ad un negoziato vero e proprio – salteranno come già avvenuto lo scorso dicembre, gli sceneggiatori hanno promesso di boicottare la cerimonia, e – se questa dovesse tenersi nostante la non concessione di una deroga – anche di portare i picchetti sul red carpet (assieme agli attori). Per ora, comunque, l’ottimismo prevale: “Un mese è un lungo periodo di tempo…guardare lo Iowa (riferimento alle primarie presidenziali dove, contrariamente ai pronostici, hanno trionfato Huckabee e Obama, ndr)”, ha detto Gil Cates, produttore degli Oscar. “Ci saranno un sacco di clip, abbiamo una lunga storia, 80 anni di storia. L’Academy ufficialmente condivide – se non l’ottimismo – quantomeno l’entusiasmo di Cates (che, assieme alla sua crew ha lavorato senza sosta per il desing e la costruzione del set, oltre che all’assunzione di musicisti e personale per il dietro le quinte), ben consapevole che una cerimonia senza sceneggiatori, pur con le clip e gli 80 anni di storia, non sarà una vera cerimonia: uno degli executive dell’Academy si detto “incerto” su quanto si potrà lavorare allo show senza violare il patto con la Writers Guild of America, senza contare che all’ABC la trasmissione delle clip dei film “costerà un sacco di soldi”. Tutti sono comunque convinti che gli Oscar si faranno comunque (ricordiamo che proprio l’Academy ha previsto due diverse cerimonie), ma già gli attori preannunciano battaglia: “Se la WGA sarà in sciopero anche il 24 Febbraio, ha detto Doug Allen della SAG, i nostri membri non saranno presenti alla premiazione e continueranno a non oltrepassare i picchetti”. Per una cerimonia che è ancora in forse, infine, ce n’è una che si salva: parliamo dei Grammy, cerimonia per cui non è stato ancora raggiunto un accordo ad interim (quindi, niente sceneggiatura) ma che non saranno picchettati: Roberta Reardon, presidente dell’AFTRA, plaude alla decisione: “L’American Federation of Television and Radio Artists è compiaciuta del fatto che la WGA abbia deciso di non picchettare i Grammy Awards, un evento cruciale per la Recording Academy. Anche l’AFTRA, come la WGA, è impegnata a negoziare un nuovo e giusto contratto“.