Lo sciopero degli sceneggiatori si potrebbe concludere in tre giorni

Lo sciopero degli sceneggiatori si potrebbe concludere in tre giorni

Risolvere lo sciopero? Possibile in tre giorni: è quanto sostiene l’Entertainment Weekly, spiegando come sarebbe possibile arrivare ad una risoluzione in tre giorni se i grandi capi dell’AMPTP non preferissero “vincere anziché riflettere”

    WGA STRIKE

    Risolvere lo sciopero? Possibile in tre giorni: è quanto sostiene l’Entertainment Weekly, spiegando come sarebbe possibile arrivare ad una risoluzione in tre giorni se i grandi capi dell’AMPTP non preferissero “vincere anziché riflettere”.

    Lo sciopero, giunto al terzo mese, ha causato la pausa forzata di molti film e serie tv, la cancellazione della cerimonia dei Globes (gli Oscar, per ora, sono confermati) e nonostante molti lavoratori rischino il loro posto di lavoro ed abbiano più volte chiesto il raggiungimento di un accordo veloce, nessuna delle due parti vuole tornare al tavolo delle trattative accettando le condizioni dell’altro. “Lo sciopero, scrive EW, potrebbe concludersi in tre giorni, ma non si concluderà in tre giorni, perché gli uomini che guidano gli studios e i network sono caduti nel loro errore di sempre: vincere, anziché riflettere. All’inizio dello sciopero, scrive ancora EW, abbiamo sentito che il contratto delle major che non prevedeva il pagamento dei residuals sui DVD e sui nuovi media derivava da un profondo senso di responsabilità fiscale, perché dare agli sceneggiatori ciò che si meritano avrebbe distrutto l’industria dell’intrattenimento…o qualcosa del genere”. E dicono questo “assumendo un PR a 100.000 dollari al mese affinché spieghi al pubblico che gli sceneggiatori sono matti, che vivono nel paese dele meraviglie”. E adesso che le trattative sono ferme non c’è niente da dire, gli studios “stanno dietro il loro negoziatore scelto, Nick Counter, che ora come ora sta facendo un lavoro esemplare di non negoziazione. Probabilmente sta ripetendo ad oltranza la frase ‘pugno duro’ ai capi degli studios, un messaggio che ha un sacco di appeal visto che gli studios vogliono essere visti come combattenti di strada, non riconoscendo che il potere li ha trasformati in bulli.

    E tuttavia, a quei mogul, che con la loro calcolata intrattabilità hanno rovinato metà della stagione televisiva, messo in iato quella cinematografica e lasciato molte persone (non gli sceneggiatori, ndr) senza lavoro, non importa niente del denaro, importa solo vincere”. Ma perché vincere è così importante? “Forse perché sono in business in cui è dannatamente difficile trovare mezze misure, dove non importa quanto mercato hai, ma quanto spendi: non gli importa niente del film numero uno del weekend o di chi ha guadagnato di più nell’ultimo periodo. E se potessero riportare gli sceneggiatori al tavolo delle trattative, divisi e con la coda tra le gambe, ma soprattutto con le loro (degli sceneggiatori) richieste di un giusto contratto annullate, per loro sarebbe una vittoria. E se anche gli studios vincessero la guerra che loro hanno iniziato, conclude l’articolo di EW, e tutti tornassimo ai soliti affari, l’AMPTP si ricordi che questo articolo è quello che pensiamo veramente di loro”.

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