Lo sciopero degli sceneggiatori causa problemi agli attori e alla pubblicità

Lo sciopero degli sceneggiatori causa problemi agli attori e alla pubblicità
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    sceneggiatori in sciopero

    Settimo giorno di sciopero degli sceneggiatori, niente di nuovo sul fronte occidentale: gli sceneggiatori, supportati anche dagli attori, continuano a protestare per quelli che ritengono i loro diritti. E a rischiare di essere presi tra due fuochi, oltre ai fan che hanno visto e rischiano di vedere cancellate/posticipate/interrotte le loro serie preferite, sono proprio gli interpreti di film e serie tv.

    Le clausole contrattuali previste tra uno studio di produzione e gli attori ad esso legali potrebbero essere infatti il nuovo fronte di una battaglia legale tra SAG e gli studios: venerdì la Sony Pictures TV è stato il primo studio a notificare agli attori di due serie interrotte causa sciopero, “‘Til Death” e “Rules of Engagement”, che rimarranno “in pausa” e senza essere pagati, e per di più sotto contratto esclusivo con la Sony. La mossa della Sony potrebbe essere seguita da altre mayor, e secondo quanto riporta un comunicato del sindacato degli attori “E’ stato portato alla nostra attenzione che alcuni produttori potrebbero considerare lo sciopero alla stregua di una pausa di produzione”. Secondo la SAG, infatti, gli studios hanno 3 opzioni in caso di sciopero: mettere “a riposo” gli attori pagandogli il compenso pieno, sospenderli per un periodo di cinque settimane con paga dimezzata o rescindere il contratto, cosa che i produttori possono fare in qualsiasi momento dopo che è stato indetto uno sciopero. Se invece optano per una sospensione, gli stessi attori possono rescindere il contratto alla fine delle cinque settimane, e se non lo fanno spetta allo studio decidere. In ogni caso, l’attore è libero di dedicarsi al altri progetti, e quando la produzione riprende le riprese dello show, gli attori vengono riassunti con lo stesso contratto di prima, anche se i loro nuovi progetti vengono prima degli impegni presi precedentemente. Ma se le produzioni di serie sono messe “in pausa” a tempo indeterminato, gli attori hanno le mani legate e qualunque cosa stiano facendo durante la pausa devono abbandonarla per tornare al lavoro originario: “Mettere gli attori in pausa, sottolinea il sindacato, non è una cosa prevista dal contratto collettivo qualora la produzione sia interrotta per sciopero. Contro gli studios e i produttori che hanno intenzione di muoversi in questa maniera, conclude la SAG, verranno prese immediate contromisure”.

    ellen pompeo e sandra oh in sciopero

    Intanto, continua la falcidia di serie tv: dopo la seconda stagione di Heroes che potrebbe terminare a dicembre, TV Guide anticipa l’imminente conclusione di Pushing Daisies (Bryan Fuller ha detto che il nono episodio sarebbe l’ultimo della stagione se lo sciopero fosse prolungato) e Men in Trees (Jenny Bicks, showrunner di Men in Trees, aveva scritto un finale alternativo per l’ultimo episodio girato, in caso di emergenza). Telesimo (con fonte Tv Guide) offre un bilancio delle principali serie tv “a rischio”: 30 Rock: 10 episodi prodotti, di cui 5 già trasmessi. Back to You: 9 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Bionic Woman: 9 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Bones: 12 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Boston Legal: 15 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Brothers & Sisters: 12 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Chuck: 13 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi. CSI: NY: 14 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi. Desperate Housewives: 10 episodi trasmessi, di cui 6 già trasmessi. Dirty Sexy Money: 11 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Friday Night Lights: 15 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Gossip Girl: 13 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi. Grey’s Anatomy: 11 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi. Heroes: 12 episodi prodotti, di cui già 7 trasmessi. House MD: 12 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi.

    Jericho: 7 episodi prodotti, nessuno ancora trasmesso. Law & Order: SVU: 14 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Lost: 8 episodi in produzione, di cui nessuno ancora trasmesso. Medium: 9 episodi in produzione, ci cui ancora nessuno trasmesso. Men in Trees: 19 episodi prodotti, di cui 5 già trasmessi. Numbers: 12 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi. The Office: 12 episodi prodotti, di cui 11 già trasmessi. Prison Break: 13 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi. Private Practice: 10/11 episodi prodotti di cui 6 già trasmessi. Pushing Daisies: 9 episodi prodotti, di cui 5 già trasmessi. Reaper: 10/12 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi. Samantha Who?: 12 episodi prodotti, di cui 4 già trasmessi. Scrubs: 12 episodi prodotti, di cui 3 già trasmessi. Shark: 11 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Smallville: 15 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi. Supernatural: 10/12 episodi prodotti, di cui 6 già trasmessi. Ugly Betty: 12/13 episodi prodotti, di cui 7 già trasmessi.

    ugly betty sciopera

    Ma lo sciopero rischia di causare terremoti anche nei bilanci dei network (i cui ascolti erano in picchiata già da prima dello sciopero): se dopo una settimana le grandi e piccole reti hanno rivisto i loro programmi, senza nuovi show da guardare la valutazione dell’audience potrebbe abbassarsi e i telespettatori potrebbero guardare altrove, cosa che potrebbero fare anche i pubblicitari. “Ci sono molte più alternative di una volta per investire in pubblicità“, commenta Brad Adgate, direttore della ricerca di Horizon Media, una compagnia media indipendente, aggiungendo che “il prolungarsi dello sciopero potrebbe cambiare le abitudini delle persone”. “Non so tra quanto, ma se i telespettatori cambieranno abitudini, noi dovremmo seguirli”, aggiunge Lisa Herdman, vicepresidente della RPA “Se e quando torneranno alla TV, è un’altra questione da esaminare”. Secondo gli esperti, comunque, lo sciopero non sarà totalmente un male per la TV, che sarà costretta a diventare più competitiva rispetto al web, agli iPod e a tutti gli altri media digitali: “Quest’anno nessun grande network (ABC, NBC, CBS e FOX, ndr) ha fatto ‘il botto’, e se non ci fosse stato lo sciopero, staremmo parlando dei bassi ascolti e di cosa fare per recuperarli”, ha detto infatti la Herdman. “Esistono alternative diverse ad uno spot di 30 secondi, e anche se c’è preoccupazione che questo sciopero allontani la gente dalla TV o ne cambi le abitudini, il televisore rimarrà di certo al centro dei salotti degli americani”, conclude Brad Adgate.

    williams e duchovny in sciopero

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