Lo sciopero degli attori slitta (forse) a fine novembre

Lo sciopero degli attori slitta (forse) a fine novembre

Lo sciopero degli attori? Potrebbe arrivare prima della fine di novembre: in un messaggio mandato nel tardo venerdì da Alan Rosenberg e Doug Allen, ai membri del sindacato degli attori è stato detto che il board nazionale si incontrerà il prossimo weekend per decidere se/quando scioperare visto il fallimento delle trattative

    Sciopero Degli Attori Hollywood

    Lo sciopero degli attori? Potrebbe arrivare prima della fine di novembre: in un messaggio mandato nel tardo venerdì da Alan Rosenberg e Doug Allen, ai membri del sindacato degli attori è stato detto che il board nazionale si incontrerà il prossimo weekend per decidere se/quando scioperare visto il fallimento delle trattative. Se il board votasse sì, la SAG avrebbe bisogno dai 30 ai 45 giorni di tempo per far votare i suoi membri.

    “Se il 75% degli aderenti al sindacato voteranno sì alla richiesta di sciopero, solo allora il board nazionale potrà indire uno stop ai lavori“, spiegano nella lettera Rosenberg e Allen, sottolineando che che anche se è importante che la richiesta sia approvata dal sindacato, questo non significa sciopero, tantomeno immediato: “Il referendum per raggiungere il quorum prenderà dai 30 ai 45 giorni”.

    La lettera della SAG ha ovviamente provocato la risposta dell’associazione dei produttori, secondo cui lo sciopero è “non necessario e dannoso. Non si capisce inoltre come mai i negoziatori della SAG sono così testardi, quando gli altri sindacati, in tempi migliori di questo, hanno accettato un’offerta simile“.

    Tutto da vedere, comunque, se il board ‘promuoverà’ lo sciopero: dopo le ultime elezioni, il controllo è passato alla Unite for Strength, che non da ieri si propone come ‘schieramento’ moderato.

    Da sottolineare, inoltre, che semmai verrà fatto, lo sciopero non ‘impatterà’ sugli affari di circa 750 compagnie indipendenti, che hanno firmato un contratto separato con il sindacato degli attori.

    Secondo quanto calcolato sul sito dell’AMPTP, infine, la SAG venerdì scorso aveva perso oltre 20 milioni di dollari, soldi che il sindacato avrebbe guadagnato se avesse ratificato l’offerta finale dei produttori.

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