Lo sciopero degli attori previsto per gennaio 2009

Lo sciopero degli attori previsto per gennaio 2009

Lo sciopero degli sceneggiatori si fa sempre più reale: in particolare, gli attori voterà per attuare la protesta il 2 gennaio, ed i risultati saranno resi noti il 23, in tempo per boicottare la cerimonia degli Oscar e mandare a monte numerosi produzioni

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    Lo sciopero degli attori si fa sempre più reale: in particolare, gli attori voteranno per attuare la protesta il 2 gennaio, ed i risultati saranno resi noti il 23, in tempo per boicottare la cerimonia degli Oscar e mandare a monte numerosi produzioni.

    Come già emerso nei giorni scorsi, il sindacato degli attori ripete ancora una volta che la votazione non significherà automaticamente sciopero, ma servirà a mandare un segnale alle majors e ai produttori per riportarli al tavolo delle trattative; l’AMPTP, da parte sua, ripete che le trattative sono finite a fine giugno, con la presentazione dell’ultimissima offerta.

    Ricordiamo che per autorizzare uno sciopero serve il voto favorevole di almeno il 75% dei 120.000 membri della Sag (anche se in realtà gli elettori sono circa 10.000 in meno); per far passare il sì, il sindacato ha cominciato una campagna di “sensibilizzazione”, con vari incontri da 90 minuti in cui Alan Rosenberg e Doug Allen spiegano perché il sì sia necessario.

    Se a febbraio ci fosse effettivamente uno sciopero, questo sarebbe dannoso soprattutto per le nuove produzioni, che appunto cominciano nei primi mesi dell’anno, mentre i programmi di prima serata, arrivati più o meno alla fine, sarebbero quasi al riparo.

    Per quanto riguarda le serie tv, l’intento dei produttori è quello di affidare le produzioni ad attori Aftra o Aftra/Sag, in virtù del contratto firmato dagli appartenenti al sindacato di tv e radio.

    Gli attori, al momentum sono spaccati: Rosie Perez ha annunciate il suo sì alla protesta, Jason Alexander, Danny DeVito, Mike Farrell e Rhea Perlman hanno già detto che voteranno no; addirittura c’è chi chiede la testa di Doug Allen, come l’ex presidente della sezione newyorkese della Sag, Eileen Henry, secondo cui Allen ha rovinato tutto, “e se lo sciopero può servire ad aumentare il potere, questo è il tempo sbagliato per farlo. È tempo che i membri si accorgano che il re è nudo, e tutto quello che possiamo fare è rivestirlo e mandarlo via”.

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