Lo sciopero degli attori? Colpa degli sceneggiatori

Lo sciopero degli attori? Colpa degli sceneggiatori

Sapete di chi è la colpa se si farà lo sciopero degli attori? Secondo le majors e i produttori, la colpa sarà (è) tutta degli sceneggiatori, che “sfacciatamente” spingono la Sag a scioperare sabotando i negoziati

    sciopero sceneggiatori

    Sapete di chi è la colpa se si farà lo sciopero degli attori? Secondo le majors e i produttori, la colpa sarà (è) tutta degli sceneggiatori, che “sfacciatamente” spingono la Sag a scioperare sabotando i negoziati.

    Secondo quanto reso noto dai produttori, la WGA avrebbe “deliberatamente” sabotato le trattative del 20 e del 21 novembre, condotte e immediatamente fallite sotto la supervisione del mediatore federale: non è chiaro in che modo esattamente gli sceneggiatori abbiano messo in atto questo sabotaggio, ma di sicuro c’entrano le recriminazioni, emerse nei giorni scorsi, sull’AMPTP che non avrebbe tenuto fede a quanto sottoscritto nell’accordo siglato ad inizio 2008.

    Gli sceneggiatori hanno risposto che le loro lamentele dei giorni scorsi ed il fallimento delle trattative non sono collegate, ma le majors, considerata anche la tempistica tra lementele e trattative, non se la bevono: “Il comunicato stampa della WGA, sottolineano i produttori, è falso e fuorviante, ed ha contribuito ad avvelenare l’atmosfera. Invece di cooperare per risovere i problemi, la WGA si è messa nel mezzo delle trattative, e questa mossa ha contribuito a far fallire il dialogo e ha fornito alla Sag una giustificazione per indire un referendum sullo sciopero“.

    Senza voler dar ragione a nessuno, non possiamo non notare come il reclamo presentato dalla WGA parla di un mancato pagamento dei residuals sui nuovi media, che poi sarebbe proprio l’argomento sul quale attori e produttori litigano da mesi: e se l’AMPTP spiega come il nesso tra le due cose non sia casuale (per la cronaca, le trattative sono saltate due giorni dopo l’offensiva della WGA), e si difende citando il contratto firmato ad inizio anno, gli sceneggiatori dicono che sono 8 mesi che stanno provando a far capire ai produttori che stanno interpretando il contratto in modo sbagliato.

    E visto che, secondo l’AMPTP, ‘carta canta’, è vero che ci sono dei ritardi nei pagamenti, ma solo perché pagare gli sceneggiatori per lo streaming e i download ha necessitato – da parte dei produttori – un ampio calcolo su numerosi e diversi programmi, “e nonostante la WGA sapesse queste cose, ha fatto un comunicato stampa falso e fuorviante“.

    Attori della Sag e sceneggiatori, dunque, sarebbero tornati a fare comunella proprio come ai tempi dello sciopero degli sceneggiatori, quando la Sag era l’unico sindacato veramente solidale con la WGA: in un messaggio diffuso nei giorni del Ringraziamento, Patrick Verrone manifestava la sua solidarietà alla Sag, spiegando che “è inconcepibile che l’AMPTP parli di quanto non guadagnano gli attori, che lavorano sotto un contratto scaduto, visto che a noi – che un contratto ce l’abbiamo – non ci pagano lo stesso. Le ‘companies’ sanno cosa trasmettono in streaming, e dicono sempre che le pubblicità online generano un grande guadagno, quindi ci pagassero quanto ci devono“.

    E se la Sag rifiuta la lettura secondo cui la Wga sta lanciando agli attori un assist per lo sciopero (spiegando come l’unica cosa sospetta, se proprio ce ne deve essere una, è l’accordo AMPTP – Iatse, ufficializzato lo stesso giorno della protesta della WGA), i produttori continuano a parlare di crisi economica: “Nel giorno in cui si dice che gli Stati Uniti sono ufficialmente in recessione, in cui il governatore Schwarzenegger dichiara la California in emergenza fiscale, ed in cui il Dow Jones scende di 680 punti, la SAG continua a chiedere un trattamento migliore di tutti, segno che l’abisso tra la realtà e gli attori si allarga di giorno in giorno“.

    695