Lino Banfi: “Addio Nonno Libero”. E Il Commissario Zagaria diventa una serie

Lino Banfi: “Addio Nonno Libero”. E Il Commissario Zagaria diventa una serie

Ospite del Giffoni Film Festival 2011, Lino Banfi ribadisce l'addio a Nonno Libero e presenta il suo Commissario Zagaria, miniserie in onda in autunno su Canale 5 e già pronto a diventare una serie

    Nonno Libero non tornerà in Un Medico in Famiglia; sono impegnato per i prossimi tre anni e per allora rischierei di riportare in tv un nonno rimbecillito… meglio ricordarlo com’era“. Intervistato da Televisionando nel corso dell’ultima giornata del Giffoni Film Festival, Lino Banfi ribadisce con forza il suo addio a Un Medico In Famiglia (le riprese dell’ottava stagione dovrebbero iniziare il prossimo anno). Nel frattempo vedremo Banfi in autunno su Canale 5 ne Il Commissario Zagaria, miniserie ‘pilot’ in due parti di cui si sta già scrivendo la versione seriale, di sette puntate.

    Seppur affaticato da un menisco rotto (figlio del troppo entusiasmo di un gruppo di fan che l’hanno travolto a Las Vegas, dove ha festeggiato i suoi primi 75 anni), Lino Banfi giunge sul Red Carpet del GFF 2011 entusiasta all’idea di rincontrare i giurati del Festival, pronti a subissarlo di domande.

    Parla con fervore de Il Commissario Zagaria, miniserie di cui si sta già scrivendo la versione seriale e di cui Banfi è anche produttore con la sua Alba 3000. “Un personaggio che non farà dimenticare Nonno Libero, ma che sono certo lo affiancherà nell’immaginario collettivo” dice Banfi, che torna idealmente al suo primo ruolo da protagonista, quel brigadiere Pasquale Zagaria del 1969 che gli aprì definitivamente le porte di un cinema popolare ora riscoperto e celebrato anche dalla critica. E per far capire quanto la sua carriera di ‘poliziotto’ sia entrata nel cuore degli italiani, Banfi racconta con soddisfazione di una ‘confessione’ fattagli dal capo della polizia Manganelli: una delle ultime prove per l’esame d’ingresso nel corpo consiste nel cantare “Non sono un frocione, non mi chiamo fri fri…”. Per chi non l’avesse mai visto…



    Avrei preferito che nel titolo di questo Zagaria ci fosse ‘vice-questore’ ma perfino il ministro Maroni ha detto che mi merito il titolo di commissario” racconta Banfi, che ha costruito il suo personaggio in antitesi ai soliti poliziotti tv, “bellissimi, affascinanti, con immancabili occhiali da sole, pistola sempre pronta nella fondina, esperti di arti marziali e inguaribili baciatori, con un lingua da formichiere” scherza Banfi, un po’ ‘invidioso’ e un po’ ‘scandalizzato’ dalle nuove ‘tecniche recitative’.

    Con questi precedenti, quindi, bisognava allontanare Zagaria da un cliché inadatto ai 75 anni del personaggio, rendendolo nel contempo credibile: “Zagaria non bacia, non ha mai usato la pistola, non si rotola per terra in azioni adrenaliniche, ma è un grande esperto di mafie, sa usare il cervello e soprattutto vuole andare in pensione, ma essendo necessario tutti si prodigano per trattenerlo in servizio“. La sua chiave interpretativa? “Rendere umano ed emotivo il commissario, che nonostante tanti anni di carriera si commuove nel vedere un ragazzo morto di overdose, si intristisce di fronte a un cane randagio…” e che per questo finisce per attirare anche le giovani ‘subordinate’.

    Riesce infatti ad affascinare l’agente Anna Lepore, interpretata da Isabelle Adriani, anche lei oggi al GFF: “Per la prima volta nella mia carriera sono brutta e non interpreto un’amante, ma lo confesso subito… Anna Lepore è innamorata del commissario” dice l’attrice, recentemente nel cast de Il Campione e la Miss, miniserie dedicata a Tiberio Mitri con Luca Argentero e Martina Stella al centro di furiose polemiche che ne hanno bloccato la messa in onda la scorsa primavera.

    Ma torniamo a Banfi: dopo il grande successo registrato con Tutti i padri di Maria, Lino tornerà in Germania per un nuovo progetto cinematografico con set negli Usa e cameo di Robert De Niro.

    Inoltre sarà nel cast di un film italiano che lo vede in una cordata di attori e registi pugliesi, da Michele Placido a Sergio Rubini, passando per Riccardo Scamarcio. E a chi gli chiede le ragioni di un sequel de L’Allenatore nel Pallone, Banfi risponde spiazzando tutti: “Chiedo profondamente scusa a tutti i miei fans per L’Allenatore nel Pallone 2. Hanno fatto un film con due soldi, è venuta su una cosa misera, anche se poi al botteghino è andata bene. Me ne sono pentito e chiedo ancora scusa“. Con 50 anni di carriera come la sua, Banfi non deve farsi perdonare nulla.

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