Ligabue: “Dopo 9 anni dispero di fare il terzo film”

Ligabue: “Dopo 9 anni dispero di fare il terzo film”

Luciano Ligabue, ospite al Giffoni Film Festival 2010, parla di Niente Paura, documentario di Piergiorgio Gay in cui è voce narrante e colonna sonora, che verrà presentato l'8 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia

    Luciano Ligabue è stato senza dubbio l’ospite più atteso del Giffoni Film Festival 2010: lo ha dimostrato il nugolo di giornalisti, giurati, pubblico, addetti ai lavori, tutti impazienti di vederlo arrivare alla Cittadella del Cinema. Uno spiegamento di forze che neanche Susan Sarandon ha scatenato, un entusiasmo che ha coinvolto il rocker di Correggio prossimamente alla Mostra del Cinema di Venezia per presentare il documentario Niente Paura, “un atto d’amore per l’Italia, che ha bisogno di rialzarsi” lo definisce Ligabue, che in esso funge con la sua voce e le sue canzoni da filo narrativo. E per il suo terzo film ormai dispèra: “Non ho il tempo di elaborare un’idea e non è semplice trovare i soldi“.

    Lo sappiamo, dovremmo occuparci di tv, ma come si fa a non parlare di Luciano Ligabue, artista poliedrico e trasversale, con all’attivo tre libri, due film e un tour in atto che domani lo vedrà a Salerno, a 20 km da Giffoni Valle Piana dove oggi ha partecipato alla Masterclass organizzata dal Festival del Cinema per Ragazzi, prima di incontrare i giurati del Festival che sta volgendo al termine.

    L’attenzione si è rivolta al documentario Niente Paura, di Piergiorgio Gay e prodotto da Lionello Cerri che verrà presentato fuori concorso l’8 settembre alla Mostra del Cinema di Venezia. “Chiariamo - dice subito Ligabue in conferenza stampa – non è un’opera mia: il progetto nasce un anno e mezzo fa e l’intezione del regista era raccontare una parte della storia del nostro Paese e dare voce a chi non ce l’ha, con le mie canzoni come filo conduttore. Quando l’ho visto l’ho ritenuto assolutamente ambizioso, ma conoscendo meglio progetto e regista ho detto ‘ok, va bene’. Ho collaborato facendo la voce narrante, concedendo l’uso di alcuni miei brani e rielaborandone altri in versione acustica, per adattarsi meglio alla narrazione“.

    Un racconto che vive attraverso altri protagonisti, altre personaggi, come Carlo Verdone, Fabio Volo, Paolo Rossi e Javier Zanetti, che hanno partecipato al progetto. “Un progetto che è un atto d’amore per il nostro Paese – dice Ligabue con la sua voce profonda e pacata – in cui si fa riferimento anche ad alcuni articoli della nostra Costituzione per ricordarci quanto essi siano importanti per la vita civile del nostro Paese. Ciascun protagonista della storia cerca di riflettere su un aspetto della nostra società“.

    Un Paese che appare sempre più in rovina ma che non per questo deve essere liquidato con supponenza o rassegnazione: “Non si può non provare una certa disperazione nel vedere come il nostro Paese non riesca più ad essere moderno, non riesce più a promettere un futuro; è addirittura inquietante che persino i politici abbiano smesso di promettere qualsiasi cosa, non ne hanno più il coraggio“. “Io amo profondamente il mio Paese – continua Ligabue – ma mi fa rabbia non vederlo progredire, andare avanti: e credo che questo documentario racconti proprio questa contraddizione.

    Ma non c’entra il colore politico dei governi – puntualizza Ligabue – è una situazione profondamente connaturata alla nostra realtà“.

    Per un suo terzo film, invece, l’attesa sembra vana: “Ormai dopo 9 anni (l’ultimo film è DaZeroaDieci, del 2001, n.d.r.) dispero di fare il terzo film: impossibile riuscire a farne uno da La Neve se ne Frega perché ci vorrebbero davvero troppi soldi e al momento non ho un’idea su cui lavorare. Sono stato molto preso dal mio disco e dalla preparazione dello spettacolo, davvero molto impegnativo“.

    Probabilmente per rivederlo sul grande schermo bisognerà aspettare un altro evento musical-cinematografico come quello che lo vide protagonista il 15 aprile 2010, giorno del Liga Day, quando oltre 100 sale cinematografiche in tutta Italia hanno trasmesso il concerto di Ligabue registrato allo Stadio Olimpico di Roma nel 2008. Un esperimento destinato a ripetersi e che per alcuni rappresenta una possibile evoluzione del concetto di concerto; un’ipotesi che però non entusiasma affatto Ligabue: “Ci piacciono le sfide, quindi abbiamo accolto l’idea della Nexo. Quando però il giorno dopo mi ha chiamato Domenico Procacci (produttore Fandango, n.d.r.) per dirci che il concerto aveva registrato il maggior incasso della giornata, la cosa mi ha inquietato: vuol dire che il cinema non basta a se stesso. Di certo lo rifaremo, anche se qualcuno l’ha ritenuto una profanazione; io penso invece che i cambiamenti, le trasformazioni facciano parte della vita”.

    Una vita ricca di emozioni, ma sempre genuine, come Correggio gli ha insegnato. E a chi gli chiede un commento sulla vicenda Belen-Sanremo 2011 e sull’ipocrisia che circola nello show-biz soprattutto sul tema della droga, chiosa laconico: “Ognuno può parlare per sé. E dell’ipocrisia nel nostro mondo, beh, penso di aver detto molto in Caro Il Mio Francesco“. Non fa il maestro, anche se le ragazze della giuria si sciolgono in lacrime: peccato averlo avuto per troppo poco tempo, ma ci rifaremo.

    888

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN FilmGiffoni Film FestivalPrimo PianoDocumentarioFestival di Sanremo 2011giffoni-film-festival-2010Mostra-del-cinema-di-Venezia