Lelio Luttazzi, è morto il padre dello swing italiano

Lelio Luttazzi, è morto il padre dello swing italiano

E' morto a 87 anni nella sua Trieste Lelio Luttazzi, maestro dello swing e del jazz all'italiana, popolare voce della radio e della tv tra gli anni '50 e i '70

    Si è spento alle 2.45 della scorsa notte Lelio Luttazzi, maestro del jazz e dello swing italiano, popolare voce della radio e della musica italiana soprattutto negli anni ’50 e ’60, e immancabile protagonista dei grandi varietà della Rai monopolista, che non poteva fare a meno del suo accompagnamento e della sua creatività. Un’oscura vicenda di droga nella quale fu coinvolto lo portò a un ingiustificata e silenziosa espulsione dal mondo della tv e solo qualche anno fa, nell’ottobre 2006, si era fatto convincere da Fiorello a tornare in video, con Viva Radio Due Minuti. Lo rivediamo in alto.

    Lelio Luttazzi aveva 87 anni e da qualche mese soffriva di una neuropatia aggravatasi nelle ultime ore: si è spento a Trieste, sua città natale dova aveva deciso di tornare a vivere un paio di anni fa. E solo da qualche anno aveva trovato la forza e la determinazione di tornare in tv, quella tv che l’aveva ‘espluso’ silenziosamente, senza grossi proclami quando, nel giugno del 1970, fu coinvolto in una vicenda di droga in cui però non aveva tutte le responsabilità che invece gli furono attribuite. Era all’apice del successo quando fu arrestato con Walter Chiari e Franco Califano per detenzione e spaccio di stupefacenti, arresto scattato dopo l’intercettazione di una telefonata tra Chiari e Califano. Dopo ventisette giorni di carcere venne rilaciato e scagionato, ma era ormai troppo tardi: riprese poi a lavorare in radio e in tv, ma le sue partecipazioni si diradarono rapidamente. Luttazzi si ritirò a vita privata, profondamente colpito dall’accanimento mediatico di cui fu vittima.

    Bruscamente furono cancellati più vent’anni di carriera e di musica: aveva toccato tutti i palcoscenici, da quelli teatrali, con le riviste e i musical, a quelli radiofonici (dove condusse Hit Parade, prima trasmissione dedicata alle classifiche di vendita), per imperversare da protagonista su quelli televisivi, dove comparve, tra l’altro, come conduttore Ieri e Oggi, Studio Uno, Il Paroliere.

    Lo rivediamo in basso con Mina in Ieri e Oggi del 1969.



    Fu il primo ad adattare la struttura del jazz alla musica italiana, un binomio che portò a grandissimi successi della nostra ‘storia’ musicale, spesso interpretati da Mina, altra leggenda della nostra musica: resiste al tempo, tra gli altri, Una Zebra a Pois. Dagli anni ’70, poi’ l’oblio: solo Fiorello ebbe la caparbietà, nel 2006, di rompere il suo ‘volontario’ esilio dagli schermi, ospitandolo a Viva Radio Due Minuti. Da lì la sua ‘carriera’ è ripartita e il pubblico e la tv italiana ha cercato di farsi perdonare attribuendogli i (giusti) meriti che gli erano stati sottratti. E tornato anche sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo 2009 per accompagnare Arisa e la sua Sincerità nella serata dei duetti. Troppo poco, però, per restituirgli tutto quello che la tv bigotta e ipocrita gli aveva sotratto. Rivediamo Luttazzi e Arisa ospiti de La7.



    Se n’è andato davvero un grande artista…

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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