Lega Nord: il Senatur attacca la troupe del tg di La7, Tapiro d’oro per Renzo ‘Trota’ Bossi

Lega Nord: il Senatur attacca la troupe del tg di La7, Tapiro d'oro per Renzo 'Trota' Bossi

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    Sono giorni concitati per la Lega Nord, lo scandalo dei rimborsi elettorali usato (pare) per le spese di famiglia e del così detto cerchio magico fanno saltare i nervi al già solitamente poco pacato Umberto Bossi: furioso con i cronisti che lo aspettavano fuori dalla sua villa di Gemonio, il Senatur ha mandato a quel paese la troupe del tg di La7, minacciando di investire il giornalista ‘impiccione’. Meglio è andata a Striscia la Notizia, che ieri sera ha consegna il Tapiro d’oro al consigliere della Regione Lombardia Renzo ‘Trota’ Bossi, dandogli anche l’occasione per difendersi dallo scandalo che lo vedrebbe coinvolto.

    Quella di ieri è stata indubbiamente la giornata di Umberto Bossi, culminata con le dimissioni da segretario federale della Lega Nord a venti anni esatti dalla prima volta in cui le camicie verdi si imposero all’attenzione nazionale; una giornata cominciata con un’aggressione verbale nei confronti della troupe di La7: in un video diventato un tormentone, si vede il Senatur che prima manda a quel paese il giornalista del tg di Enrico Mentana, che continuava chiedere dove fossero finiti i soldi: ‘Vieni che te li faccio vedere‘, ha detto il Senatur al giornalista, salvo poi dire ad un uomo della scorta ‘Investili, mandali via‘.

    La serata all’insegna della Lega Nord – al netto dei vari approfondimenti messi in campo – si è chiusa con Valerio Staffelli che ha consegnato il Tapiro d’Oro a Renzo Bossi, più volte assurto all’onore delle cronache per essere stato bocciato alla maturità tre volte su tre, per i suoi sfondoni televisivi e per la sua brillante carriera politica dovuta ad un cognome pesante e alle ‘spintarelle’ del padre o dei suoi fedelissimi. Il giornalista non ha infierito più di tanto sul Trota, che dal canto suo non ha certo brillato nella sua difesa: ‘Nessuno mi ha mai aiutato economicamente – ha detto a proposito dei fondi elettorali che sarebbero stati usati per le spese di famiglia (inclusa un’auto) – un aiuto c’è stato quando papà è venuto a Brescia per il comizio della campagna elettorale‘.

    Quanto al diploma (dalle carte emergerebbe che con i soldi dei rimborsi sarebbero stati in parte usati per pagare le lezioni private di Bossi Jr) ‘Mi sono diplomato quando non avevo la pressione dei giornalisti: non ho vissuto bene gli anni della scuola con i giornalisti fuori per avere notizie su mio padre, ho perso un anno quando papà era malato. Non m’interessa dirti dove ho preso il diploma – ha concluso Renzo – mi sono diplomato in una scuola padana. Sono sereno e tranquillo con i principi che la famiglia mi ha dato‘.