Le tre rose di Eva: Elisabetta Pellini si racconta in un’intervista esclusiva

Le tre rose di Eva: Elisabetta Pellini si racconta in un’intervista esclusiva

Elisabetta Pellini protagonista di Le tre rose di Eva, fiction in onda su Canale 5, in un'intervista esclusiva ci racconta del suo personaggio Laura Sommariva e della sua carriera di attrice

    Elisabetta Pellini le tre rose di eva

    Elisabetta Pellini, protagonista di Le tre rose di Eva nei panni si Laura Sommariva, si è confessata ai microfoni di Televisionando. Dopo aver studiato danza classica fin dalla tenera età di 5 anni, Elisabetta Pellini capisce subito di avere un futuro nel mondo dello spettacolo. Tenacia e determinazione la portano a recitare in celebri fiction italiane come Compagni di scuola, Un Medico in famiglia, Distretto di Polizia e a lavorare con alcuni tra i più grandi registi in circolazione tra cui Gabriele Salvatore e Cristina Comencini. Sentite cosa ci ha raccontato in quest’intervista.

    • Fin da bambina hai studiato danza classica e sei cresciuta in un ambiente dove si respirava un’atmosfera artistica. Ma quando hai deciso di intraprendere la carriera di attrice?
      Appena ho cominciato a sognare! Ho iniziato con la danza classica e ho imparato il senso della fatica, del movimento e l’emozione del saggio mentre mi esibivo al teatro di Varese: il sipario, lo scricchiolio degli assi, il palco. Mi sono subito innamorata del palcoscenico e dell’emozione… Poi con mia cugina, mia coetanea, mi divertivo, già a 5 anni, ad organizzare spettacoli di intrattenimento per i nostri genitori, con balletti, recite improvvisate, canzoni. E più diventavo grande, più mi innamoravo del cinema. Passavo giorni interi a guardare film a casa o al cinema, soprattutto quando pioveva. Abitando a Varese, una delle zone piu piovose d Italia, mi rintanavo spesso in un cinema.
    • Hai partecipato a diverse fiction italiane, da Compagni di scuola, serie che ti ha permesso di farti conoscere, a Un medico in Famiglia, Distretto di Polizia e tantissime altre. Qual è stato il personaggio che ti è piaciuto interpretare di più e quello che invece ti ha creato più problemi?
      Mi son piaciuti tutti i personaggi che ho fatto, son tutti molto diversi da come sono io e quindi son state delle sfide. Ho imparato a guardare, osservare, conoscere la gente e carpire atteggiamenti e stili di vita che mi son stati utili per il mio lavoro. Mi è piaciuto interpretare, tra gli ultimi progetti, Olga in Per amore, per vendetta, una donna tossica, fragile… Poi Vittoria in La stagione delle piccole piogge, Fiction Rai dove interpreto una dottoressa che lavora come volontaria in Africa e che mi ha permesso di entrare personalmente a contatto con villaggi kenyoti. Un’esperienza indimenticabile. Sono personaggi estremi, donne fragili o dark lady, personaggi divertenti e difficili da interpretate, vere sfide personali. La cosa che mi mette più a disagio come attrice sono le scene spinte. Così parlo sempre prima con il regista e chiedo, se possibile, che la troupe sia ridotta. Quando recito mi dimentico chi sono perché mi immedesimo nel personaggio. Ma sono timida e le scene spinte mi mettono in difficoltà, soprattutto se capitano ad inizio film e non conosci l’attore con cui devi lavorare. Difficile gestirle.
    • Nel corso della tua carriera hai avuto modo di collaborare con registi importanti come Ferzan Ozpetek, Cristina Comencini, Gabriele Salvatores e Alessandro D’Alatri. Quel è il ricordo più bello che conservi di ognuno di loro?
      Con Gabriele Salvatores ho girato Denti, uno dei miei primi film. Lui è uno dei miei registi preferiti e quando mi ha comunicato che mi aveva scelta è stato come realizzare un po’ il mio sogno. Gran professionista, sempre calmo e lavora benissimo con gli attori. Inoltre, è una bella persona! Ozpetek mi ha scelta per uno spot pubblicitario importante e poi mi ha chiamata anche per il film Un giorno perfetto . È stato molto bello lavorare con lui, perché ogni regista ha un suo modo di vivere il set ed è bello vedere come questi grandi professionisti si pongono di fronte al cinema.

      È stato molto gentile e mi ha suggerito le parole chiavi per aiutarmi ad entrare nel personaggio. Son stata felice quando mi ha richiamato perché è stata una testimonianza del fatto che si era trovato bene a lavorare con me. Con Alessandro D’Alatri ho realizzato due spot girati in Malesia. Amo il mio lavoro, anche perché mi ha permesso di viaggiare molto e conoscere posti meravigliosi. In questa occasione, tutta la troupe era in Malesia, eravamo sempre insieme e ricordo cene divertenti dove Alessandro D’Alatri ci raccontava dei suoi film. È un regista molto simpatico ed è un grande professionista! Con Cristina Comencini ho girato uno spot pubblicitario. È stato un caso, mi trovavo a lavorare come aiuto casting per suggerire le battute femminili e per aiutare nella ricerca dei due protagonisti maschili. Poi Cristina, che era presente al casting, mi ha chiesto di fare il provino per la parte femminile e mi ha scelta realizzando un altro piccolo sogno. È una donna decisa, gentile, sempre sorridente ma anche esigente. Spero un giorno di poter ancor lavorare insieme a lei!

    • In Le tre rose di Eva interpreti Laura, una donna ricca e allo stesso tempo segnata dal disinteresse di Edoardo che ha occhi solo per Aurora. Come evolverà il tuo personaggio nelle prossime puntate?
      Laura cercherà di riprendere il suo matrimonio. È una donna fragile, incapace di stare sola, e sogna di riconquistare Edoardo. Vittima di se stessa, si innamora sempre dell’uomo sbagliato. Ci saranno continui colpi di scena ma non voglio anticipare troppo per non rovinare le sorprese della storia.
    • Dopo il grande successo di pubblico e ascolti di Le tre rose di Eva, in cosa avremo il piacere di vederti impegnata?
      In autunno uscirà un film tv per Rai uno dal titolo La stagione delle piccole piogge. La regia è curata da Sergio de Martino. Ora sto girando una fiction di 6 puntate per Rai 1, ambientata in Liguria e la regia è di Fabrizio Costa.
    • Qual è il sogno nel cassetto che ti piacerebbe realizzare in futuro?
      Il sogno del cassetto è sempre lo stesso: poter esser felice, in senso completo, trovando la giusta armonia e l’equilibrio tra me stessa, il mio lavoro, i miei affetti. Sembra semplice o retorico, ma in realtà è la cosa più difficile da realizzare. A volte ci fissiamo su delle cose pensando che son giuste e invece ci rendono infelici. Bisogna capire qual’è la strada giusta e aver il coraggio di viverla!

    Ringraziamo Elisabetta Pellini e le auguriamo in bocca al lupo per i suoi progetti futuri

    Grazie a voi!

    Ringraziamo anche Katya Marletta per la collaborazione.

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