Le nuove frontiere del reality: The Deadliest Catch dall’Alaska e Hotel dall’Olanda

Le nuove frontiere del reality: The Deadliest Catch dall’Alaska e Hotel dall’Olanda

The Deadliest Catch e Hote, due modi opposti di fare reality

    The Deadliest Catch e Hotel

    Preferireste entrare in una squadra di pescatori di granchi in Alaska o trascorrere una normalissima vacanza ad Amsterdam soggiornando al Barbizon Palace? Certo, tutto dipende dagli stili di vita, ma in entrambi i casi diventereste i protagonisti – più o meno consapevoli – di un reality show. Mentre l’Italia si concentra sui preliminari adolescenziali del Grande Fratello 8 vediamo quali sono i reality più seguiti nel resto del mondo.

    Ci concentriamo su due format piuttosto interessanti di cui hanno dato notizia in queste settimane alcuni quotidiani italiani. Partiamo da The Deadliest Catch (Pesca Estrema) di cui ha parlato qualche tempo fa il Corriere della Sera: più che un reality una docufiction, con elezione però della migliore squadra di pesca, che segue 24h/24 gli equipaggi di sei pescherecci impegnati nella cattura dei granchi nel Mare di Bering, a ridosso dell’Alaska. Una tradizione che affonda le sue radici nei secoli, riportata in auge anche grazie all’interesse di Discovery Channel che da ben quattro anni produce un’avvincente reality sul tema che ha ipnotizzato il pubblico americano. La quarta serie di Deadliest Catch è iniziata negli Usa il 15 aprile scorso ed è appena arrivata ad un terzo dell’edizione 2008: domani, infatti, si svolgerà la quinta puntata delle 12 previste per ogni stagione. La gara è quindi entrata nel suo clou, con il pubblico a casa chiamato a votare l’equipaggio preferito.

    Tre milioni di americani in media seguono le puntate serali, una cifra non certo in linea con i mega ascolti statunitensi, ma neanche una cifra irrisoria, tenendo conto anche del fatto che le tre stagioni precedenti sono uscite in Dvd e che sta per uscire un videogame per Xbox e Playstation. Lottare contro venti a 50 nodi, nel gelo polare, far fronte al ghiaccio che avanza e dosare forze, riserve alimentari e di carburante per pescare la Grancevola artica e consegnarla in tempo ai committenti, sulla tolda di un peschereccio non è proprio un’attività per tutti: i ‘casting’ sono ‘riservati’ ai pescatori, spesso provenienti da famiglie che svolgono quest attività da generazioni. Per avere una seppur minima idea di cosa i protagonisti sono chiamati ad affrontare vi rimandiamo a Discovery Channel Italia (canale 401 di Sky) che trasmette le repliche della terza serie (da lunedì a venerdì alle 14.15) e al trailer della quarta stagione, in onda negli Usa.

    Di tutt’altro tono, invece, Hotel, in onda ogni giorno alle 18.30 su Sbs 6, in Olanda. Più che un reality, in questo caso si può parlare di un’astuta mossa di marketing messa in atto dal proprietario della catena NH Hoteles che ha trasformato alcuni dei suoi alberghi, su tutti il Barbizon Palace ad Amsterdam, in un Grande Fratello attivo 24h/24. Sono gli stessi clienti a dar vita allo show, in maniera del tutto spontanea. Nessun meccanismo di gioco, nessuna eliminazione, solo lo scorrere del tempo in un ‘comune’ albergo impegnato a svolgere le sue quotidiane faccende: dall’accoglienza alla preparazione del cibo, dalla pulizia delle stanze alla gestione degli ospiti, senza televoti e senza conduttori.

    Si segue la vita ‘come viene’, un po’ come desiderato da Andy Warhol, con ignari ospiti accolti alla reception non sono da un affabile concierge ma anche da una telecamera che lo segue poi nella sua permanenza in hotel. Scene di vita vissuta, dunque, che raccolgono nel preserale olandese ben il 10% di share (come ci racconta La Stampa), risultato che fa invidia al nostro XFactor, che non arriva a tanto neanche nella prima serata di un martedì sguarnito.

    In realtà il Barbizon Hotel, posizionato al centro di Amsterdam, non è il solo albero della catena NH entrato nel circuito dei reality: ad esso, infatti, vanno aggiunti lo Schiphol, vicino all’aeroporto, o il Jan Tabak di Bussum, nel nord dell’Olanda. Un mossa che ha permesso alla catena NH, che comprende anche la catena Jolly - il primo gruppo alberghiero di Spagna e Italia, e il terzo in Europa -, ed è molto presente in Olanda, Belgio e Germania (e in mezzo mondo) di farsi una mega promozione aziendale a costo zero.

    L’idea è tutta di un italiano, Gabriele Burgio, amministratore delegato e presidente di NH Hoteles, fiorentino di 53 anni giunto all’imprenditoria alberghiera dopo la fusione del gruppo C.I.R. di Carlo De Benedetti, per la quale lavorava come managing director di Cofir, con NH Hoteles. Burgio non è certo nuovo ad iniziative del genere: qualche tempo fa, dovendo ristrutturare un piano di una albergo madrileno, decise di non avvalenrsi di una squadra specializzata – con i relativi costi – ma di promuovere una nuova attività antistress presso manager e gente comune, nient’altro che rompere tutto quello che si trovavano davanti. Mise a disposizione il piano da ristrutturare e in un momento conquistò notorietà, allure da filantropo e risparmiò una ‘discreta’ quantità di denaro. Quando si dice il genio…
    Ora i suoi alberghi hanno quasi decuplicato il fatturato (dai 148,3 milioni di euro del 1997, quando Burgio fu nominato amministratore delegato e presidente, ai 984,6 milioni del 2005) e c’è la fila per entrare in una delle stanze da Grande Fratello: tutto prenotato, con somma soddisfazione del gruppo NH, della Endemol che produce il format e del pubblico tv che ama, da sempre, spiare nel buco della serratura. In basso alcune immagini del reality. Non resta che partire.

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