Le Iene ridono, portano bene ed è come nel film: ognuno gioca il suo ruolo, però…

Le Iene ridono

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    Ultima puntata del 2013 de Le Iene. Tralasciamo gli pseudo balletti di Blasi e Mammucari e vediamo come si è svolto l’appuntamento del giovedì notte. Trovo lei molto bella e spiritosa, i look improbabili sono scelti da una costumista, quindi non la ritengo direttamente responsabile. La domanda che come me si pone un numero indefinito di italiani è: perché Teo Mammucari?

    Andiamo, siate sinceri, non fa nemmeno ridere! Ho notato degli sforzi nell’ultimo periodo, ma la sua arroganza traspare inesorabilmente. Restiamo con questo dubbio e andiamo avanti. Matteo Viviani racconta dell’ennesimo uomo folle che distrugge le case dove vive, Pablo Trincia parla di una nuova tipologia devastante di droga, cioè, il Krokodil. Capisco il giornalismo verità faccia ascolti, ma questo l’ho trovato eccessivamente crudo.

    Ecco finalmente la Nobile con un servizio sul poliamore ovvero un trio di ragazzi di 26 anni, di cui due legalmente sposati, che vivono insieme e si amano senza limiti. Si tratta di un movimento diffuso in tutto il mondo stile new hippy insomma! Carino, dai, ma niente di eccezionale. Probabile che a dicembre ormai con il clima natalizio anche i truffatori siano più buoni e lo staff abbia meno lavoro.

    Si torna in studio per un altro balletto, evviva. Ora Enrico Lucci che con il suo stile unico intervista Gina Lollobrigida in un simpatico viaggio di rivalsa Roma – Milano… Che grinta la Lollo, mi complimento anche io! Si parla poi di proposta indecente, il solito cliché del colloquio di lavoro che nasconde proposte sessuali con protagonista un malato di mente. Per la serie basta una donna per rovinare un uomo e tranquille che questo si vendicherà su tutte le altre. In effetti basta uscire di casa per rendersene conto. Bugiardi patologici vendicativi.

    Balletto, saluti, auguri di Natale nel caldo e festoso studio completamente bianco e si chiude.

    Capisco il format, il nome, i servizi ma diciamolo che Le vere Iene erano Luca e Paolo. Ecco, allora, le guardavo sempre. I tempi cambiano, i contratti si rinnovano e si propongono new entry. Il nuovo, però, non sempre è meglio; diverso, sì, ma la conoscenza, l’abitudine, la confidenza, va ricordato che possono essere dannatamente più eccitanti. In un rapporto di coppia ed in tv.