Le Iene, il caso Stamina: i servizi di Giulio Golia criticati da MedBunker

I servizi delle Iene di Giulio Golia dedicati al caso Stamina sono stati criticati dal medico Salvo Di Grazia per la loro scarsa accuratezza

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    Il caso Stamina alle Iene è da tempo al centro di numerosi servizi: a occuparsene è stato sempre Giulio Golia, che ha contribuito – con i suoi reportage – a rendere più conosciuta la vicenda. Salvo Di Grazia, medico e blogger di MedBunker, ha però individuato numerose falle nelle inchieste messe a punto dalle Iene. Come riporta Wired, che ha amplificato le segnalazioni di Di Grazia, egli “ha analizzato fotogramma per fotogramma alcune parti degli ultimi servizi a tema Stamina, dove la iena Giulio Golia mostra, a suo dire, stralci di cartelle cliniche di alcuni pazienti che hanno ricevuto le infusioni“, riscontrando “errori, le approssimazioni” e mancanze.

    Tra gli errori segnalati, il fatto che Golia in questo servizio non mostri cartelle cliniche, come egli afferma più volte, ma lettere di dimissioni. Due cose totalmente diverse, visto che una lettera di dimissione “è un riassunto veloce e generale della situazione del paziente che chiaramente non può analizzare ogni aspetto della malattia e della degenza“. Essa, dunque, non può parlare di peggioramenti o miglioramenti di un percorso clinico complesso come quello relativo a malattie con un decorso particolarmente mutevole.

    Secondo Wired, “una ricostruzione così come quella delle Iene, priva di obiettività e che mostra solo quel che è conforme alla tesi dei ‘miglioramenti’, non può essere considerata attendibile, anzi confonde ancor più le idee. E rischia di buttare benzina su un fuoco già pericolosamente ben avviato“.

    Di Grazia specifica di non volere asserire, con queste critiche, “che le presunte cure siano un fallimento o che siano pericolose“, ma punta il dito semplicemente sul metodo: “Quei bambini messi in mostra come pupazzi e quei documenti non servono a nulla se non a coinvolgere emotivamente chi guarda rischiando di fargli prendere decisioni errate“.

    Da MedBunker sono arrivate anche dieci domande a Golia. Tra queste: “Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?” e “Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo stamina?“.

    La vicenda è, senza dubbio, particolarmente delicata, anche perché in gioco c’è la vita delle persone. Noi, da semplici blogger di televisione, ci limitiamo a riportare i fatti e siamo disponibili ad accogliere eventuali repliche. Nella speranza che ben presto la vicenda diventi molto più chiara, soprattutto nell’interesse dei malati.